Tassa sulla coscienza: 21%

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Io sono un inguaribile ottimista, penso che tutti siano onesti, ma nonostante questo quando parcheggio la macchina sottocasa stacco le chiavi dal cruscotto e la chiudo. Questo perché se anche per caso passasse di lì un ladro che mi vuole fregare la macchina, almeno che se la sudi.

Inoltre come si dice “E’ l’occasione che fa l’uomo ladro” e quindi anche una persona onesta, trovandosi la macchina aperta e con le chiavi inserite nel cruscotto potrebbe farci un pensierino e portarsela a casa propria. Io penso che tutti i liberi professionisti siano onesti e che paghino tutte le tasse. Ma diciamo che se qualcuno di loro non lo fosse avrebbe in qualche modo la strada spianata.

Analizziamo un attimo la scena da vicino, scena a cui avremo assistito prima o poi tutti nella vita da una parte o dall’altra della scrivania. Un libero professionista mi eroga una prestazione, alla fine chiedo “quanto le devo?”, “sono 100 euro”, “bene può farmi una ricevuta?”, “in questo caso sono 120 euro” (anzi attualmente 121 con l’iva al 21%).

Capite: devo pagare 21 euro per avere la coscienza a posto, per dire “sono un buon cittadino chiedo la fattura o la ricevuta, non sono uno che favorisce l’evasione fiscale”. Più che di iva parlerei di tassa sulla coscienza. E questo per prestazioni da 100 euro. Se andiamo su con il prezzo e la prestazione erogata prevede un compenso di 2000 o 3000 euro la tassa sulla coscienza comincia ad aggirarsi attorno ai 400-600 euro. Quindi dovrei pagare 400-600 euro in più per non avere rimorsi per poter dormire tranquillo la notte consapevole di essere un buon cittadino.

E’ probabile, come spesso accade, che io dica “lasciamo stare la fattura e facciamo 100 euro”. Insomma la cosa strana e paradossale è che entrambe le persone sedute a quel tavolo abbiano la stessa convenienza, ossia a non emettere la fattura o ricevuta.

Tornando all’idea iniziale è come se il potenziale evasore si trovasse la macchina aperta e con le chiavi inserite nel cruscotto, in pratica deve solo salire e metterla in moto. O come se io e il ladro avessimo lo stesso interesse affinché la mia auto venga rubata.

Io non mi occupo di economia e quindi non saprei quale ricetta dare. Già in passato le spese mediche sono state rese deducibili e forse questo è servito a qualcosa. Si potrebbe anche dedurre l’iva versata ai liberi professionisti o detrarla proprio dalle tasse, forse a fronte di un minor gettito da parte degli utenti vi sarebbe un maggior gettito da parte dei liberi professionisti. Ma sono solo ipotesi fatte da uno che di economia e di fisco ne sa molto poco o niente. Ma sicuramente, e anche un bambino ci arriverebbe, bisognerebbe spezzare la catena del comune interesse che entrambi hanno affinché la fattura e la ricevuta non venga emessa. Solo così il cliente chiederebbe senz’altro la fattura e potrebbe anche denunciare coloro che non la fanno.

Per me la numero 1

E intanto che fare? Come comportarsi fino a quando qualcuno non risolverà questo elementare paradosso? Le vie praticabili sono a mio avviso tre:

  1. la prima è la via della coscienza.E’ vero che ogni singolo cittadino deve pagare le tasse, è vero che se tutti pagassero le tasse le imposte sarebbero minori e meno onerose ed è vero che l’evasione stimata molte volte corrisponde come entità alle manovre del nostro ministro erre ammosciato dell’economia. Quindi mettetevi una mano sulla coscienza, come si suol dire, e pretendete sempre la fattura, anche a costo di chiamare il 117,

    Per chi ha scelto la via n.2 e non ne aveva mai vista una prima

    sarete così certi di vivere nella legalità e di poter guardare ad un futuro radioso senza rimorsi.

  2. La seconda via è quella del portafogli. Viviamo un periodo di grande crisi, un quarto della popolazione è disoccupata e in alcune zone del mezzogiorno si arriva sino al 40%. Il lavoro quando c’è è precario e mal pagato, e del resto se la legge è ingiusta e favorisce l’evasione non è colpa vostra. Quindi mettetevi una mano sul portafogli e non pretendete mai la fattura, fatevi sempre scontare l’iva, sicuramente ci guadagnerete in incazzature e potrete pagare la bolletta tranquillamente senza che vi stacchino la luce.
  3.  La terza via è un ibrido delle prime due. Ossia viviamo in un mondo governato dal mercato, in cui ogni cosa assume un valore monetario, in cui persino i deputati vengono venduti e comprati al supermarket di Montecitorio e quindi stabilite un prezzo alla vostra coscienza, quando l’iva supererà quest’importo non chiederete la ricevuta, quando l’importo sarà inferiore sarà gioco forza farsela rilasciare. Insomma si potrebbe concludere parafrasando un vecchio pezzo di Bennato: “ogni cosa ha il suo prezzo ma nessuno saprà… quanto la mia coscienza varrà”

Ghigno dal Tacco

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