Following Vendola

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Il santone Vendola plana a Sants, Barcellona, invitato per la campagna elettorale da Initiativa per Catalunya Verds (ICV) che si presenta alle elezioni generali spagnole prossime venture (20 Novembre).

L’Undici era presente, e per l’occasione ha “coperto” l’evento in diretta via Twitter (live-blogging, per chi ha fatto il militare a Cuneo). Twitter, questo conosciuto! Tutti ne parlano ma relativamente pochi lo usano. Molto piú facile essere una pagina nel libro delle facce.
Twitter è il contrario di Facebook: se volete darvi un tono, dite che usate Twitter per fare microblogging. Tutti i posts, o meglio tweets, sono tassativamente limitati a 140 caratteri.  Non preoccupatevi, come con Facebook potete annoiare l’universo mondo riempiendo l’internet di pensieri profondi come: “mi è finito il pomodoro, ora come faccio il sugo?”, “Oggi è proprio una giornata di merda”, “Anna sei proprio una stronza, l’avevo visto prima io!”. Però in Twitter non ci sono amici da accettare, foto da condividere o nascondere, giochini stupidi, chat ridondanti….Tutto è alla luce del sole, per tutti. Facile seguire e essere seguiti, ancora piú facile smettere di seguire.

Fare live-blogging con Twitter non lascia tempo per rielaborare l’informazione, o ne lascia molto poco. Avere a disposizione massimo 140 caratteri rende impossibile una cronaca ordinata e completa, e ingigantisce il rischio di banalizzare e/o  omettere i contenuti dell’evento.
Ma forse proprio questo è il bello! Invece che un affresco rifinito in tutti i dettagli, una serie di polaroid sfuocate. Magari scattate da piú persone che partecipano allo stesso evento. Informazione rapida, orizzontale, prodotta live da decine di fonti.  Una rivoluzione nella maniera di comunicare. Decine di occhi che assistono e commentano un determinato accadimento per comunicarlo in tempo reale a migliaia e migliaia di orecchie che ascoltano.
Twitter è qui per rimanere.

Tornando a Niky, il cronista dalle belle speranze ne è rimasto alla fine deluso.
Certo era un incontro minore fuori dall’Italia, lo stesso giorno alla Leopolda  forse si accendeva un lumicino di speranza concreta, ma il Vendola mi è parso troppo retro.
La parola futuro mai nominata, solo ricordi di battaglie vecchie di decine di anni (già di retroguardia allora).
Ma la cosa piú desolante era la platea, vecchissima. Non in senso anagrafico. Gente che guadagnato il microfono per fare una domanda partiva con la sua pippa del giorno,  la sua esperienza personale, il suo ricordo dei tempi che furono.  L’immancabile scienzato politico: “Ciao sono Mario studio scienze politiche e nella mia tesi…nazionalismo sinistra catalana…situazione italiana…conflitto di nazionalismi e identità partitica…”, l’ emigrante ex-speranzoso: “Ti volevo ringraziare Niky, ti ho visto 15 anni fa nel mio paese in Sicilia…facevamo opposizione dura a quello schifo…me ne sono dovuto andare…”, insomma figure del sottobosco della sinistra al caviale o pane e cipolle che si sorreggono a vicenda, Beatrice Borromeo e il precario sindacalista a 600 euro/mese accecato dal sol dell’avvenir.
Disadattati o forse adattatissimi nei loro micromondi, di sicuro incapaci di qualunque atto concreto non dettato dall’ideologia,  fosse pure cucinare un uovo alla coque. Pareva di vedere i Ferrara, i Casini, i d’Alema, i Rutelli giovani. Vestiti uguale, tra l’altro.
Il dibbattito, con due b. Mortale. E anche ridicolo: per accorciare i tempi è stata abolita la traduzione al catalano. Potevano allora fare tutto in un bar di Tricase.
Da quello che ci racconta Max Keefe, l’esatto contrario di quello che succedeva alla Leopolda, negli stessi momenti.

E Niky ad assecondare le turbe degli astanti, a parlare di tutto e di piú senza dire niente, senza proporre niente.  Il tutto in un italiano squisito e forbito, che ha spinto al
suicidio la traduttrice al catalano. Un italiano inaccessibile al 90% degli italiani. Nessun guizzo, spento anche quando alzava la voce contro “i banchieri”, “chi usa il viagra mentale”, …
Strappato l’applausetto della claque, finito tutto. Insufficiente per un paese che esce da un secondo ventennio.
D’accordo, non bisogna dimenticare che nel suo passato recente questo uomo è stato capace, con gran merito, di dare un calcio in culo a d’Alema e governare 7 anni una problematica regione facendosi anche rieleggere. Quindi rimane un uomo del fare, che ha fatto e fa a dispetto delle nomenclature e gruppi di potere. Gli si potrebbe davvero dare una chance. Presidente del consiglio però no. Non ne ha la stoffa e sa comunque di vecchio. Forse una brava persona, ma non basta.
Auguriamogli però ogni fortuna. In tempi come questi, ci si fa andare bene un po’ tutto.

p.s. I tweets sono ordinati cronologicamente dal basso verso l’alto.

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Chi lo ha scritto

giorgio marincola

Giorgio Marincola è/è stato, in ordine sparso: fisico teorico, diplomato in sandwich-making al 67, Pret-a-Manger, Tottenham court road, "no-global" ante-litteram con le mani bianche a Genova 2001,  Ph. D., campione paesano di calcio "a portine", ricercatore alla University College London (a pochi metri da Tottenham Ct. Rd.), rifugista-capo-sguattero al Calvi, professore universitario associato, programmatore HPC e Android, ballerino di lindy hop, ingegnere di sistema, scarso chitarrista e scialpinista in lento miglioramento. Vive/ha vissuto diversi anni in tre-quattro paesi europei e a Londra. Si esprime fluentemente in 4 lingue e un dialetto, tipicamente a due a due. È tra i fondatori de L'Undici.

5 commentiCosa ne è stato scritto

  1. giorgio marincola

    Renzi-Vendola potrebbe essere un “ticket” per un paese serio, in mancanza di personaggi veri. Ci si accontenterebbe.

    I fatti di questi giorni, con un governo di ottimati “rosario e compasso” votato da nessuno e imposto dalla finanza, ribadiscono però il fatto che la penisola ne ha ancora di strada da fare per diventare una democrazia fattuale.

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  2. marinda

    Vendola è deliberatamente demodè anche nel linguaggio. il suo pubblico lo vuole così. chissà gli elettori. Certo la puglia ne ha tratto un gran vantaggio. e a dire il vero anche i fiorentini parlan bene di Renzi. Lui invece vuol essere up to date, ma mi fa sempre pensare ad un capo scout. in sintesi quel che conta è quel che fai nel momento delle scelte e pazienza se ti vesti antico o semplicemente insulso. Don’t judge the book by the cover.

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  3. Max Keefe

    Diciamo che Renzi dal centro e Vendola da sinistra sono la tenaglia che strizzerà per bene Bersani, se Pierluigi non si sveglia.

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  4. nonno_checco

    … non bisogna dimenticare che nel suo passato recente questo uomo è stato capace, con gran merito, di dare un calcio in culo a d’Alema e governare 7 anni una problematica regione facendosi anche rieleggere. Quindi rimane un uomo del fare, che ha fatto e fa a dispetto delle nomenclature e gruppi di potere. … APPUNTO

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