Il potere della mente

12
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Siete appena stati ad un corso di controllo della mente e siete rimasti un po’ scettici? Credete sia assolutamente impossibile ed assurda la telepatia o la lettura della mente? Siete convinti che le preghiere ed il pensiero positivo siano robe per persone deboli e un po’ strambe? Beh, allora dovreste leggervi questo articolo del “The Economist” nel quale sono riportati i risultati di alcuni studi scientifici di serissime università in cui è dimostrato – tra l’altro – che è possibile:
1) pilotare un elicottero in uno cielo digitale solo con degli elettrodi applicati al cuoio capelluto
2) ricostruire con buona approssimazione un’immagine che una persona sta guardando sulla base della risonanza magnetica del suo cervello
3) individuare a quale tipo di oggetto una persona sta pensando (ad esempio se si tratta di un ortaggio o qualcos’altro) osservando la scansione del suo cervello
4) dimostrare che il cervello si comporta nella stessa maniera quando sogna e quando è sveglio. Tra parentesi: in questo esperimento sono stati utilizzati dei “campioni di sogno lucido” [leggi qui l’articolo de L’11 sui “sogni lucidi”]. Insomma: mica pizza e fichi!

C’è ancora un bel po’ di strada da fare perché la scienza possa spiegare i complicatissimi e per molti versi ancora inimmaginabili comportamenti della mente, ma questi studi costituiscono una prova assai importante in questo campo, una “proof of principle” come si dice in ambito scientifico. Ossia la dimostrazione che qualcosa è possibile: nello specifico mettere in relazione fenomeni osservabili come una scansione o segnali elettrici cerebrali con il nostro pensiero.

Aggiungiamo noi che questi risultati autorizzano a supporre che sia assai probabile che anche “visualizzare” qualcosa (con una preghiera o un pensiero programmato) indurrà il cervello a reagire come se questo qualcosa fosse reale. E’ quello che sostiene anche Brian Pasley uno scienziato dell’Università della California a Berkley, autore di uno studio che dimostra come sia possibile decifrare l’attività elettrica del cervello quando una persona ascolta una conversazione in maniera tale che si può associare il suono di una parola ad un segnale elettrico del cervello. Pasley inoltre sostiene che “ci sono evidenze per cui udire un suono e immaginare il medesimo suono attiva aree simili nel cervello”. Del resto lo aveva già previsto un ebreo vissuto in Palestina circa 2000 anni fa quando diceva: “Tutto quello che domandate nelle preghiere, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”.

Il premio Nobel per la chimica, Kary Mullis, racconta nel suo libro “Ballando nudi nel campo della mente” di come fosse in grado di accendere una lampadina con la sola forza del pensiero. Mullis aveva notato che era possibile variare il voltaggio dell’elettricità che passava attraverso il suo corpo pensando a cose diverse: passare da uno stato di meditazione e rilassamento al guardare le foto di una donna nuda produceva un repentino cambio della resistenza elettrica della sua pelle e quindi del voltaggio così da poter accendere una lampadina.

La nostra capacità di visualizzazione ha poteri enormi, molto di più di quanto si creda. E’ sufficiente pensare con concentrazione di mangiare un limone per sentirne il sapore o comunque avere una salivazione. Visualizzare qualcosa genera reazioni fisiche nel nostro corpo: i maschietti sanno bene cosa succede ad una certa parte del loro corpo quando “visualizziamo” una donna nuda…E gli spaventi che ci prendiamo quando sogniamo? Un’altra dimostrazione della stretta connessione tra il potere di visualizzazione della nostra mente e la nostra dimensione fisica ed emozionale.

Se la visualizzazione è la costruzione di immagini che conosciamo o abbiamo già visto, l’immaginazione è invece proprio ciò a cui si riferiva Gesù nella frase citata sopra (dal Vangelo di Marco, NdA), ossia il processo di creazione di un’immagine mentale che non esiste e che non conosciamo. Il maggior insegnamento lasciatoci da Gesù è proprio questo: immaginate qualcosa che desiderate e credete di poterlo raggiungere, al punto tale da considerarlo già qui, e allora lo otterrete! I miracoli accadono solo se si crede (si ha fede) che possano accadere. E non il contrario! Bisogna cioè immaginare il miracolo compiuto prima che si compia. E sarà anche grazie a questa capacità immaginativa di creare qualcosa che ancora non c’è, che ciò che si è immaginato si tradurrà in realtà.

Luigi Ghirri - Alpe di Siusi, 1984

Luigi Ghirri – Alpe di Siusi, 1984

In altre parole se il cervello si comporta alla stessa maniera se vediamo qualcosa o se lo visualizziamo (nei sogni o da svegli con il pensiero), generando reazioni simili in noi, anche un’immagine creata dalla nostra mente potrà avere gli stessi effetti. Se quindi immaginiamo qualcosa di bello, positivo e desiderato e crediamo di poterlo ottenere, ciò originerà in noi un atteggiamento tale da aumentare le possibilità di farcelo ottenere. Dove con “atteggiamento” si intende un complesso, inestricabile e indefinibile insieme di stati psicofisici che determinano la maniera con cui interagiamo con la realtà e di conseguenza come siamo in grado di modificarla.

Lo stesso vale ovviamente per le “visualizzazioni” negative…Se siamo costretti dal nostro partner ad andare al matrimonio di un amico e poi facciamo un’indigestione di ostriche, è plausibile pensare che la nostra rabbia abbia favorito l’indigestione. Come? Non lo sappiamo e – tutto sommato – nemmeno importa tanto. Se usciamo la sera e sempre il nostro partner (!) si impunta per prendere la macchina, è probabile che – tornando a casa -  se saremo noi a guidare, faticheremo a trovare un parcheggio perché – inconsciamente o meno – vorremo dimostrare che sarebbe stato meglio andare a piedi.

Qualcuno ha detto che “vediamo le cose non come esse sono, ma come noi siamo”. In fisica quantistica, se prepariamo un esperimento per verificare che l’elettrone è una particella, esso ci si rivela come tale, ma se l’esperimento è volto a dimostrare che si tratta di un’onda, l’elettrone si comporta come un’onda. Qual è la realtà? Entrambe le cose o nessuna delle due cose. Siamo noi osservatori a determinare come la realtà ci appare. [clicca qui per leggere l’articolo de L’11 su questo argomento specifico]. Se quindi ci poniamo nella condizione di “voler trovare il parcheggio”, immaginando il parcheggio, la realtà ci si svelerà sottoforma di un facile parcheggio. Se la nostra aspettativa è opposta, la realtà assumerà forma opposta. L’esempio è volutamente estremo e semplicistico, ma cattura bene il senso della questione. Troveremo parcheggio non per magia, ma grazie ad un atteggiamento alla guida più concentrato, più aggressivo, più attento, generato in noi da un’aspettativa positiva da noi “programmata”.

Vogliamo parlare delle coppie che non riescono ad avere figli e ce la fanno proprio quando cominciano ad andare da uno specialista di fecondazione artificiale? Evidentemente esiste una fortissima connessione tra i nostri processi fisiologici e quelli mentali. E riuscire a controllare o allenare questi ultimi può aiutarci a vivere meglio.

Spiegare come questo possa accadere in termini analitici o scientifici è impossibile. Non esiste alcuna espressione matematica che correli ciò che accade nella mente di una coppia che vuole avere figli ed il loro apparato riproduttivo. Ma una correlazione c’è, questo è certo. Forse però non l’abbiamo mai cercata, convinti che non potesse esistere o fosse troppo complicata da concepire. Gli esperimenti citati all’inizio dell’articolo potrebbero essere un piccolissimo passo in questa direzione. Perché – come detto – tracciano il cammino verso un universo che appare interessantissimo ed ancora assai esplorato: la nostra mente.

Senza voler scomodare processi fisici apparentemente “miracolosi” quali l’entanglment (il fenomeno per cui due particelle “comunicano” istantaneamente tra loro ad enormi distanze, lasciando supporre che “tutto” sia correlato, come immerso in un “fluido” globale) o le teorie sugli universi paralleli, è evidente che la presunzione umana di essere giunti alla spiegazione di ogni aspetto del nostro mondo è un grosso limite all’espandersi della nostra conoscenza. Citando Jovanotti: “Se uno ha imparato a contare fino a sette, vuol mica dire che l’otto non possa esserci”. Gli antichi credevano che i fulmini fossero scagliati da Zeus e di certo non erano in grado di concepire l’esistenza di quark o neutrini. Il fisiologo britannico John Scott Saldane diceva che: “L’universo non è solo più strano di quanto supponiamo, ma più strano di quanto siamo in grado di supporre”. La storia della scienza è un continuo porre in discussione teorie e costruzioni mentali che apparivano “rassicuranti” e tutto sommato alla portata delle capacità immaginative della nostra mente. Tuttavia i fisici moderni cominciano a pensare che le domande che ci facciamo siano troppo “piccole” rispetto alle risposte che possiamo trovare e che semplicemente sia poco sensato porsele nei termini “rassicuranti” a cui siamo abituati. Inoltre il cervello – come tutti gli altri muscoli – è assai pigro e preferisce soffermarsi sulla superficialità, sui soli stimoli che riceve dagli occhi che sono i più immediati e facili da registrare e processare. Ma – come tutti gli altri muscoli – se allenato, anche il cervello potrebbe portarci a fare cose straordinarie.

Forse dovremmo accettare che le cose sono molto più complicate o perlomeno meno “afferrabili” e che tante assurdità possano corrispondere a fenomeni che non riusciamo non solo a spiegare, ma nemmeno a concepire e che i paradossi non sono paradossi…ma, per usare le parole del famoso fisico Feynman, sono “solo un conflitto tra la realtà com’è e come noi pensiamo che dovrebbe essere”.

Detto questo, adesso chiudete gli occhi, rilassate la vostra mente ed immaginate nella maniera più reale possibile qualcosa che desiderate con tutto voi stessi. Lo avete lì davanti agli occhi, proprio come lo volete e lo sognate. Questa immagine vi attirerà. Adesso dite a voi stessi che lo otterrete, che vi sarà dato, che ve lo meritate. Non esiste ancora alcuna equazione matematica che lo possa spiegare, ma, se ci credete sul serio, se penserete che nel buio davanti a voi troverete qualosa a cui appoggiarvi o imparerete a volare, vi assicuro che sarete esauditi…

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

12 commentiCosa ne è stato scritto

  1. fulvio

    …Per quanto letto in questo sito, io credo e affermo che” tutto sia possibile, credo vivissimamente ai poteri latenti dell”Uomo, e sono convinto che siamo ancora all”eta” della pietra per molti aspetti. Se” siamo a immagine di DIO, cio” non vuoldire che siamo simili a LUI, ma” parte integrante di una GRande forma di intelligenza, dove noi uomini , ne” usiamo una millessima percentuale per il sopravvivere giornaliero. Oggi pochi sanno come usare il potere della mente , e le varie energie che abbiamo in noi stessi. Infatti , se” avete osservato un programma in DIMAX , su DINAMO, e qualcosa di incredibile quel giovane ragazzo, per quanto si affermi un”illusionista fa” realmente cose, che noi definiamo con il termine di magie.!!! Per me” e padrone dei 4 elementi e sa” gestire le forze della natura oltre le forze interiori del pensiero…comunque potrei dire infinitissime cose eppure …dico solo che l”Umanita” e” tutt”ora dormiente…volere e potere qualcuno disse una volta, ed e proprio vero…certo non si ottengono le cose, cosi”….ma e questioni di studi, di ricerche, dentro e fuori noi stessi, per cui sono certo che se si cimenta in un contesto del genere seriamente e con assiduo impegno si possono ottenere veramente cosi inverosimili…Vi ricordate quanto gli antichi aborigini, hanno visto per la prima volta un treno, o un aereo????…Cavallo di ferro….dissero..o uccello di ferro con aereo???…noi siamo ora in questo contesto, anche se oggi giorno tutto e tecnologia e nulla ci sorprende, perche” siamo invasi dalla materia…!!!Ma lo spirito , la mente , il cuore e le forze che abbiamo dentro di noi …li ignoriamo…abbiamo capacita” di modificare il dna…abbiamo la capacita” di autoguarirci…ma assenti nella conoscenza profonda del”essere che abbiamo in noi stessi….conosci te stesso non e facile…bisogna sperimentare , se” stessi e impadronirci della nostra coscienza e consapevolezza che vive in noi stessi per capire come DIO ci ha fatti perfetti…oltre l”inimmaginabbile…geazie…Fulvio!!!

    Rispondi
    • Dany

      FANTASTICO! non potevi essere più chiaro! condivido il tuo pensiero e ringraziando l’Universo non siamo i soli a pensarla così! Ciao

      Rispondi
  2. Robi

    consiglio il metodo Silva.
    molto pratico e volto al risultato.
    io l’ho fatto e lo consiglio a tutti.
    ciao

    Rispondi
  3. Marco Magazzù

    Non voglio soffermarmi più di tanto sul concetto generale, con cui mi trovo in accordo per certi versi e in disaccordo per altri. Voglio solo dire che tecnicamente è impossibile che si sia accesa una lampadina con la differenza di potenziale che crea l’attività cerebrale allo scalpo, le ddp del segnale elettroencefalografico sono nell’ordine dei micnovolt, una differenza assolutamente incompatibile con la capacità di far accendere un led e men che meno una lampadina ad incandescenza.
    Lo dico in qualità di tecnico di neurofisiopatologia

    Rispondi
  4. giuseppe tarantola

    Come in ogni cosa, ci vuole allenamento. Se vai a fare la maratona dopo esserti allenato solo un paio di settimane e ti ritiri dopo 10 km. non è logico concludere che l’allenamento non serve: occorre allenarsi di più…

    Rispondi
  5. elisa menichella

    Per la fisica il cammino della conoscenza è stato lungo ma con la tecnologia in nostro possesso si riesce a studiare ora perfino le onde gravitazionali(progetto VIRGO)che Einstein aveva considerato,ma escluso che si potessero un giorno studiare dato la loro “debolezza”.
    Per il cervello siamo ancora agli inizi,ma sono abbastanza ottimista da pensare che un giorno sarà possibile la conoscenza dei suoi meccanismi.Contemporaneamente dovrebbe crescere anche la coscienza che
    per quanto riguarda la manipolazione di tali dati è a rischio l’essere
    umano:un uso corretto potrà aiutare a vivere meglio,se saremo in grado di sfruttare il tutto per l’umanità intera e non per i propri interessi:potrebbe essere anche peggio della bomba atomica!

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?