Tuo marito ti tradisce e te lo dice. E tu?

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Cominci a pensare male: perché ha il cellulare spento se di solito lo tiene sempre acceso? E poi possibile che sia la terza cena con i suoi ex-compagni di scuola nel giro di un mese? E quella Paola? Perché deve sempre passarla a prendere?

L’ho visto l’altro giorno come si guardavano…E mi lascia ancora a casa da sola…che grandissimo stronzo! Decidi che lo aspetterai alzata e quando torna, gliene dici quattro! Una scenata di gelosia in piena regola.

Poi il marito torna, tu gli domandi dove catzo è stato e lui ti risponde: “A casa di Paola, abbiamo trombato alla stragrande, è tre mesi che lo facciamo, è stupendo, mille volte meglio che con te”. E allora? Cosa fai di fronte a questa verità ineludibile e inequivocabile?

Le ultime intercettazioni di Berlusconi hanno dimostrato ancora una volta – in maniera incontrovertibile – tutto quanto si supponeva (e sapeva): Berlusconi passa il tempo a brigare per farsi approvare leggi ad personam, farsi portare a casa della patonza, facendo il premier solo “a tempo perso”. La verità è svelata, detta, non c’è più un dubbio.

Quando Nicole Minetti è stata accusata di essere diventata consigliera regionale della Lombardia grazie ai favori sessuali resi a Berlusconi e quindi al suo corpo, ci si sarebbe aspettati che lei replicasse che le cose non stanno così, mettendo in luce le proprie qualità intellettuali (o almeno tentando di farlo…). Al contrario si è fatta recentemente fotografare, strafiga, con una maglietta con scritto sopra: “Senza T-shirt sono ancora meglio”….Anche in questo caso non c’è spazio per fraintendimenti o successive elucubrazioni: la verità è su quella maglietta (e anche sotto…), chiara come il sole: la Minetti utilizza il proprio corpo per ottenere prestigio, soldi e anche cariche politiche.

Anche in questo risiede la forza di Berlusconi e del berlusconismo: nell’essere costantemente un poco oltre il limite della vergogna degli avversari e nel riuscire a spostare questo confine ogni giorno un po’ più in là, con il risultato che gli avversari (PD in primis) rimangono sempre indietro, a sparare verso un bersaglio che s’è già spostato.

Ma non è solo questa “asincronia” che consente a Berlusconi di sopravvivere ad ogni scandalo e inciampo. Quale comportamento deve tenere la moglie tradita raccontata ad inizio articolo? L’unico atteggiamento certamente sbagliato sarebbe comportarsi come se non fosse venuta a conoscenza della verità: che senso avrebbe continuare ad incatzarsi perché il marito va a prendere Paola o perché le lancia sguardi maliziosi quando egli stesso le ha detto che se la tromba da mesi!

Quindi, è assolutamente inutile che gli avversari di Berlusconi continuino a gridare allo scandalo per le ultime “berlusconate”, sottolineando a destra e a manca quanto sia indegno e inadatto a guidare il Paese quando è lui stesso che afferma di pensare solo alla patonza, fare il premier a tempo perso e fare battute su “Forza gnocca”? Berlusconi è sempre in anticipo, mentre gli avversari sempre in ritardo, insistendo a comportarsi come se non fosse già tutto chiaro e chiarito!

E non può trattarsi solo di una eventuale incapacità antropologica di concepire una politica così zozza – un atteggiamento comunque colpevole dopo 17 anni di evidenze – c’è di più! L’inequivocabile confessione del marito alla moglie non solo la ferisce terribilmente, ma la mette di fronte ad un’ineludibile necessità: dover fare qualcosa, dover prendere una decisione, dover cambiare atteggiamento, dover passare all’azione. E – seppure logiche – le uniche due scelte possibili: esigere pentimento ed un totale cambiamento di rotta oppure prenderlo a calci in culo, richiedono uno sforzo, una fatica, una lacerazione. Perché è sempre complicato cambiare, riadattarsi ad un nuovo scenario, risintonizzarsi su una nuova verità. E’ spesso invece più “comodo” continuare a comportarsi come si è sempre fatto, “fingendo” di non conoscere l’evidenza, anche quando è lì, di fronte a noi.

Così come l’evidenza del tradimento del marito impone alla moglie un ripensamento totale della propria vita e del proprio futuro, così le evidenti e ripetute prove dell’assenza di vergogna di Berlusconi, dovrebbero costringere i suoi avversari a fare un passo avanti: smettere di indicarci ed insistere sulle sue malefatte (che già ci sono venute a noia e di cui sappiamo tutto!) e invece costruire e segnalarci un solido e chiaro progetto alternativo. E simultaneamente fare di tutto, ma sul serio di tutto, per mandar via a calci in culo Berlusconi. Dell’espressione laconica di Bersani che ci informa che mentre l’Italia va a rotoli, Berlusconi racconta le barzallette, non ce ne facciamo più nulla: già lo sappiamo, già è “a verbale”. Passiamo oltre!

Purtroppo la mente (e anche il corpo) tendono a reagire ad un dolore o ad un “disequilibrio”, tentando “meschinamente” di raggiungere l’equilibrio più vicino, più alla portata di mano e non il migliore, non quello che ci condurrebbe all’effettiva risoluzione del problema. Se non interviene la nostra volontà – operazione sempre faticosa – prendiamo sempre la strada più comoda, quella che ci impone meno cambiamenti, quella che ci costringe a fare meno i conti con noi stessi. E poi ci penseremo.

Quello a cui stiamo assistendo in gran parte della “sinistra” è proprio una mancanza di volontà, un’incapacità di passare sul serio all’azione, di far discendere logici comportamenti dalle reiterate evidenze: lo scenario è chiaro, le carte sono scoperte; ora muoviamoci! Ma muoversi, scendere nel campo delle iniziative concrete e decise, delle prese di posizione nette e chiare, anche della lotta violenta (in senso metaforico) implicherebbe fare i conti con se stessi, affrontare e risolvere le mille contraddizioni ed equilibri di potere interni, ecc. ecc. Insomma: meglio rimanere un passo indietro, meglio continuare a tenersi il marito stronzo in casa, fingendo che non ci abbia spiattellato in faccia che si tromba un’altra, perché agire di conseguenza è troppo faticoso, ci crea troppe tensioni interne. Risultato: il marito continua a divertirsi tornando sotto il tetto coniugale quando gli fa comodo, la moglie ha un futuro al ribasso assicurato e la famiglia va a puttane.

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. marina/marinda

    la vera mogliettina urla e si lamenta, ma intanto che lui esce con paola la discinta, si vede con quel vecchio compagno di liceo ora magistrato di origine abruzzese o napoletana, che mai ha cagato, ma che ora, per far indispettire é una manna dal cieleo.
    Ps la T-shirt di Minetti è
    happiness is a 10 $ t-shirt, marchio riminese, euro 19/35

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  2. Gigi

    Il marito Silvio ha anche detto chiaramente alla sua mogliettina che è una moglie di merda, che rompe i maroni e che lui vorrebbe stare sempre con Paola (a questo punto non si capisce perché non sia lui ad andarsene di casa).

    Bersani che ogni giorno dice che il Silvio si deve dimettere è proprio la mogliettina che lo diceva da tempo che il marito stava con un’altra e adesso che lo sanno tutti lo apostrova argutamente che è inadeguato alle esigenze della famiglia e deve smollare quella sciacquetta. Poi alla sera si va a coricare nel letto matrimoniale col sorriso sulle labbra.

    La Repubblica è la suocera e Il Fatto quotidiano sono le amiche acide che le ripetono: “te l’avevo detto, te l’avevo detto, fa qualcosa, te l’avevo detto”

    Feltri e Sallusti sono gli amici del bar che si congratulano che Paola è una gran gnocca che se la farebbero tutti.

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  3. wareZ

    autobiografico ? (nel senso del cavaliere, ovviamente!)
    fatemelo sapere che magari canto anch’io, se fare così, paga!

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