Non me ne frega un catzo di B.

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Non voglio sapere quante se ne scopa e neanche cosa dice al telefono ai suoi scagnozzi e alle sue mignotte. Quello che voglio è che se quello che sta facendo non si può fare, allora sia punito come una qualsiasi altra persona che commetta dei reati.

C’è una cosa che ancora non capisco: perché ogni giorno ci dobbiamo sorbire queste intercettazioni telefoniche, non è mica il grande fratello! E’ roba che scotta? Allora via direttamente ai giudici! Perché si debba cercare di dare tanta enfasi mediatica alle cazzate che combina B., questo proprio non lo capisco.

Ho come la sensazione, visto come si è costruito il personaggio, che la macchina del fango nel suo caso funzioni alla rovescio, il suo personaggio, così buffone e giullaresco, si pone già di per se al di fuori della morale. Qualunque cosa si dica di lui nel bene e nel male (e si sa le notizie negative hanno più peso) gli faccia comunque pubblicità e gli dia maggiore notorietà.

Dopo anni e anni in cui gli italiani manco si accorgevano di essere governati, non sapevano chi fossero i propri politici, e che cariche ricoprissero, adesso siamo all’apoteosi di un costante e inevitabile presenza del Presidente del consiglio in ogni momento della giornata di chiunque. Non è più proprio neanche pensabile una intera giornata senza doversi imbattere in avvenimenti e notizie che lo contemplino.

Ma proviamo a pensare se Andreotti o anche Spadolini o Craxi siano mai stati così onnipresenti nel nostro quotidiano, macché, quelli se ne stavano ben lontani dai riflettori. Forse quegli anni di menefreghismo li stiamo pagando proprio cosi, forse il nostro stesso disamore per la politica, questo anarchismo e il fatto stesso di rifiutare i partiti e la politica praticata ha portato a questo. Ci siamo distratti, non ce l’aspettavamo, però che cavolo forse non ci meritavamo neanche che andasse a finire così male.

Perché in cosi pochi anni si è spostata l’asticella dell’immoralità pubblica così in alto? Vediamo un po’ di analizzare la cosa con serenità e distacco, sempre che sia possibile. La mia teoria è proprio questa. Berlusconi è indubbiamente un VIP (Very Important Person, NdR) o ciò che la nostra società interpreta esattamente come tale, cioè una persona che ha rinunciato alla propria privacy pur di diventare famoso. Una persona che ha messo in piazza tutti glia avvenimenti della sua vita, pur di essere costantemente sotto i riflettori, delle proprie emittenti all’inizio, ma anche di tutte le altre successivamente.

La sua gloria è direttamente legata al suo infinito presenzialismo, probabilmente questo l’ha imparato da Mike Bongiorno: non importa apparire meglio degli altri in televisione, l’importante è apparire sempre e comunque. E questo è il vero dono che “l’unto dal Signore” ha ottenuto, questa sua opprimente ubiquità, questa sua capacità di essere ovunque contemporaneamente.

Io penso che l’unico modo di trasformare un VIP in un NIP (Not Important Person, NdR) sia ridurne la popolarità, ridurlo alla situazione di vecchio libidinoso pervertito, senza più darne un costante risalto nella vita quotidiana. Il sogno delle mie giornate oramai è proprio questo, svegliarmi, uscire andare a lavorare, pranzare, prendere il caffè al bar, tornare a casa, accendere la tivu, poi andare a dormire.
Un’intera giornata senza sentir parlare di Berlusconi.

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