Editore vs Scrittore: intervista doppia a Pozzi e Morozzi

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La versione di Marinda di un rapporto complicato. Giorgio Pozzi, Fernandel editore e GianLuca Morozzi, autore bolognese, hanno molte cose in comune:

  • il nome che inizia con  la  G,
  • la doppia zeta nel cognome,
  • sono emiliano – romagnoli,
  • sono sportivi, corsa e calcio,
  • suonano, la chitarra,
  • amano la musica,
  • amano i fumetti,
  • amano il cinema,
  • sono etero,
  • li conosco (Giorgio bene, Gianluca meno)
  • leggono L’Undici (almeno credo).

Certo il motivo per cui sono legati, che è anche la ragione per cui li intervisto è la scrittura: uno scrive l’altro pubblica.Quindi questo VS che significa versus, non funziona, perché autore ed editore sono una coppia, non l’uno contro l’altro ma uno grazie all’altro.  Perché: cosa scrivi a fare se nessuno fa uscire i tuoi libri? E che cosa mandi in stampa se l’autore non ti prepara una bella storia di una lunghezza decente, o almeno una serie di racconti che possano essere raccolti sotto un unico titolo?

Quelle che seguono sono 11 domande a Giorgio Pozzi/Fernandel editore e Gianluca Morozzi autore di se stesso. Li conosceremo meglio?

1 – Novembre, il mese dei santi e dei morti: quale santo potresti essere e quale defunto vorresti far tornare in vita?

Pozzi - Potrei essere San Fanurio, che come recita l’ultimo libro di MassimoVitali, dal titolo Se son rose, è un santo che fa miracoli piuttosto particolari, aiuta a ritrovare oggetti e persone smarrite e moltiplica le torte fatte in casa…

Se son rose

Se son rose

Se potessi farei tornare in vita Dante Alighieri: lo terrei per qualche mese ben tappato in casa, a nutrirsi di televisione e di giornali, fino a che non abbia ben chiara la situazione in cui stiamo vivendo. E dopo gli passerei carta e penna…

Pompeo di Andrea Pazienza

Pompeo

Morozzi -

Il Santo Bevitore, sospetto.

Farei tornare in vita Andrea Pazienza.

E lo farei lavorare di brutto, inchiodato al tavolo da disegno!

 

4  – Per Giorgio: data, titolo, autore del primo e dell’ultimo libro Fernandel pubblicato

Pozzi - I primi libri che abbiamo pubblicato erano dei regali che facevamo agli abbonati della gloriosa rivista Fernandel. Libretti che venivano stampati in poche centinaia di copie da una tipografia compiacente. Ma il primo libro che abbiamo messo in distribuzione nelle librerie era un’antologia di racconti selezionati da un sito che pionieristicamente si occupava di letteratura. Il titolo del libro era anche l’indirizzo del sito: www.fabula.it. L’anno era il 1997.

Ravenna, finalmente!

Ravenna, finalmente!

L’ultimo, cioè il più recente, è un romanzo collettivo frutto di un laboratorio di scrittura organizzato in collaborazione con il comune di Ravenna. Si intitola Ravenna, finalmente!ed è ambientato nel 2019, l’anno in cui Ravenna potrebbe essere capitale europea della cultura.

 

Despero

Despero

 

Per Gianluca:data, titolo, editore del tuo primo e del tuo ultimo libro uscito in libreria.

Morozzi - Primo, 12 settembre 2001 (bel giorno per esordire, eh?), “Despero”, Fernandel. Ultimo, 23 settembre 2011 (compleanno di Springsteen), “Chi non muore”, Guanda.

 

3 – Quale/i libro/i tieni sul comodino e quale lettura tieni in bagno?

Pozzi – Sul comodino tengo da anni un corposo volume dedicato alla vita e alle opere di Anna Maria Ortese, scritto da Luca Clerici e pubblicato da Mondadori. Si intitola Apparizione e visione. Conosco bene tutta l’opera dell’Ortese e Clerici è stato bravissimo nel raccontare quest’autrice formidabile e piena di contraddizioni. annamaria ortesePer il bagno, invece, dato che passo una parte consistente del mio tempo a leggere e a lavorare con le parole, almeno in bagno lasciatemi stare…

Morozzi – Sul comodino i libri si alternano di continuo: al momento c’è “Senza veli” di Chuck Palahniuk. In bagno ho Effetti collaterali e Senza piume di Woody Allen.

4 – Ti piacerebbe smettere di fare quel che stai facendo per 1 anno e passare alla vita dell’altro? (cioè Giorgio vorrebbe scrivere e Gianluca fare l’editore?)

Pozzi – Diciamo le cose come stanno: io ho scritto TUTTI i libri di Gianluca Morozzi, anche quelli pubblicati per Guanda, perfino Elogio di Federica la mano amica (pubblicato da Pironti). È che poi per carattere non mi va di andare in giro a fare le presentazioni, di parlarne con i giornalisti, di stare davanti alle telecamere. A questo pensa Gianluca.

Morozzi - No, non potrei mai farlo, non stroncherei nessuno, pubblicherei tutti e manderei in rovina la casa editrice. Poi sarei molto corruttibile…

5 – Nell’aldilà scopri che per l’eternità si può leggere un solo libro in Paradiso, uno al Purgatorio, e uno all’Inferno. E lo stesso vale per la musica. Cosa  leggerete ed ascolterete?

Pozzi - Non ho una grande opinione dell’aldilà, perché penso che dovremmo dedicare più tempo ed energie a migliorare l’aldiquà, quindi a questa domanda mi vengono delle risposte che potrebbero suonare un po’ irriguardose. In paradiso si legge e si commenta Memorie di un malato di nervi di Daniel Paul Schreber (pubblicato da Adelphi: dovete assolutamente leggerlo!) e si ascolta qualunque cosa abbia composto Mozart. Memorie di un malato di nerviIn purgatorio, che è un luogo di passaggio e di espiazione, si legge solo L’uomo senza qualità di Robert Musil (che tra l’altro è un romanzone incompiuto…) e in attesa della luce si ascolta Disintegration dei Cure. All’inferno si legge tutto Houellebecq: non soltanto Le particelle elementari, ma l’intera opera in ordine cronologico, e nel frattempo ci si pente dei propri errori ascoltando a ripetizione gli Abba.

 

The Preacher

copertina di The Preacher

 

 

Morozzi – In Paradiso ascolterò ossessivamente i Black Sabbath leggendo l’edizione Omnibus di Preacher di Garth Ennis. In Purgatorio porterò un iPod con l’opera omnia di Neil Young, che è tanta roba, leggendo Il serpente di Malerba come utile manuale di orientamento sul territorio. All’Inferno leggo Dannazione di Palahniuk, sempre come manuale di orientamento, e ascolto la canzone che più odio al mondo, More than words degli Extreme, a ripetizione. Dopo, i supplizi infernali mi sembreranno una passeggiata.

6 – Dovete lasciare definitivamente la vostra città e non potrete mai più farvi ritorno o sprofonderà come Sodoma e Gomorra. Ve ne andate? Dove? O morite con i vostri concittadini tanto pensate non valga la pena vivere altrove?

Pozzi - L’idea di sprofondare con la mia città (Ravenna) mi tenta molto, a dire il vero, ma non sono sicuro che i miei concittadini apprezzerebbero…

pozzi maratona ravenna

Pozzi maratoneta a Ravenna

 

Morozzi Wired

 Morozzi - Me ne vado a stare a New York.  A meno che il Bologna calcio non venga ospitato per il campionato in qualche altra città, nel qual caso andrei a stare lì.

7 – In quale Film vorreste vivere e di quale band fareste parte?

Pozzi - Io suono la chitarra con i Radiohead da quindici anni, e voi non ve ne siete ancora accorti…- aggiunge Marinda che dopo qualche giorno arriva una mail che recita:  “In quanto al film, ripensandoci mi piacerebbe ritrovarmi sotto la pioggia di Los Angeles nel 2019, guardando Deckard che insegue un “lavoro in pelle”. Il film ovviamente è…”

Morozzi - Nei Blues Brothers, suonando la chitarra nei Good old boys.

8 – Per Giorgio: che rapporto c’è fra il numero di manoscritti letti e quelli pubblicati?

Pozzi - Finalmente una domanda facile, in cui basta un po’ di statistica. Il rapporto fra il numero dei manoscritti letti e quelli pubblicati si sta abbassando sempre più: una volta era intorno al 2 o 3 per cento, ora credo che sia meno dell’1 per cento… Conoscendo Gianluca, e avendo letto quasi tutto quello che lui ha pubblicato anche al di fuori di Fernandel, so che per lui la percentuale dei testi pubblicati rispetto a quelli scritti è sorprendentemente superiore a cento. Gianluca infatti applica la regola “del maiale” trasposta alla scrittura: ovvero “non si butta via niente” (del maiale così come della scrittura, secondo una Weltanschauung tipicamente emiliana). Quindi tutto quello che lui scrive prima o poi verrà pubblicato. Ma può anche succedere che un testo, rimasto a lungo inedito, venga riutilizzato più volte in diversi altri ambiti, portando così la somma oltre il 100%…

- E per Gianluca fra quelli inviati alle case editrici e quelli che effettivamente sono arrivati in libreria?

Morozzi - Sono arrivati in libreria tutti! Giorgio mi ha bocciato due romanzi, che dopo qualche revisione sono diventati L’abisso e Le avventure di zio Savoldi. Quindi, tutti.

9 – Il vostro lavoro vi dà mangiare. Mettete da 1 a 5 stelle Michelin ai menù che la cultura vi permette di ordinare.

Pozzi - È un modo un po’ contorto per sapere quanto guadagno? Comunque si sa da tempo che con la cultura con si mangia, ma c’è da dire che io ho bisogno di poco.

Morozzi - C’è il 3 e mezzo? Diciamo 3, allora. Con margini di crescita.

10 – Per Giorgio: numero di autori pubblicati e nome autore non tuo che avresti voluto far esordire tu.

Pozzi -Così a occhio direi che abbiamo pubblicato un’ottantina di autori, ovviamente senza considerare le antologie e il lavoro della rivista Fernandel, altrimenti superiamo senz’altro i duecento.

Funeralino di Cesare Zavattini

Funeralino di Cesare Zavattini

In quanto alla seconda parte della domanda, mi sarebbe piaciuto pubblicare Cesare Zavattini, lo vedrei benissimo nel catalogo Fernandel.

 

 

 

- Per Gianluca: numero di editori con cui pubblichi e titolo di un libro che avresti voluto scrivere tu.

john fante

john fante

Morozzi - Tre editori fissi o semifissi, altri tre occasionali come certi rapporti con le donne. Mi sarei divertito molto a scrivere Chiedi alla polvere di John Fante, ma sarei dovuto nascere svariati decenni prima del 1971…

11 – Ultima domanda: se l’altro fosse una città, un animale, un vegetale e un’opera di intelletto, cosa sarebbe?

Bruce firma autografi a Perugia

Bruce firma autografi a Perugia

 

Pozzi – Se fosse una città sarebbe Bologna, se fosse un animale sarebbe un gatto, se fosse un vegetale sarebbe un pioppo, se fosse un’opera dell’intelletto sarebbe Born to run di Bruce Springsteen.

 

 

Nick Drake

Morozzi - Ravenna.

Un levriero.

Un olmo secolare.

Pink moon” di Nick Drake.

 

La versione di Morozzi della biografia di Pozzi

Giorgio Pozzi con sciarpa

Pozzi versione Eyes wide shut

Piergiorgio Pozzi detto Pozzi ha fondato la rivista Fernandel nell’anno in cui moriva Kurt Cobain. Il logo di Fernandel è stato realizzato da un bambino. Il nome alternativo di Fernandel era: Sheridan. I primi libri di Fernandel si chiamavano i Wafer, ed erano allegati alla rivista, che all’inizio era di carta azzurrina tranne un numero arancione. Giorgio Pozzi suonava la chitarra in un gruppo new wave. Sul finire del secolo ha pubblicato i romanzi di esordio di Paolo Nori e Grazia Verasani. All’inizio del secolo, il mio. La collana di più breve vita della storia di Fernandel (due uscite) si chiamava Libri di Merda. Un grassone pazzo importuna Giorgio Pozzi a ogni fiera del libro per farsi affidare una collana in cui pubblicare i romanzi che gli altri non pubblicano. Un editore campano mi scambia sempre per Giorgio Pozzi. Un giornale ha scritto, stravolgendo una mia intervista, che io e Pozzi siamo “più che semplici amici”. Smentiamo entrambi. Nessuno sa che Giorgio Pozzi… oh, 11 righe!

leggo per legittima difesa

Morozzi: a view from the back

Ed ora la versione di Pozzi della biografia di Morozzi

Gianluca Morozzi nasce a Bologna nel 1971, e subito inizia a vivere una doppia vita, che lo porta da una parte a condurre un’esistenza esteriore apparentemente insipida, fatta di comportamenti schivi e di timidezza con le ragazze, e dall’altra ad avere una vita intellettuale sfrenata, dove assorbe qualunque cosa con cui venga in contatto. Tutto resta indelebilmente memorizzato nella sua ram prodigiosa: dal nome del più improbabile personaggio di contorno di qualunque fumetto pubblicato negli ultimi cinquant’anni, agli intrecci delle soap opera degli anni ottanta che magari ha visto sbadatamente di ritorno da scuola, nel sonnacchioso primo pomeriggio di un feriale qualunque. Questa montagna di informazioni, all’apparenza inutili, compressa nel suo cranio, unita a una fervida fantasia, un giorno fatale hanno prodotto la scintilla big bang, e da quel momento Gianluca Morozzi si è trasformato nello scrittore che conosciamo, sempre più sicuro di sé e dei suoi mezzi, e sempre meno timido con le ragazze…

Spargere il sale

Spargere il sale, di Gianluca Morozzi, Editore Fernandel:

ecco le undici righe dell’incipit.

Quando entro in casa, la prima cosa che dico è Allora adesso ti piacciono, i Pink Floyd? Lei mi guarda storto, dice Cosa? Eh, dico io, Stai ascoltando The wall, voglio dire, quando stavamo insieme ti facevano schifo i Pink Floyd e adesso sei qua che ascolti The wall, voglio dire, evidentemente in tutta quella parte del tuo vissuto di cui non so niente c’è stata anche, come definirla?, un’accumulazione musicale di cui riconosco a Gelmo un certo merito, voglio dire, eh, evidentemente è stato più bravo di me a farti innamorare dei Pink Floyd, se adesso sei qui che ti ascolti The wall.

Lei mi guarda fisso per cinque secondi, poi dice Deficiente, sto ascoltando la radio. Non faccio neppure in tempo a dire Oh!, che Confortably numb finisce e dalla radio in questione esce Hotel California degli Eagles, giusto per farmi capire che ho fatto un’altra bellissima figura. Tanto, una più, una meno.

Marinda ringrazia

Il sito di Fernandel Editore

Invece sul web come nella vita Morozzi è dappertutto, basta cercarlo. Per esempio:

WikiMorozzi

MySpace Morozzi

Breve Bio e bibliografia di Gianluca Morozzi

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    posso aggiungere un paio di domande da gnurantone col diploma da ragioniere:
    per Pozzi: più o meno quali sono i costi a pubblicare un libro e quanto si guadagna con un esordio di successo (e quanto ci si rimette se non va)?
    per Morozzi: uno scrittore ha un contratto con compenso fisso o tipo gli arrivano in tasca tipo 1 euro a copia se il libro costa 10 euro?
    scusate, non ho intenzione di rubarvi il mestiere, è che sono strano, mi interessano queste cose, anche quando scrivo dei film vado subito a vedere quanto è costato e quanto ha incassato. Maledetta ragioneria

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  2. Saxifrago

    Ciao Marinda. Bell’articolo. Le domande sono simpatiche e stuzzicanti per far emergere le personalità. Direi però che avresti dovuto mettere una più ampia presentazione all’inizio, per capire esattamente chi sono queste persone, per noi che non le conosciamo. Ciao!

    Rispondi
    • marinda

      Per chi non lo conoscesse, Giorgio Pozzi, è Fernandel Editore http://www.fernandel.it,una piccola casa editrice di Ravenna specializzata in narrativa ed esordienti. Giorgio ha costruito questa attività talmente a sua immagine e somiglianza che la sede di Fernadel è nella sua casa natale e quella che era la sua cameretta di ragazzo è il suo studio. Dentro ci sono centinaia di manoscritti (ne riceve dai 5 ai 7 al giorno fra cartacei e digitali)e siccome Fenandel è lui,la scelta sul chi e cosa pubblicare è solo sua. La biografia di Pozzi/Fernandel ad opera di Morozzi non contiene bugie.
      Gianluca Morozzi è un autore bolognese, con un sacco di fan, che scrive e pubblica, come diceva anche nell’articolo, tantissimo (23 libri in 10 anni, più volumi curati insiemi ad altri autori). Ha esordito con Fernandel,con cui continua a pubblicare, ma i suoi libri escono anche per i tipi di Guanda e Castelvecchi. Gira l’italia per prsentazioni, tiene corsi di scrittura creativa ed è uno sprinsteeniano convinto (ci ha fatto 2 libri).
      Forse avrei dovuto scrivere queste cose nell’articolo. Me ne ricorderò la prossima volta, anche perchè ci saranno altre interviste nei prossimi numeri dell’Undici ad altri autori grazie

      Rispondi

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