Debiti, speculazioni e nuovo governo

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Immaginiamo di essere una famiglia che ha debiti con la banca X e la banca Y. Cosa facciamo se non abbiamo i soldi da restituire? Li chiediamo in prestito, magari alle stesse banche.

Supponiamo però che la banca X (speculatori = grandi banche = grandi fondi d’investimento) ci faccia capire che i soldi non vuole più prestarceli e metta in giro voci sulla nostra inaffidabilità (agenzie di rating). La banca Y si spaventa e ci chiederà più interessi per prestarci i soldi, così come la banca X. Al punto che diventerà una prospettiva reale non potere più restituire quei soldi (fallimento = default).

Perché la banca X agisce così? Per guadagnare con i nostri interessi o perché vuole vendere e ricomprare il nostro debito (speculare con i nostri buoni del tesoro) o perché ha letteralmente scommesso con altri soggetti che riuscirà a farci fallire o perché vuole comprarci i mobili di casa nostra e poi magari anche la casa, quando noi non avremo più soldi con cui pagare i nostri debiti.

A questo punto – preoccupati che poi tocchi pagare a loro – intervengono i nostri genitori (BCE = Germania = Europa) che però si rifiutano di aiutarci per costringerci a mollare l’idiota che ci amministra i soldi (Berlusconi). Noi andiamo in panico e chiamiamo l’amministratore (Monti) che piace ai nostri genitori.

Ma la banca X continua a fare il suo giuoco.
Sì, è vero adesso siamo più affidabili, ma rimane il fatto che abbiamo un pacco di debiti, uno stipendio basso (PIL) e soprattutto la banca X ha una quantità smisurata di soldi e potere e ci tiene per le palle.

I nostri genitori cosa fanno? Da un lato sanno che abbiamo le mani bucate e non gli va di aiutarci.
Dall’altro vogliono farlo – prestandoci soldi e mettendo tranquilli i nostri creditori – perché dobbiamo soldi anche a loro, ma soprattutto perché è chiaro che la banca X sta facendo la guerra anche agli altri figli e farà la guerra pure a loro, e quindi vogliono far capire di essere forti e disposti a tutto.

Il cambio di governo è un passaggio importante, ma è un episodio in uno scenario che sta assumendo sempre più i tratti di una guerra: da una parte gli speculatori (i famosi “mercati”, ossia fondi d’investimento giganteschi gestiti da poche persone), dall’altra l’Europa.

Diciamo che con Monti abbiamo chiuso le falle della nostra barchetta che rimane però in balia di una tempesta dalla quale possono tirarci fuori solo i nostri genitori. Se si decidono a prendere decisioni forti, ossia – fuori di metafora – comprare a man bassa, come BCE (Banca Centrale Europea), i titoli di Stato dei paesi in difficoltà (ormai quasi tutti) in modo far scendere gli interessi = spread.

Poi, eventualmente, si penserà ad un altro sistema di gestire la nostra famiglia.

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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Jeremy Bentham

    Siamo l’Europa, da noi è partito tutto, da noi finirà tutto. Il centro del mondo non è più qui, è da un’altra parte: nel Sud-Est Asiatico, o in Cina, o nella Penisola Arabica, o nel Sud America, o, forse, sempre nella casa yankee del vecchio caro Zio Sam americano. Certamente non è più qui. Cento anni fa o giù di lì hanno provato a prendercelo, dopo la Seconda Guerra Mondiale se lo sono preso e noi stiamo solo vivendo la parte finale della grande decadenza europea. Non che non possa esistere un’altra grande Europa, infatti se la Storia è a volte inesorabile così può presentare la circolarità e gli eterni ritorni. La comunità Europea, progettata, non si dimentichi, anche da un italiano (Spinelli), nasceva proprio per arginare la decadenza che già si palesava agli occhi degli europei dopo il disastro del 1945, di cui ancora si pagano le conseguenze. Dopo aver inventato la rivoluzione industriale inventiamocene un’altra, magari iniziando a fiaccare lo strapotere delle valute monetarie e della tecnica che costringono i governi ad affamare le generazioni. Senza una svolta, un colpo di incoscienza geniale – e dubito possa venire dai così detti tecnocrati – l’ombra del ridimensionamento sarà sempre più estesa.
    Altrimenti…piccola Europa, non diventerai per caso l’Africa del XXII secolo?

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    • rashmani

      Dear Jeremy,
      il centro del mondo, fisico o politico che sia, non può risiedere in superficie, nè fisicamente nè politicamente. Se fisicamente il centro si sa bene dove sia, politicamente dovrebbe essere dato da un complicato equilibrio di poteri e volontà. Puoi ben capire quanto sia quindi etico uno degli aspetti fondamentali. E quanto non basti una decisione presa in alto, quanto sia necessario che anche dal basso, per così dire, la spinta sia la stessa.

      Ad un popolo ignorante poco importa dell’etica.
      Beh, tu mi ricordi che ci sono ancora persone alle quali importa.
      Ed è un bel sentire, perché mi sa che da qui in poi ce ne sarà bisogno.

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  2. giuseppe tarantola

    Stiamo avvicinandoci alla battaglia decisiva.
    In questo momento spread spagnolo a 499 e francese oltre i 200 (record storici).

    O la Merkel tira fuori le palle o questa guerra la perdiamo.

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