Grandi misteri: il neutrino, Einstein e Supermax

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Il neutrino è molto più forte di Superman: va più veloce della luce, è invisibile, passa attraverso i muri. Per capire cosa è successo tra il CERN e il Gran Sasso non bisogna essere Einstein, leggete qua.

A me il neutrino è già molto più simpatico di Superman. E’ modesto, non si veste con una tuta blu e un mantello rosso, non è sui fumetti e nei film. E non si è battezzato super o iper, anzi. Visto che c’era già qualcuno che si chiamava neutrone, si è fatto sommessamente battezzare neutrino. Non protone o elettrone, non positivino o negativino, ma proprio neutrino. Se ne sta lì, in disparte, senza alzare la voce, ma è impossibile non notarlo. Soprattutto dopo che una caterva di fisici nucleari hanno deciso di spararlo sottoterra dalla Svizzera all’Abruzzo, senza passare dalla A14.

Pensate che l’Universo trabocca di neutrini, ogni secondo ci sono circa 400 miliardi di neutrini che attraversano il nostro corpo (sentite anche voi un leggero solletico in questo momento?). Ma è impossibile catturarli. Il neutrino ha sfidato la comprensione del layman, dell’uomo medio. Pensate che persino un Ministro della Ricerca di un paese europeo ha fatto fatica a capire da dove possa essere passato. Ma per fermare un neutrino serve un muro in piombo largo un anno luce (lo dice Wikipedia).

Come sempre L’Undici è in prima fila, e per saperne di più ha contattato il fisico italiano del momento, tanto che leggendo sui giornali che si parlava di “uno dei migliori fisici del mondo” era stato persino invitato ad Arcore. Ebbene sì, lo chiameremo Max per proteggerne la privacy, è docente di Fisica Sperimentale, ricercatore dell’Istituo Nazionale di Fisica Nucleare dell’ateneo più antico del mondo occidentale, membro importante dell’esperimento Opera sull’oscillazione del neutrino, pendolare tra il CERN e il Laboratorio del Gran Sasso, è un lettore de L’Undici, oserei dire un fan. Nelle ultime settimane è stato intervistato telefonicamente dal Corriere della Sera e ha rifiutato un’intervista alla BBC in attesa di completare le verifiche prima della submission dell’articolo ad una rivista scientifica. Che Max non sia un novellino lo dicono i suoi numeri. Cercando su Scopus, una delle più conosciute banche date della ricerca internazionale, si scopre che in meno di 15 anni di ricerca ha pubblicato 51 articoli, ha raccolto 850 citazioni e che ha un h-index di 16. Senza voler fare paragoni irriverenti (per Max), nello stesso periodo Margherita Hack conta 65 citazioni e un h-index di 7, il ministro Brunetta, che si è autocandidato al Nobel per l’Economia, ha 4 citazioni e un h-index di 1.

Noi gli abbiamo inviato le nostre undici domande, Max ci ha prima implorato di avere ancora un po’ di pazienza. Da Ginevra ci ha scritto che vuole prima completare le verifiche di cui si sta occupando, è un tema delicato, il clamore suscitato dalla scoperta ha reso ancora più nervosi gli scienziati, che – come sempre accade da quando esiste la scienza – temono sempre un altrettanto clamorosa smentita, tipo che il tunnel era in discesa o che la luce – battuta sul filo di lana – si è fermata all’autogrill. Quindi, in via del tutto eccezionale, abbiamo concesso una proroga al nostro esimio scienziato. Alla fine Max ha risposto, qua trovate la sua intervista, con una rivelazione finale a sorpresa.

In questo articolo trovate invece un riassunto “terra terra” di quanto accaduto “sotto terra” (Max l’ha letto e ha detto che può andare).
Ci sono tre tipi di neutrini: il neutrino elettrone, il neutrino muone e il neutrino tauone e ci sono diversi grandi misteri da risolvere. Ad esempio perchè dal Sole arrivano meno neutrini del previsto, forse perchè “oscillano“, cioè si trasformano da un tipo all’altro. Oppure se i neutrini, per quanto piccolissimi e leggerissimi, abbiano una massa. Il neutrino sembra essere l’anello mancante di un puzzle universale. Se si dimostrasse che hanno massa, si spiegherebbe la “materia buia” universale, invisibile ai telescopi ma necessaria a spiegare alcuni effetti gravitazionali.

Il progetto Opera punta soprattutto a studiare l’oscillazione dei neutrini, con la trasformazione da muoni a tauoni. Al Gran Sasso hanno costruito un neutrino detector. Per “beccare” una particella invisibile, serve un apparecchio che pesa 1800 tonnellate. Ogni giorno passano circa 100 miliardi di neutrini nel detector, che ne riesce a “catturare” circa 25 del tipo muoni. Per cogliere l’oscillazione bisognerà trovare anche i tauoni, ma di questi ne avremo solo una dozzina in cinque anni.
Siccome l’oscillazione avviene su lunghe distanze, l’esperimento prevede che una carovana di neutrini venga spedita quotidianamente dal CERN al Gran Sasso, attraverso le rocce del sottosuoloIl (fino a undici chilometri di profondità, ebbene sì, senza tunnel). I neutrini vengono prodotti nell’acceleratore nucleare del CERN (quello che pare potesse generare un buco nero che avrebbe assorbito tutto, per un’istantanea fine del mondo) e spediti verso il detector del Gran Sasso.

Il destino vuole, che una volta misurata la distanza tra i due punti e il tempo necessario a percorrerla, sia risultato che la velocità dei neutrini era superiore a quella della luce. In un’ipotetica maratona sui 730 chilometri di distanza, i neutrini hanno chiuso con 20 metri di vantaggio, con il tempo (è il record universale) di 2,4 millisecondi. Una scoperta inattesa, non era l’obiettivo dell’esperimento! E che travolgerebbe (ma non cancellerebbe) la teoria della relatività speciale di Einstein, che prevede la velocità della luce come una costante e che niente possa viaggiare più velocemente nell’universo. Una sorta di limite di velocità cosmico, se l’autovelox di Max lo confermerà.

Leggi le undici domande in esclusiva allo scienziato non pazzo Maz Sioli

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Chi lo ha scritto

matzeyes

Nato nei favolosi anni settanta, si sente scienziato (e incredibilmente lo pagano come tale), romantico, padre sapiente, nostalgico, sognatore (ad litteram), scrittore, giornalista, teorico della cospirazione, giocatore di baseball, cittadino del mondo (più d'Europa), anticonformista, rivoluzionario di sinistra, vero cattolico. In realtà è solo un (po') coglione, ma almeno è anche lui un fondatore de l'Undici.

Cosa ne è stato scritto

  1. Tano

    Un paio di gorni ci ha visitato al DOnosti International Physics Center, un grande scenziato e comunicatore spagnolo di nome Ignacio Latorre, famoso per i suoi studi teorici sulla luce. Secondo lui l’errore sistematico è sottostimato. Errore sistematico che viene da diverse fonti, tra cui anche i GPS usati per sincronizzare i clock. GPS che funzionano proprio con la “luce”. Sembrava divertente vedere come si fosse misurao qualcosa che viaggai piu veloce della luce proprio grazie alla luce. In tutti in modi fu interessante vedere, come in sette giorni successivi all’esperimento fosser usciti decinaia e decinaia di articoli proponendo teorie alternative. Dopo Galileo abbiamo aspettato 500 anni per un grande rivoluzione in altezza del palazzo costitutivo della scienza. Magari in soli cento anni en è arrivata un’altra? Spero che Max, grazie a quel profondo spirito critico che caraterizza lo scienziato sopratutto quello italiano, faccia un po’ di sana chiarezza!!!

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