Finché c’è finanza c’è speranza

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Grazie finanza! Hai fatto dimettere quel criminale che da un ventennio pretende di rappresentare quel che resta delle genti italiche.
Ancora grazie finanza! Per le carte di credito, per il mutuo-casa al 100%, per i piani pensione privati, per i gruzzoletti accumulati in borsa. E non preoccuparti per le minacce dei rivoluzionari al Martini o dei loro figli nullafacenti. Dopo aver ceduto stupidamente a decenni di consumo sfrenato propinatogli dal turbo-capitalismo, essi starnazzano non certo contro l’effimero, ingiusto e stressante modello di sviluppo che diffondi (era già noto dalla notte dei tempi): reclamano solo di poter continuare a fare quello che facevano prima, senza preoccupazioni.

Ma soprattutto grazie finanza per le speranze che dai oggi all’Italia. Solo tu potevi riuscire a creare un governo di persone sostanzialmente senza problemi con la giustizia.
È vero, ci hai messo i tuoi amici e gli amici dei tuoi amici. Banchieri o consulenti tuoi adepti, rappresentanti di oscuri centri di potere e grumi di interessi, super-managers, massoni e tirapiedi del Vaticano. È vero, tutto ciò è contro la democrazia, la politica. Ma quando mai ti sono interessate queste cose? Agli “stivalici” in primis non interessano queste cose.

L’Italia aveva bisogna di una rivoluzione, e le rivoluzioni per definizione non sono mai democratiche. Il governo dell’Italia di oggi è rivoluzionario, golpista Ma dà speranza, perché è una cesura netta con il passato. Un governo senza inquisiti o condannati è un’accelerazione tremenda, ci si sarebbe arrivati, forse, in un paio di decenni. È un’occasione unica, dalla quale ripartire per riuscire a rifondare il nostro paese, giacché decenni di politica italiana hanno dimostrato che gli italiani non sono capaci di costruirsi una democrazia fattuale da soli. E senza democrazia, non si costruisce un paese né tantomeno un’identità nazionale. Come con l’economia, il deus-ex-machina europeo ci deve fare mettere sui binari giusti.

Speriamo allora che, al di là dei sacrifici imposti dall’emergenza, questa “lavata di capo” faccia finalmente cambiare l’attitudine agli italiani e fare emergere le tante energie positive che ci sono in questo paese. Come nel ’48, negli anni del compromesso storico e nel ’96, iniziare un cambio importante è possibile.

Starà agli italiani dimostrare con il voto, fra pochi mesi o pochi anni, che hanno capito la lezione e vogliono veramente costruire un paese moderno. Un voto che ristabilirà la democrazia e permetterà anche di cercare, per il poco che può fare un singolo stato nazionale, di contrastare la bestia della finanza ma soprattutto i valori che ne hanno generato le storture. Storture che stiamo pagando tutti ora.
Ma ancora grazie, finanza.

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Chi lo ha scritto

giorgio marincola

Giorgio Marincola è/è stato, in ordine sparso: fisico teorico, diplomato in sandwich-making al 67, Pret-a-Manger, Tottenham court road, "no-global" ante-litteram con le mani bianche a Genova 2001,  Ph. D., campione paesano di calcio "a portine", ricercatore alla University College London (a pochi metri da Tottenham Ct. Rd.), rifugista-capo-sguattero al Calvi, professore universitario associato, programmatore HPC e Android, ballerino di lindy hop, ingegnere di sistema, scarso chitarrista e scialpinista in lento miglioramento. Vive/ha vissuto diversi anni in tre-quattro paesi europei e a Londra. Si esprime fluentemente in 4 lingue e un dialetto, tipicamente a due a due. È tra i fondatori de L'Undici.

2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Ma quando mai

    La finanza ha fatto solo del male, altro che grazie.

    E nessuna speranza per gli italiani, che al prossimo giro rimetteranno Berlusconi. Ieri il parlamento eletto da loro ha liberato Cosentino e festeggiato per il referendum bocciato, voluto da 1200000 persone.

    Beato che ancora ci crede

    Rispondi

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