Dal Belgio, manifestazioni in terra fiamminga.

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A bruxelles si va' alle manifestazioni con i bambini

I bambini camminavano vicino ai loro genitori

Ieri è stata una giornata bellissima. Un corteo pacifico, colorato. Una festa piena di gente di ogni età. I bambini camminavano vicino ai loro genitori con i fischietti delle feste tra le labbra, il cane e il bambolotto. Il cielo era azzurro, senza nuvole, l’aria fredda ma non troppo. Il tepore delle sciarpe e i sorrisi hanno riempito i viali, la musica dei carri ha fatto il resto. Un gruppo di autonomi ha consegnato piccoli cartelli ai manifestanti. Un elmetto militare capovolto dal quale piovono bombe sui poveri. Il loro carro, un camion verde acido, faceva paura. Quando il corteo si è diretto verso la zona finanziaria della città, Boulevard  Jacqmain, ho assistito ad uno spettacolo senza precedenti. Un gruppo di facinorosi, vestiti da clowns, ha assaltato vetrine e bancomat. Un piano studiato nei dettagli: irruzione nel corteo, trombettisti e saxofonisti in circolo davanti gli sguardi atterriti degli addetti alla sicurezza barricati dentro, e un cordone di pagliacci attorno all’istituto bancario per proteggere l’azione. Un gesto rapido e preciso che terminava con l’impronta al gessetto di un clown steso a terra. Poi l’irreparabile. Sottola Finance Tower, all’incrocio con Jacqmain e Boulevard du Jardin Botanique, è squillato il telefono. Era mia madre, in lacrime. A Roma sta succedendo il finimondo. Lei è bloccata in auto dalle parti di San Giovanni. Ha la voce rotta dai singhiozzi, parla di lacrimogeni, sassi lanciati in aria, auto in fiamme. Non riesce a dire dove si trova esattamente. Cade la linea. Attorno a me una baraonda di suoni. Quando i pagliacci finalmente si dileguano tra le vie laterali, il corteo riprende a muoversi lentamente.

scatto di emanuele berardi la borsa di bruxellesl live

scatto di emanuele berardi la borsa di bruxellesl live

 

Mi infilo in un bar con le mani tremanti, mi attacco al telefono. Mia madre si è presa solo un gran spavento, gli amici mi raccontano in diretta quello che sta accadendo. Quando esco dal bar gli ultimi attimi di tensione. Alcuni ragazzi incappucciati si stanno arrampicando lungo le impalcature di un palazzo in costruzione. “Make Banks Pay”, scrivono con lo spray. In strada la gente è indignata, qualche amico abbozza un applauso. Un’anziana signora, con un francese piuttosto difficile, mi spiega che non c’è da preoccuparsi troppo perché a Bruxelles, e in particolare in quel quartiere, i palazzi sono tutti rivestiti di marmo e quella scritta sparirà presto. Per tutto il viaggio del ritorno resto con la mente ferma sul quel vago gesto della mano fatto dalla vecchina.

Roma-15-ottobre-2011- guerriglia

intanto a Roma tutti i sogni vanno in pezzi

A casa mi sono messo a caccia di notizie. È stato avvilente. “Stessa storia, stesso copione”, ho pensato fissando i coriandoli sul piumino e le immagini dei soliti infiltrati pagati per rovinare tutto…

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