Europa (Earth’s cry, Heaven’s smile)

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Ancora Europei. L’Italia ci arriva tanto per cambiare con grandi pronostici; L’Undici vi spiega perché, anche ‘sta volta, non ci sarà trippa per gatti

L’ultima volta che avevo scritto per L’Undici era in occasione dei campionati continentali africani (la Coppa d’Africa) tre anni fa; siccome ora che arriviamo a giugno lo stato socio-economico della Vecchia Europa non sarà molto diverso da quello dell’Africa di tre anni or sono,per coerenza ho accettato di tornare a scrivere su L’Undici per presentare, commentare, divinar responso sugli Europei 2012. Mettetevi comodi, che andiamo a cominciar

La location

Fresco e umido hanno i loro aspetti positivi

Si giocherà in luoghi di grande fascino, tra una Polonia nuova (ed unica) locomotiva di Europa, dove i scintillanti centri commerciali in ferro vetro stanno poco alla volta sostituendo i palazzoni da socialismo reale, ed una Ucraina dove non si sa nemmeno se riusciranno a finire le strade di accesso agli stadi. Ma tant’è, Le Roi Platini doveva ringraziare le Federazioni dell’Est del supporto decisivo per l’elezione a Monsieur UEFA e così è andata. Ricordo ancora il giorno prima della grande scelta: tutti convinti che finalmente spettasse all’Italia e Zibi Boniek a una trasmissione RAI pomeridiana che cercava di convincere gli astanti: “Ragazzi, guardate che lo danno alla Polonia, me lo ha detto Platini”, e giù risatine dello studio. Purtroppo, per una volta non stava facendo il pagliaccio in TV. Consoliamoci almeno di una cosa: tra l’8 giugno ed il 1 luglio laggiù ci farà freschino e si vedrà del buon football.

Come arriveranno

Sempre che arrivino, visto quello che si diceva delle strade ucraine, non è molto chiaro a sei mezzi da the big event in che stato si presenteranno ai blocchi le 16 protagoniste. Scartate per manifesti ed oggettivi limiti Grecia, Polonia, Repubblica Ceca (dove la generazione dei Nedved, Baros, Podolsky non ha trovato eredi), Danimarca, Irlanda, Croazia e Ucraina, che dire delle altre?

Le squadre dovranno essere fisicamente attrezzate anche al termine di una stagione logorante

La Russia è un grande punto interrogativo: sarà quella splendida sorpresa di Euro 2008 o la squadra che ha cannato la qualificazione ai mondiali? Visti nei club che se li sono accaparrati a suon di milioni, gli enfant terrible dell’europeo austro-svizzero non hanno mantenuto le promesse, il futuro non pare scintillante.
La Svezia è una squadra di onesti e ordinati boscaioli con il genio folle di Ibra, che però in giugno di solito è troppo impegnato a pensare dove si trasferirà l’anno dopo.
Il Portogallo è tornato ai fasti della squadra dell’europeo 1996: 90% di possesso palla e un tiro in porta per tempo (a malapena); avrà sì Cristiano, ma tra i convocati si rivedrà ancora il mitico Nuno Gomes (ragazzi, ma di che stamo a parlà?).
Gli inglesi senza Rooney e con un po’ di timido ricambio, ma i vecchi hanno in testa solo la gnocca e i giovani invece pure. Spacciati in partenza.
I Franzosi come dal 2002 a oggi: dilaniati da polemiche e spaccature all’interno dello spogliatoio.
Spagna e Olanda un po’ più vecchie e un po’ più stanche di due anni fa, gli Oranjie poi con i campioni sempre più ammaccati e per ricambi gente che nella Juve fa da rincalzo a fuoriclasse come Giaccherini ed Esticazzi.
L’Italia abbastanza giovane, abbastanza simpatica, abbastanza forte… abbastanza pompata da una stampa che alla prima scivolata la impallinerà (preparatevi all’ennesima giravolta degli Sconcerti e dei Mura, con la usuale faccia di tolla). La Germania forte, giovane, bella, multietnica, matura, in crescita continua dal 2006, con un ricambio generazionale completato e con fuoriclasse diciottenni in panca a pungolare i veterani 24-enni. Ma non vorrei darvi l’impressione di fare delle preferenze.

I gironi

Con la novità delle gestioni condivise (Belgio-Olanda 2000, Austria-Suisse 2008, Polonia-Ucraina 2012) ci toccano anche i Paesi ospitanti come teste di serie. Trattandosi spesso di squadre che

non supererebbero le qualificazioni nemmeno a metterle in girone con San Marino e Irlanda del Nord, il risultato è che il 50% delle teste di serie fa accapponare la pelle (o, visto in altro modo, che in seconda fascia si trovano squadroni come la Germania). In più, ad almeno una delle due si deve fare il gironcino di tutto riposo, nella speranza – per fortuna spesso vana – che passi il turno. La sorte questa volta ha baciato la Polonia, “sorteggiata” in girone con il Ravenna e il Principato di Seborga, mentre l’Ucraina dovrà sperare nell’autolesionismo dei Franzosi, nel canonico flop degli Inglesi e nell’indolenza di Ibra all together. Difficile che Spagna e Italia si lascino sfuggire il passaggio ai Quarti, mentre tutto da vedere il Gruppo B, sulla carta girone di ferro (Olanda, Danimarca, Germania, Portogallo).

Alla fine, il mago Otelma ci dà le quote: Russia e Polonia nel Gruppo A, Crucchi e Olandesi nel B, Latinos nel C, Mr. Capello e Franzosi nel D.

E poi?

E poi nei Quarti ci sarà qualche sorpresa; la Envencible Armada spagnola, ad esempio, a forza di titic-titoc, calcio sottoritmo e dài che tanto basta l’1-0, e vuoi che uno tra Villa e Iniesta non la sbatta dentro, uscirà di scena subito, anche perché pagherà la stagione totale ed il logoramento reciproco dei suoi due club di punta. La simpatica Italia del simpatico Prandelli probabilmente supererà lo scoglio Inghilterra ai Quarti, ma cadrà in Semi con i Crucconi. Facciamo il colpo di teatro di prevedere avec Otelmà per la Francia un percorso stile ultimo mondiale di rugby (o Mundial 2006): spogliatoio spaccato, odiosi ed odiati da tutti, ma vera rivelazione del torneo. Francia che in una finale sull’asse Merkosy le prenderà di brutto. E sarà giusto così.

Insomma, a salvare l’Euro 2012 ci penseranno i tedeschi.

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