Scorciatoie spazio-temporali

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Alberto

Le undici domande a Max Sioli, il ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che collabora da protagonista all’esperimento che sta rivoluzionando il mondo della fisica. E in esclusiva per L’Undici una spiegazione da fantascienza.

Lo avevamo anticipato nel raccontarvi la straordinaria corsa del neutrino. Con orgoglio, possiamo finalmente pubblicare l’intervista a Max Sioli, uno dei ricercatori che nell’ultimo mese ha sconvolto il mondo della scienza con la prova scientifica (seppure al vaglio di mille verifiche) che un neutrino ha viaggiato più della luce.

Max è uno scienziato nel senso più vero del termine, un fisico sperimentale. Ricercatore dell’Università di Bologna e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, curriculum da paura, ha avuto il merito e la fortuna di diventare parte dell’esperimento Opera sull’oscillazione del neutrino (spiegazioni terra terra le trovate qua) e fa la spola tra il CERN di Ginevra dove gioca con un acceleratore nucleare e il Laboratorio sotto la montagna del Gran Sasso. Come i suoi colleghi si è trovato al centro dei riflettori dopo che “incidentalmente” l’esperimento ha registrato una velocità superiore a quella della luce, suscitando grande clamore per una scoperta che se confermata intaccherebbe addirittura i risultati di Albert Einstein. Per questo, il mondo della fisica nucleare (e non solo) è in fibrillazione e una carovana di scienziati sta cercando di “smontare” il risultato. Nel mezzo delle sue notti insonni tra equazioni e neutrini, il nostro Max trova anche il tempo di rispondere alle nostre Undici Domande. Si è rifiutato alla BBC, ma non ha resistito alla leggerezza dell’Undici.

Max, chi ben comincia è a metà dell’Opera. Spiegaci cosa avete scoperto in tre frasi, se non sei capace non meriti il Nobel.

Abbiamo misurato la distanza tra un punto particolare del CERN di Ginevra e un punto particolare dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso con una precisione di 20 cm. Abbiamo poi misurato il tempo impiegato da un fascio di neutrini per spostarsi tra i due punti con la precisione di qualche miliardesimo di secondo. Abbiamo poi scoperto che questo tempo è inferiore a quello calcolato sulla base della velocità della luce.

1) Quindi Einstein era un quaraquaqua, non aveva capito niente?
Alberto avrebbe potuto dire la stessa cosa di Isacco (Newton) ma non l’ha fatto. Questo perché in ambito scientifico le grandi teorie non si smentiscono mai, si generalizzano. Tutto questo ammesso che le misure siano corrette, ovviamente.

2) CERN e Gran Sasso contro Einstein, 300 contro 1, vi piace vincere facile?
Ripeto, anche se la misura venisse confermata, Alberto sarebbe al sicuro.

3) Ora le distanze si misureranno in anni neutrini?
Meraviglioso, non c’avevo pensato. Ora tutto ci sembrerà più vicino…

4) Con questa scoperta si aprono nuovi orizzonti per la tecnologia? Risolto il problema energetico? Nuovi ordigni nucleari?
Diciamo che la casalinga di Voghera non si accorgerà di nulla, visto che è impegnata a fare cose più utili per la sua famiglia. Ma quando c’è di mezzo la parola “velocità”, qualche applicazione prima o poi salterà fuori.

5) Da 1 a 100 quanto hai paura di aver preso una cantonata pazzesca e che salti fuori che avete sbagliato un logaritmo a pagina 13?

È un numero che evolve col tempo: la convinzione di oggi non è quella di ieri. Si chiama probabilità soggettiva. Ti rispondo citando il teorema del reverendo Bayes, riadattato allo scopo. Il grado di convinzione sulla verità che emerge da questa misura è il prodotto di due cose: la probabilità che i dati siano giusti per la “prior”, cioè il mio personale preconcetto sull’esistenza oggetti superluminali. Ora, la mia prior è quasi nulla, per cui devo credere ciecamente ai miei dati, altrimenti il prodotto è nullo. Comunque i dati, per quel che abbiamo potuto vedere finora, sembrano corretti. Quindi… brivido.

6) C’è già chi si sbatte per trovare l’errore. Un fisico inglese ha dichiarato che se fosse vero si mangerà le mutande in diretta televisiva. Ad esempio leggi qua (anche perchè io ne capisco poco): “He notes that the experimental setup introduces three relativistic time distortions that need to be corrected in analyzing the apparent time-of-flight of the neutrinos: time dilation resulting from “moving the TTD through a non-uniform gravitational potential”; a “Doppler-type effect” resulting from the TTD’s velocity with respect to Earth’s “rotating frame of reference”; and finally, errors due to “the rotation of the Earth as the TTD travels to its destination” (Carlo Contaldi). Riuscirete a difendervi?
A Mr. Contaldi è stato già risposto privatamente e pubblicamente. Le sue osservazioni si basavano su un fraintendimento: aveva capito che la sincronizzazione tra gli orologi era fatta mediante un orologio atomico trasportabile (quello che lui chiama un TTD, Time Transfer Device).

7) Quando ti sposti tra il Gran Sasso e il Cern, usi il tunnel che ha pagato la Gelmini? E quanto ci metti tu?

Dipende, se riesco ad evitare il blocco all’altezza di Roncobilaccio in 2.4 millisecondi sono a casa.

8) L’articolo sulla velocità del neutrino ha 157 nomi. In ordine alfabetico. Tu sei in zona retrocessione, non hai mai pensato di cambiarti il cognome in Abbacchio o Abbello?
Nel mio settore non si usa il concetto di primo firmatario, si preferisce il “corresponding author”. Che comunque non sono io.

9) Ma i discorsi sui neutrini hanno effetto sulle donne? O alla fine bisogna sposare una fisica nucleare?
Vent’anni fa questa storia l’avrei saputa vendere e sfruttare a meraviglia. Con mia moglie invece non fa più effetto, anche perché ne sa più di me.

10) E’ cambiata la tua vita dal 23 settembre?
Per ora solo più giornate rubate alla famiglia e nottate rubate al sonno.

11) Si potrà andare indietro nel tempo?
So che ti aspetteresti una risposta del tipo: “per ora abbiamo solo fatto una misura e ci limitiamo a questo”. Ma per l’Undici mi posso permettere di tutto. E allora ti dico che, tra le interpretazioni che più mi piacciono, c’è la possibilità che questi neutrini, in realtà, non vadano più veloci della luce. Prendono semplicemente delle scorciatoie spazio-temporali. Ari-brivido…

Leggi l’articolo sull’esperimento

 

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