La pagina della Cover Writer: Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf.

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Virginia Woolf a room of one's own

On you, I see the glory.

From you, I get opinion.

From you, I get the story.

[Pete Townsend]

Chi ha paura di Virginia Woolf? Io.

Donne e scrittura.

Prima di leggere immergiamoci negli anni ‘20 del 1900 e fingiamo di non sapere chi sia lei e chi siamo noi: uomini, donne, neutrali rispetto al genere e alla scrittura.

“… Fra cento anni, d’altronde, pensavo giunta sulla soglia di casa, le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio (in strada stava passando un plotone di soldati) l’idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinai, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini…

Prima edizione di Room of one's Own, illustrazioni di Vanessa, sorella di Virginia

Prima edizione di Room of one’s Own, illustrazioni di Vanessa, sorella di Virginia

Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un’occupazione protetta, pensavo, aprendo la porta. … Il signor John Langdon-Davies avverte le donne che “Quando i figli non saranno più desiderabili, le donne non saranno più necessarie”. Spero che ne prenderete nota.

…Ragazze dovrei dirvi …nella mia opinione siete vergognosamente ignoranti. Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto un esercito alla guerra. Non avete scritto tragedie di Shakespeare, e non avete mai impartito i benefici di una civiltà ad una razza barbara. Come vi potete giustificare? È facile …abbiamo avuto ben altro da fare. Senza il nostro intervento nessuno avrebbe solcato questi oceani, e queste fertili terre sarebbero ancora deserto. Abbiamo partorito e allevato e lavato e insegnato e questa fatica, anche ammettendo che ci hanno aiutate, ci ha tolto molto tempo.

 

il Newnham College, scuola universitaria solo femminile a Cambridge

il Newnham College, scuola universitaria solo femminile a Cambridge

Ma bisognava conoscere le risposte, non le domande; e queste si potevano avere soltanto consultando saggi, liberi da pregiudizi, di coloro i quali vivono al di sopra dei conflitti verbali e delle confusioni corporali e hanno fatto pubblico il frutto dei loro ragionamenti e delle loro indagini in altrettanti libri… Se la verità non si trova quindi negli scaffali del British Museum, mi domandavo mentre prendevo quaderno e matita, dove mai si trova la verità? … Avete idea di quanti libri si scrivono sulle donne in un anno? Avete idea di quanti sono scritti da uomini? Sapete di essere l’animale forse più discusso dell’universo?…

Party ad Oxford 1928

Party ad Oxford 1928

(in) questi libri si trovava sempre un elemento di collera … di rabbia … Qualunque fosse la ragione, questi libri erano per me privi di valore. Erano, cioè privi di valore scientifico, benché umanamente fossero pieni di informazioni … Erano stati scritti sotto la luce rossa dell’emozione e non nella luce bianca della verità.

Ma perché, mi domandavo, i “professori” sono così arrabbiati? Nessuno potrebbe non accorgersi del predominio (del professore). Il potere il denaro e l’influenza sono suoi. È il proprietario del giornale e ne è il direttore e redattore. È ministro degli esteri e giudice …egli ha lasciato milioni alle opere di beneficenza e ai collegi diretti da lui stesso. … sarà lui ad assolvere o condannare l’assassino, e a impiccarlo o lasciarlo in libertà. Tranne il tempo sembra controllare tutto, eppure è arrabbiato. … Forse non è arrabbiato, quando insisteva sull’inferiorità delle donne, stava pensando non alla loro inferiorità, bensì alla propria superiorità. … Per secoli le donne sono state gli specchi magici e deliziosi in cui si rifletteva la figura dell’uomo raddoppiata. Per questo Napoleone e Mussolini insistono tanto sull’inferiorità delle donne: se queste non fossero inferiori non servirebbero più a raddoppiare gli uomini. Questo spiega il bisogno delle donne che spesso sentono gli uomini. E spiega anche perché essi non tollerino la critica delle donne. … Giacchè se la donna comincia a dire la verità, la figura nello specchio rimpicciolisce; l’uomo diventa meno adatto alla vita.

Corrispondenza fra Vita Sackerville West e Virginia Woolf

Le donne non scrivono libri sugli uomini; un fatto che mi diede molto sollievo … Sarebbe un vero peccato se le donne scrivessero come gli uomini o vivessero come gli uomini, o assumessero l’aspetto degli uomini; poiché se due sessi non bastano, considerando la vastità e la varietà del mondo, come ci potremmo arrangiare con uno solo?

(Jane Austen), una donna agli inizi dell’ottocento, che scriveva senza odio, senza amarezza, senza paura, senza protestare, senza predicare. Così scriveva Shakespeare … forse tutti e due erano riusciti a distruggere nelle loro menti qualsiasi ostacolo. …

La struttura totale, se pensiamo a un qualunque romanzo famoso è infinitamente complessa, appunto perché dipende da molti giudizi diversi, da molti tipi diversi di emozione. La meraviglia è che un libro così composto possa reggere più di un anno o due, e possa anche avere, per un lettore inglese lo stesso significato che ha per quello russo o per quello cinese. … Ciò che riesce a tenerli insieme in quei pochissimi casi di sopravvivenza (pensavo a Guerra e Pace) è qualcosa che si può chiamare integrità … integrità, nel caso del romanziere, è quella convinzione in noi che ciò che egli racconta sia vero. Sì, pensiamo, non avrei mai creduto che le cose potessero andare così; non ho mai conosciuto gente che si comportasse in questo modo. Ma tu mi hai convinto che è vero, che le cose stanno così. … Ma fino a che punto questo può dipendere dal sesso del romanziere?

(i romanzi scritti da donne nell’ottocento) son stati scritti da donne la cui esperienza riguardava la parte di vita che poteva entrare nella casa di un pastore; scritti in una stanza comune, e da donne talmente povere che non si potevano permettere di comprare una o due risme di carta alla volta. Se una donna scriveva, doveva farlo nel soggiorno comune e lì veniva continuamente interrotta “Le donne non hanno mai una mezz’ora che possano chiamare propria.”

Le sorelle Virginia e Veronica

Le sorelle Virginia e Veronica

… La libertà intellettuale dipende da cose materiali, la poesia dipende dalla libertà intellettuale. Le donne son sempre state povere, non soltanto in questi ultimi 200 anni, ma dagli inizi dei tempi. Le donne non hanno avuto la più piccola opportunità di scrivere poesia.

“Questo è un libro importante, perché parla di guerra. Questo è un libro insignificante perché si occupa dei sentimenti delle donne in un salotto.” … “Le scrittrici dovrebbero soltanto aspirare all’eccellenza letteraria attraverso la coraggiosa ammissione delle limitazioni del loro sesso.” (Sir Egerton Brydges).

Per chiunque scrive è fatale pensare al proprio sesso. È fatale essere un uomo o una donna, puramente e semplicemente … Perché qualsiasi cosa scritta sotto la spinta consapevole di quella parzialità è condannata a morire. Non è più fertile.

Tutto questo opporre un sesso all’altro, una qualità all’altra; tutto questo attribuire superiorità a se stessi e inferiorità agli altri, appartiene a quella fase scolastica dell’esistenza umana in cui ancora esistono “squadre”, e sembra necessario che una squadra riesca a vincere l’altra. A misura che le persone maturano, smettono di credere nelle squadre, e nei direttori …

La stanza tutta per sè di Virginia Woolf

La stanza tutta per sè di Virginia Woolf

 

 

Oggi (1928) le donne non scrivono più soltanto dei romanzi … l’impulso autobiografico si è forse spento. La donna comincia a considerare la letteratura come un’arte e non come e non come un metodo di espressione della sua personalità. …

Ad ogni modo, quando un argomento è controverso – e ogni questione riguardando il sesso lo è – non si può sperare di dire la verità. Si può soltanto far vedere come siamo giunti a una data opinione. Si può soltanto offrire al pubblico una opportunità di trarre le proprie conclusioni, osservando le imitazioni, i pregiudizi, le peculiarità dell’oratore.

Una donna, se vuole scrivere romanzi, deve avere soldi e una stanza tutta per sé, una stanza propria; il che, come vedete, lascia insoluto il grosso problema della vera natura della donna e della vera natura del romanzo.Una stanza tutta per sè di Virginia Woolf

Finchè abbiamo l’abitudine della libertà e il coraggio di scrivere esattamente ciò che pensiamo; se usciamo un attimo dalla stanza comune di soggiorno e vediamo gli esseri umani non sempre in relazione gli uni agli altri, bensì in relazione alla realtà; e anche il cielo e gli alberi o ciò che si voglia; se guardiamo oltre …perché nessun essere umano ci può chiudere la visuale; se guardiamo in faccia il fatto che … dobbiamo essere in relazione con il mondo della realtà e non soltanto con il mondo degli uomini e delle donne, allora si presenterà finalmente l’opportunità … Ma io sostengo che ella arriverà se lavoriamo per lei; e che lavorare così, sia pur nella povertà e nell’oscurità, vale la pena.

… Finchè scrivete ciò che volete scrivere, questa è la sola cosa che conta; e se conti per un giorno o per l’eternità, nessuno può dirlo.

In questo senso il romanzo contiene più verità di quante ne contenga la realtà.

Da: “Una Stanza tutta per sé”, Virginia Woolf (A room of One’s Own” 1928) – traduzione di Livio Bacchi Wilcock e J. Rodolfo Wilcock, Feltrinelli 2005, ripresa da La biblioteca di Repubblica 2011.

Sì, ho paura di aver esagerato a permettermi di utilizzare questo saggio nella pagina della cover writer di questo mese. Mi sembra blasfemo accostare anche solo per diletto la mia scrittura frivola, così limitata al qui ed ora, a quella di Virginia Woolf. Lei era e sarà per sempre un’originale scrittrice, un’acuta intellettuale londinese (contribuì allo sviluppo del Bloomsbury Set), editrice (fondò con il marito la Hogarth press). Lei scelse il cognome del marito Leonard e continuò ad amarlo profondamente pur avendo relazioni affettive con donne innamorate di lei, come Vita Sakerville West. Tutto questo non le impedì di morire suicida, anche a causa di quella che oggi verrebbe definita sindrome bipolare e schizofrenia.

Leonard and Virginia Wolf

Un marito e una moglie brillantemente dotati che scrivono e pubblicano i loro libri: Leonard e Virginia Woolf.

Virginia Woolf non è solo capacità pura e semplice, non è solo talento universalmente riconosciuto. È storia della letteratura, della cultura contemporanea. È un segno impresso indelebilmente in tutto quello che è venuto durante e dopo di lei.

Il saggio “Una stanza tutta per sé” si basa sugli interventi che Virginia Woolf fece nel 1928 durante due conferenze tenute alla Arts Society di Newnham e all’Odtaa di Girton, due scuole universitarie femminili di Cambridge. Mi sento quindi un po’ male. Ho arbitrariamente deciso di stravolgere completamente l’ordine del discorso. Ho mescolato le carte utilizzando un filo logico mio che mi ha fatto sentire, in questi giorni di lavoro di taglio e cucito di frasi che rappresentano il flusso delle coscienza dell’autrice, capace di capire e di empatizzare con lei. Empatia con Virginia Woolf? Ma anche la consapevolezza che mai raggiungerò le vette dei suoi romanzi, opere come la Signora Dalloway o Orlando, non ne sarei capace, come del resto nessuno lo è mai stato fino ad ora.

Mrs Dalloway illustrazione della sorella Vanessa

Mrs Dalloway illustrazione della sorella Vanessa

Forse perché non ho una stanza tutta per me? Non ho nemmeno un tavolo tutto per me. E se ho tempo per me lo devo all’insonnia. Non è una giustificazione, lo so. Cosa mi manca per scrivere un romanzo, un saggio che venga letto fra 100 anni con interesse?

La capacità di scrittura universale

e l’idea che ne vada della mia esistenza.

State certi che non mi metterò delle pietre in tasca per andrmi a buttare nel fiume più vicino a casa.

Eppure Virginia Woolf, prima di suicidarsi ha scritto una lettera d’addio al marito che continuo a leggere come fosse un pezzo di letteratura e non di vita.

Forse realmente le cose scritte sembrano più concrete anche dei peggiori gesti fatti nella realtà.

« Sono certa di stare impazzendo di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non guarirò. Inizio a sentire voci, e non riesco a concentrarmi. Perciò sto facendo quella che sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la maggiore felicità possibile. Sei stato in ogni modo tutto ciò che chiunque avrebbe mai potuto essere. Non penso che due persone abbiano potuto essere più felici fino a quando è arrivata questa terribile malattia. Non posso più combattere. So che ti sto rovinando la vita, che senza di me potresti andare avanti. E lo farai lo so. Vedi non riesco neanche a scrivere questo come si deve. Non riesco a leggere. Quello che voglio dirti è che devo tutta la felicità della mia vita a te. Sei stato completamente paziente con me, e incredibilmente buono. Voglio dirlo – tutti lo sanno. Se qualcuno avesse potuto salvarmi saresti stato tu. Tutto se n’è andato da me tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinarti la vita. Non credo che due persone possano essere state più felici di quanto lo siamo stati noi. V. »

Virginia Woolf nel ritratto del 1902 di George Chrales Beresford

Virginia Woolf nel ritratto del 1902 di George Chrales Beresford

Senza nessun bisogno di affrettarsi.

Nessun bisogno di mandare scintille.

Nessun bisogno di essere altri che se stessi.

Virginia Woolf

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Antonio Capolongo

    Il fiume Ouse rimane il depositario dell’ultima immagine, dell’ultima verità di una straordinaria donna…

    Grazie Marinda

    Rispondi

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