Il partito dei Mormoni

4
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Dopo aver letto la Bibbia, suggestionato da un temperamento troppo incline alla spiritualità, Joseph Smith annunciò alla sua comunità che il Padre e il Figlio si erano palesati davanti ai suoi occhi in un bosco dove…aveva deciso di avventurarsi, annunciandogli il fatto conclamato, solo da lui però, che sé medesimo fosse l’unico in grado di poter interpretare il Vangelo. Si autoproclamò, così, senza falsa modestia come il “Chosen One”, l’Eletto.

Il Partito dei Mormoni

Il Partito dei Mormoni

Quanti Joseph Smith ci sono in Italia? Infatti devono essere molto contenti in via Solferino a Milano, sede del Corriere della Sera, in seguito al virtuoso e insperato gettito di denaro liquido verso le loro casse, promosso dalla moda della lettera a tutta pagina stampata sul giornale milanese. A suon di circa ventimila Euro per pagina, tutto iniziò con il pettinato Della Valle, Lord Brummel de noantri, che, dopo essersi tolto la seta che indossa, si accorse, distratto fino a quel momento dal faccione di Clemente Mastella, amico di scorrerie barcarole per i mari del Mediterraneo, che la politica era diventata una casta. Anzi una Casta con la C maiuscola. C – A – S – T – A. Dopo aver sillabato le parole ed essersi accorto di quali impeti avesse potuto fornire la lingua italiana, al Della Valle, sempre più pettinato e coperto di seta e foulard di tessiture orientaleggianti, capitò l’evento occorso anni prima a Joseph Smith. Gli apparvero in una macchia boschiva della Maremma due figuri di sdrucito aspetto, il Padre, denominato MI SONO ROTTO IL CAZZO, e il Figlio, detto ADESSO SPACCO TUTTO. Il Della Valle, avvinto, come Nilla Pizzi all’edera, alla potenza rabbiosa dei due, MI SONO ROTTO IL CAZZO e ADESSO SPACCO TUTTO, ebbe quello che Giacomo Joyce chiamava l’epifania, scoprì il singulto della rabbia provocato dalla dignità negata e prese carta e penna. Vergò parole dure, di rivelazione. E allora fiero e impettito promulgò la bolla dellavallesca POLITICI ORA BASTA.

Il nuovo Joseph Della Valle, orgoglioso del primo atto eversivo della storia dei privilegiati, ricevette i complimenti dell’amico Clemente, e insieme fondarono un nuovo avamposto meritocratico e di giustizia, il Partito dei Mormoni. E per festeggiare il rinnovamento insito andarono a mangiare un pasto frugale in uno yacht chiamato all’occorrenza POLITICI ORA BASTA. Fu tutto un trombare di fanfaluche, un mastodontico ruggito di libertà, televisioni pronte a recepire il messaggio, un’intervista dietro l’altra e il Partito dei Mormoni capitanato da Joseph Della Valle prese tali quotazioni che un altro suo amico, anche lui indignato e rabbioso, si unì al coro. Il suo nome era Luca Cordero di Montezemolo e a tutti gli Italiani richiamava un sentimento di privazione, un po’ come ai neri del Sudafrica quando sentivano il nome di Mandela. Questo uomo, infatti, aveva dovuto sudare molto e aveva condotto una gavetta durissima, da ultimo mozzo di baleniera, prima di approdare, sfiancato dai sacrifici tra New York e Roma – faceva il pendolare – alla umile e semisconosciuta Ferrari, alla veneranda età di ventisei anni.

Luca Cordero ravvisò nel messaggio di Joseph Della Valle un mondo nuovo, una luce messianica, un modo per riscattare la sua terribile e faticosa vita presente e passata di Presidente, della Ferrari, di Maserati, della Fiat e di Confindustria. Il giovane pronto a rinnovare si era trovato sprovvisto tutta la vita delle opportunità che ogni giovane della sua nazione aveva avuto e forte dell’ingiustizia dell’apartheid ricevuta si unì al Partito dei Mormoni. Dopo aver unito cotante personalità che in virtù degli abusi subiti avrebbero potuto capire i problemi dei ninos de rua  o di quei disoccupati e precari dipinti come la parte peggiore del paese da un altro illuminato di quei tempi, tal Brunetta Renato, un animale di una specie rarissima il socialista nano, un’altra anima, Gigliola Ibba, fu folgorata dal Partito dei Mormoni e vi entrò non prima, anch’ella, di aver forgiato con la sua bellissima grafia il quotidiano di Via Solferino con un’altra scritta illuminante POLITICI IL TEMPO STA PER SCADERE, aprendo il sermone con i ringraziamenti del caso al capo del nuovo Partito dei Mormoni Joseph Della Valle “Ringrazio Della Valle per aver aperto la strada”.
Per la salvezza divina ovviamente. Dopo pochi mesi, quando il Partito dei Mormoni stava pericolosamente assumendo la vicinanza con la rima Coglioni, un altro virgulto del libero pensiero si fece forza e pregno delle sue conoscenze delle società di leasing, nonché collaboratore di Unicredit, una misera banca che per ottimizzare fiscalmente fa passare quelli che sono interessi dividendi, rinverdì il messaggio del profeta Joseph Della Valle, donando altre ventimila Euro a Via Solferino, ormai tempio del Partito dei Mormoni. Il messaggio stavolta fu rivoluzionario, a tal punto che dall’altro capo dell’Oceano Fidel Castro intimidì, e il Cano guerrigliero delle Farc preferì farsi ammazzare perché scoprì che al cospetto di tal Mormone Giuliano Melani era solo e miserevolmente un grigio riformista. Il mormone Melani volle puntualizzare di non essere il profeta Della Valle ma propose, invocando la Patria, che tutti gli italiani si potessero applicare una mano sul cuore e l’altra dentro il portafoglio. Chiese il Melani 4500 E a testa, italiano per italiano, per comprarsi il debito, perché disse il Mormone Melani che il debito pubblico da 1900 miliardi di euro era colpa degli italiani stessi, tanto che qualcuno nel bel mezzo del Transatlantico di Montecitorio arrossì di vergogna. Il Melani, ormai divenuto una minaccia per la leadership di Joseph Della Valle, fu colta da una strano fischio agli orecchi, che alcuni esperti scienziati del suono catalogarono come Echi di Bestemmie.
Ormai il Partito dei Mormoni si sorreggeva sulla forza delle idee innovatrici, aveva a sé parecchi adepti. Si unirono a loro in un batter di ciglio l’ex parlamentare europea Lilli Gruber, di cui l’Europa ancora sente la mancanza, che immediatamente invocò il nuovo seguace dei Mormoni nella sua trasmissione plaudendo al suo rinnovato patriottismo, proponendo il declassamento a semplici comparse Giuseppe Garibaldi ed Enrico Toti. Il giorno dopo un altro piccolo trovatello che sembrava uscito dalla miseria sociale di una pagina di Dickens si sperticò le mani e si unì al Partito dei Mormoni, tal Corrado Passera, capo di una piccolissima delegazione di un banchetto del mercato del pesce di nome Intesa San Paolo. L’ultimo illuminato sulla via di Joseph della Valle fu Luigi Turchi che disse la cosa più importante e improntata al rispetto della libertà. D’altra parte aveva creato in gioventù una setta che si richiamava a quel movimento di grande rispetto della libertà chiamato MSI.

Il Partito dei Mormoni

Il Partito dei Mormoni

Il Turchi dopo aver fondato il giornale Il Secolo d’Italia, famoso per non aver avuto alcuna tentazione di revisione fascista, e per nulla legato ad alcun partito, si vide continuare la tradizione di famiglia, ma solo per meriti, dal figlio Franz divenuto Parlamentare Europeo con Alleanza Nazionale a cavallo della fine del secolo XX. Il nuovo Mormone, sempre con la collaborazione di Via Solferino, che intanto sentiva scrosciare i propri forzieri, si appellò all’unità di tutti gli Italiani, ma sopratutto ai leader del Paese e coniò il motto meno fascista che un uomo così Mormone potesse dire: Dio, Patria e Famiglia.

MI SONO ROTTO IL CAZZO e ADESSO SPACCO TUTTO tornarono nei boschi dello Utah a contemplare i tempi antichi in cui riuscivano ad ispirare un semplice ciarlatano a fondare qualche religione. Decisero che la politica non gli piaceva.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Chi lo ha scritto

Jeremy Bentham

Jeremy Bentham (pseudonimo di Bernardo Bassoli), 33 anni, nato a Roma il 5-12-1980, vive la sua infanzia e e la sua adolescenza nella vicina Latina, terra di paludi e di gomorre. Si laurea discutendo una tesi di semiotica sul semiologo Christian Metz (suicidatosi per aver studiato troppo) e da lì comprende quanto la sua mente sia contorta. Fino ad ora le città nelle quali ha vissuto sono cinque: Latina, Roma, Londra, Milano e Berlino. Al momento lavora come traduttore di testi; il suo sogno è di vivere a New York o a Boston, solo perché lì ci sono i Celtics, oppure in Giamaica oppure, ancora, nell’Africa Nera ("ma non sono Veltroni!").

4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. kiki

    Senza contare, dearest Mormone 1, che la Costituzione italiana garantisce anche la libertà di vestire foulard di tessiture orientaleggianti (in Italia saranno anche più di 25mila che lo fanno e la Redazione tace!).
    Bentham, sei scoperto e adesso devi rispondere (io ad esempio rilancerei la prima domanda di Mormone 1: ‘azz, ma tu riesci anche a farti pagare da L’Undici? Ma come fai?)

    PS: Mormone 1, se hai un’amica, una parente o – soprattutto – una correligionaria che fa la commessa, puoi segnalarle un bell’articolo dei mesi scorsi

    Rispondi
    • Marinda

      “The gratest happiness of the gratest number is the foundation of morals and legislation./La maggior felicità del maggior numero di uomini è il fondamento della morale e della legislazione” di Jeremy Bentham (in The Commonplace Book).

      Rispondi
  2. momone1

    Ma chi è questo benthan? ma lo pagano per scrivere queste cose? La redazione si riserva facoltà di cancellare commenti di carattere volgare e razzista e questo idiota patentato offende una religione che conta 25mila fedeli soltanto in italia e milioni nel mondo tra cui un candidato alla presidenza degli USA. Ma non lo sa l’imbecille che in Italia c’è libertà religiosa garantita dalla costituzione? Quest’accozzaglia di volgarità meriterebbe di essere denunciata per vilipendio alal religione.

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?