Film del mese: Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismaki

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André Wilms e Jean Pierre Daroussin

Questo è l'inizio di una bella amicizia

L’ultimo film Kaurismaki è una favola personale e politica, con un mondo reale e utopistico. Un film che è un miracolo

Kaurismaki eroe del cinema d’essai

C’è stato un tempo in cui nei centri storici si trovavano ancora piccole sale cinematografiche che gli avventori per darsi un tono chiamavano d’essai. Uno degli ultimi eroi del cinema d’essai è il regista finlandese Aki Kaurismaki che negli anni Novanta è stato un vero e proprio culto,coi suoi film realistici e poetici e con le sue sigarette sempre accese e il suo tono (e l’alito) che non nascondevano l’amore per la vodka e i suoi derivati. Non è passato poi molto tempo, ma questi cinema in molte città sono scomparsi ed oggi i piccoli film di qualità fanno sempre più fatica a vedere il buio delle sale.

André Wilms e Kati Outinen

Marcel e Arletty sono coppia straordinaria, favolosa, miracolosa

Miracolo a Le Havre (il titolo originale è Le Havre, ma il distributore italiano temeva che il pubblico non capisse allora ha didascalicamente aggiunto “Miracolo a”) è stato accolto con entusiasmo a Cannes (e dal pubblico della Piazza Grande di Locarno) ed ora arriva in qualche sala residua anche in Italia.

Miracolo a Le Havre

Kaurismaki riprende lo spiantato scrittore Marcel Marx del suo Vita da Bohème (1992) e da Parigi lo riporta alla periferia di Francia, in quella Le Havre che col suo porto sulla Manica è terra di confine tra la Francia e l’Inghilterra. Marcel ha lasciato perdere la misera vita bohèmien della capitale ed ora fa il lustrascarpe alla stazione di Le Havre con un amico thailandese (che si spaccia per cinese). Vive con Arletty un amore complice e assoluto, l’amore di una coppia avanti con gli anni che condivide un povero appartamento e il poco che si riesce a portarci dentro. Poi c’è il quartiere con la sua comunità di personaggi umanissimi, indolenti ma pronti a farsi in quattro, coi loro volti segnati da una realtà che, si intuisce, non è delle più comode. L’arrivo di un bambino clandestino da proteggere ed aiutare e la malattia di Arletty daranno il via agli avvenimenti che Marcel dovrà affrontare, naturalmente con l’aiuto del quartiere.
Kaurismaki ci regala un’altra delle sue favole. Personaggi veri a confronto con tragedie personali e drammi della società ci mostrano che esiste ancora un mondo umano, solidale, sincero. I ritmi quasi congelati, la saturazione dei colori pastello e la fotografia ostentatamente irrealistica forniscono alla storia un’aura favolosa che anziché renderla inverosimile la fa diventare una storia universale.

Al bar di Le Havre si è tutti amici, si ride tutti assieme, anche i poliziotti

Come nel miglior Kaurismaki le situazioni tragiche sono smorzate dall’ironia e da dialoghi fulminanti e l’umanità dei personaggi è quanto di più lontano dal patetico o dal sentimentalismo ricattatorio. Gli attori sono perfetti, a iniziare dalla coppia protagonista André Wilms e Kati Outinen, attori feticcio del regista finlandese per arrivare a Jean-Pierre Darroussin uno dei volti più conosciuti del cinema francese che qui interpreta il poliziotto con cappello e gabardino tipico dei poliziotti silenziosi, tristi e solitari del polar.

Jean Pierre Léaud in Effetto Notte

Jean Pierre Léaud ha preso parte a film minori, tipo Effetto Notte di François Truffaut

Una nota a parte la merita l’apparizione di un Jean-Pierre Léaud invecchiatissimo che riesce a fare venire un brivido a tutti quelli che lo ricordano nei film di Truffaut, da I quattrocento colpi a Effetto notte a tutti gli altri.
Alla fine Le Havre è un vero miracolo cinematografico, giustificando così il titolo della distribuzione italiana.

Miracolo a Le Havre sarà al cinema a partire dal 25 novembre, probabilmente solo nelle città dove è rimasta qualche sala d’essay

Moneyshot

 

little Bob nel concerto a Le Havre

Le havre è la Memphis francese e Little Bob è il suo Elvis

L’organizzazione il concerto di Little Bob sono tra i momenti più divertenti e il vecchio Little Bob è un gran rocker, tanto che Kaurismaki può affermare sicuro che ““Le Havre è la Memphis francese e Little Bob è l’Elvis di questo piccolo regno”.

[attenzione spoiler]

La scena finale è quasi una citazione di Casablanca, un Casablanca di poveracci che ci tocca il cuore.

GLI ALTRI FILM DA NON PERDERE ORA AL CINEMA

Arrietty di Hiromasa Yonebayashi. E’ l’ultimo cartone animato prodotto dallo Studio Ghibli di Hayao Miyazaki e Isao Takahata. Una favola delicata ed ecologista con il riconoscibile stile Ghibli. Leggi la recensione

Tormenti – Film disegnato di Filiberto Scarpelli.
Il nipote del mitico sceneggiatore Furio Scarpelli nasce un ‘disegno animato’ romantico e divertente ambientato nella tragicomica Roma del ventennio fascista. con le voci di Alba Rohrwacher, Luca Zingaretti e Valerio Matrandrea.

Warrior di Gavin O’ Connor. Drammi familiari, lotte di corpi, sofferenze, seconde occasioni, in un film forte e commovente.

I soliti Idioti di Enrico Lando. Con Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli. Sul grande schermo gli schetch del programma di culto di MTV.

Faust di Aleksander Sokurov.Leone d’Oro a Venezia, un film imporrtante che rivisita il mito di Faust. Non facile, ma straordinario.

Una separazione di Asghar Farhadi. Con Sareh Bayat, Sarina Farhadi. Un film iraniano su una donna che deve lasciare il marito amato, la sua terra d’origine e il padre malato. Realismo e ironia per questo film premiato con l’orso d’oro a Berlino.

Melancholia di Lars von Trier. Con Kirsten Dunst, Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Charlotte Rampling, Alexander Skarsgård. Si attende addirittura la fine del mondo. A parte la personalità del discusso regista danese, ci si attende un grande film, apocalittico, pessimista, ma senza i colpi bassi dell’ultimo Antichrist.

Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno di Steven Spielberg. Con Simon Pegg, Daniel Craig. Spielperg ripropone al grande pubblico le avventure del fumetto belga di Hergé che ebbe successo qui da noi negli anni Novanta. Girato senza badare a spese in Motion Capture, chissà se avrà mantenuto il romanticismo dell’originale?

Pina 3D di Wim Wenders. Con Pina Bausch. Wim Wenders che gira un documentario in 3D sulla leggendaria coreografa Pina Bausch. Chi l’ha visto dice che sia straordinario e che gli autori come Wim Wenders o Herzog siano i più capaci a sfruttare le potenzialità del 3D.

Prossimamente in sala

La Cosa di Matthijs van Heijningen Jr. Il remake del mitico film di John Carpenter. Negli US è stato un successo. Da noi l’uscita è stata posticipata in maggio.

Midnight in Paris di Woody Allen. Con Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen. Allen si trasferisce a Parigi per fare una sorta di Rosa purpurea del Cairo della letteratura. Romantico, nostalgico, ma ottimista, Woody Allen non deluderà i suoi fans.

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11 commentiCosa ne è stato scritto

  1. jpb_

    volevo solo dire, giusto per fare un confronto culturale, ancora una volta – ahimè – impietoso: qui in francia, per la precisione a marsiglia, il film di kaurismaki è proiettato in uno dei principali cineplex della città

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    • Gigi

      In italia invece anche il film dei Taviani (Cesare deve morire), nonostante abbia vinto Berlino, è solo in 36 sale in tutta Italia. che per riuscire a vederlo bisogna fare le acrobazie

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  2. Max Keefe

    L’altro giorno ho finalmente visto il film recensito da Gigi due mesi fa. Molto bello. E’ nei dettagli che si vede l’artista. La storia sembrava ambientata negli anni settanta (le auto vecchie, l’abbigliamento troppo tipico del commissario, la quasi assenza di moderne tecnologie, si vede solo un telefonino in tutto il film); gli attori sono tutti anziani, tranne il ragazzo gabonese salvato da Marcello. E’ anche una forte critica della violenza innescata dai politici e i media: il ragazzo nero viene definito un pericoloso terrosista; i poliziotti francesi sembrano degli squadristi. Interessanti anche le inquadrature della via dove vivono Marcello e Arletty. Poteva essere il solito polpettone all’italiana iperrealista e noioso e invece è un piccolo gioiellino.

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  3. Gigi

    Spettatori e incassi di Miracolo a le Havre continuano a crescere dopo un mese dall’uscita in sala: è ora in 57 sale ed ha superato il milione di incassi (1 milione e 15 mila euro). Per un film con questa distribuzione è un successo. Il passaparola ha funzionato grazie all’entusiasmo degli spettatori

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  4. Gigi

    Boxoffice: nel primo week end Miracolo a Le Havre è stato distribuito in sole 63 sale e incassato 273 mila Euro. E’ tanto? E’ poco? la distribuzione è ridottissima, comunque quasi 4.500 spettatori a copia è un bel risultato (per dire I soliti idioti dopo un mese diprogrammazione è ancora in 162 sale e incassa di meno)

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  5. Gigi

    La cineteca di Bologna a partire dal 24 novembre offre oltre che l’anteprima di Le Havre una retrospettiva su Kaurismaki con tutti i suoi film e una selezione di film che il regista finlandese ha fatto apposta per la rassegna,da Grisbì a L’Atalante, da QUAI DES ORFEVRE a IL PORTO DELLE NEBBIE ad altri film indicati da Kaurismaki come suoi punti di riferimento. trovate le informazioni sul sito della cineteca http://www.cinetecadibologna.it. Il programma di novembre http://www.cinetecadibologna.it/files/pubblicazioni/cineteca/2011/novembre2011.pdf

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    • ZioPino

      Mi hai incuriosito con questo articolo.
      Non mi ha mai fatto impazzire Kaurismaki ma mi sa che un salto a vedermi questo me lo faccio…

      Grazie Gigi!
      ZP

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