Film scomparso: Arrietty – Il mondo segreto sotto il pavimento

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Locandina del film ArriettyArrietty, l’ultimo lavoro dello Studio Ghibli è un film straordinario che ci apre gli occhi come un’opera di Christo e Jeanne Claude. Purtroppo il film è finito immediatamente sotto il pavimento

È uscito il 14 ottobre scorso l’ultimo lavoro dello Studio Ghibli di Hayao Myiazaki e Isao Takahata da cui sono usciti tra gli altri i primi cartoni di Lupin III e Heidi e i capolavori di Myiazaki Il mio vicino Totoro, Porco Rosso, La città incantata, Il castello errante di Howl e Ponyo sulla scogliera.

Tratto dalla saga per ragazzi The borrowers della scrittrice inglese Mary Norton (in Italia Gli sgraffignoli), già portato sullo schermo con scarsi risultati nel 1997 (I rubacchiotti di Peter Hewitt), Arrietty è un progetto che Myiazaki aveva nel cassetto da tempo. Myiazaki è convinto che “l’idea di prendere in prestito è intrigante e perfettamente attuale. L’era del consumo di massa sta per concludersi perché viviamo una pesante crisi economica” quindi ha ripreso in mano la sceneggiatura e l’ha consegnata al suo storico collaboratore Hiromasa Yonebayashi, qui all’esordio come regista.

Per immergersi nella natura bisogna rendersi conto di quanto si è piccoli

Per immergersi nella natura bisogna rendersi conto di quanto si è piccoli

Il mondo segreto sotto il pavimento

Una famiglia (padre, maglie e figlia adolescente) di omini alti una decina di centimetri vive sotto il pavimento di una casa. Si definiscono prendinprestito, ma in realtà rubano quello che gli serve dalla casa che li ospita, cioè cose cui nessuno fa caso (uno spillo caduto), cose piccolissime che gli umani non considerano, ma che per loro sono assai preziose (una zolletta di zucchero, un fazzolettino di carta).

I chiodi sono piccoli perché li vediamo da lontano

I chiodi sono piccoli perché li vediamo da lontano

I prendinprestito sono una specie in via di estinzione e devono stare attentissimi a non farsi scoprire perché gli umani trattano animali e cose senza attenzione, se non con disprezzo. Sarà Shō, ragazzo dalla sensibilità spiccata e dai ritmi rallentati a causa di una malattia, ad accorgersi dell’esistenza di Arrietty dando il via agli eventi che cambieranno per sempre le loro vite.

La sequenza iniziale in cui Shō attraversa il giardino serve per iniziare a farci aprire gli occhi e farci capire quanto può essere straordinariamente dettagliata e coinvolgente l’animazione tradizionale: l’immagine è sempre piena e avvolgente, curata in ogni piccolo dettaglio e la profondità è data dalle luci che i disegnatori riescono a fare entrare nei loro quadri. Poco dopo entriamo nel piccolo mondo di Arrietty e siamo costretti a modificare il nostro punto di vista, a farci piccoli e quindi a capire l’importanza delle piccole cose, di un fiore, una spiga, un ditale, un chiodo. Arrietty e la sua famiglia sono consapevoli che la loro esistenza è davvero fragile e inconsistente al cospetto di un mondo infinito. Il mondo è quello in cui viviamo, ma siamo diventati alti dieci centimetri. E questo ha l’effetto delle opere di Christo, l’artista che ricopre i monumenti per farci aprire gli occhi

l'opera di Christo a Central park

Chisto e Jean Claude, artisti enormi che come la piccola Arrietty ci aprono gli occhi

e permetterci di tornare a vederli. E questo ha l’effetto delle opere di Christo,  l’artista che ricopre i monumenti per farci aprire gli occhi e permetterci di tornare a vederli (guarda il sito di Christo e Jeanne Cluade).

La storia è semplice e parte da temi come la diffidenza verso il diverso vinta dal bisogno di conoscere e di fidarsi. Come in molti film di Myiazaki emergono riflessioni sulla famiglia: quella di Shō è ricca ma assente, quella di Arrietty è costretta a rubare per vivere, ma all’interno della casa regnano amore e armonia. E sono molti gli stilemi che ci ricordano che Arrietty è soprattutto un film di Myiazaki dove sono i bambini o gli adolescenti a muovere la storia: ci sono i mondi incantati (qui minuscoli), la difficoltà dell’uomo di comprendere la natura (La principessa Mononoke, Ponyo), il trasloco (come in Totoro o nella Città incantata), ma anche la malattia (ancora Totoro), la precarietà della vita (Il castello errante di Howl, Ponyo, Totoro). Occorre sottolineare che la sua forza è propro nel disegno di Yonebayashi davvero straordinario che sembra dirci che il mondo può essere meraviglioso, ma per apprezzarlo dobbiamo guardarlo lentamente e da vicino come impara a fare Shō grazie all’incontro con Arrietty.

Moneyshot

La sequenza della prima incursione di Arrietty insieme al padre nella casa degli umani: la tensione è altissima per una caccia al tesoro che ha come premio una zolletta di zucchero e la sopravvivenza della famiglia e della speciee che si svolge in un mondo che noi umani calpestiamo quotidianamente, ma che non vediamo più.

Leggi l’articolo su Le Havre e sugli altri film ora in sala

Il logo dello Studio Ghibli con Totoro

Ogni volta che vedo il logo dello Studio Ghibli con Totoro mi emoziono

Arrietty e i cartoni animati segreti, sotto il pavimento

Siccome lo Studio Ghibli ha un nome e un pubblico Arrietty ha visto il buio delle sale italiane ed è stato distribuito in un centinaio di copie che non sono pochissime, ma immediatamente è stato messo in programmazione solo negli orari pomeridiani (cartone animato = bambini = a letto presto) e addirittura nella mia città solo al primo spettacolo, quando non solo chi lavora è in ufficio, ma a quell’orario i bambini sono ancora a scuola. Il risultato scontato è stato un incasso davvero scarso (di pomeriggio tra l’altro si spende di meno) e la scomparsa immediata di Arrietty dalle sale.

Questo mentre ad oggi i film che hanno incassato di più nella nuova stagione sono Kung fu Panda 2, I Puffi 3D e I pinguini di mister Popper, cioé altri “film per bambini”.

Il fatto è che oggi quando si parla di cartoni animati il film è solo una delle ruote dell’ingranaggio e spesso neanche la principale. Vedi l’esempio di Cars 2 (leggi la recensione) quando il merchandising è stato di gran lunga il primo prodotto e sono state macchinine e magliette a trascinare i bambini al cinema e non viceversa. Sono i giocattoli nell’hamburger, astucci e zainetti, le figurine, le magliette che inondano il mercato a “costringere” i bambini a volere aggiungere il film alla collezione di prodotti che hanno già comprato.

Arrietty e il padre

Arrietty e il padre

Per lo Studio Ghibli questo non funziona. Se un bambino vede Totoro o Ponyo rimane estasiato, ma finisce lì. Provate a cercare un pupazzo di Totoro, è impossibile. Così i film ottengono solo un interesse relativo, di nicchia e la loro storia nasce e finisce con loro.
E dire che in Giappone Arrietty è stato un gran successo incassando quasi 10 miliardi di YEN (circa 100 milioni di euro) ed ha avuto un gran seguito ovunque è stato distribuito, soprattutto in Francia. In Italia invece no.
Ed è un vero peccato perché, lo ripetiamo, è un film straordinario. Per cui se non potranno essere i bambini a chiedere di portarli a vedere Arrietty, per una volta dovranno essere gli adulti a decidere di portarli a vedere il film, perché all’uscita dal cinema i più entusasti saranno i bambini e poi non sarete neanche costretti a comprare inutili gadget. (Questo per dire che portare i bambini a vedere questi film non commerciali non è come quando si costringe un bambino rincretinito di Shakira e baby dance a vedersi un concerto di Mozart, che all’uscita poi odia voi e la musica classica.)

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5 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    Qui gli effetti speciali sono i dettagli e le luci create dal disegna tradizionale che che ci mostrano gli oggetti in una maniera nuova.
    Domenica 27 la Cineteca di Bologna torna a proiettare Arrietty. Fatevi prestare un bambino e andate

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  2. Max Keefe

    Ottimo Gigi a segnalare un altro gradne capolavoro di Miyazaki. Il regista giapponese ha dimostrato che non c’è bisogno di effetti speciali per realizzare una bella storia. Ci vuole, appena, una storia.

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