Film del mese: Drive di Nicolas Winding Refn

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la locandina di driveDrive e Refn, premiati, osannati, idolatrati, detestati, attesissimi da tutti i cinefili. L’Undici si entusiasma e si accoda agli elogi.

Attesissimo (come non lo attendevate? Ma come siete messi?) è uscito anche in Italia Drive, la consacrazione hollywoodiana del regista danese Nicolas Winding Refn, vincitore con questo film della palma di miglior regista all’ultimo festival di Cannes.

Il film parte dall’omonimo romanzo breve di James Sallis (che grazie al successo del film sarà pubblicato anche in Italia) per mostrarci la storia di un eroe di cui non sapremo il nome e di cui non ci viene raccontato il passato. Il Driver senza nome (Ryan Gosling) è un esperto meccanico nell’officina di Shannon (Bryan Cranston)shannon, sei uno stronzo, ma come si fa a non voler bene a una faccia così?, un tipo a posto ma con più di un contatto con la malavita. Siccome è anche un bravissimo pilota che non ha paura di niente il protagonista come secondo lavoro fa lo stuntman a Hollywood e come terzo lavoro si presta a guidare la macchina per portare rapinatori e malviventi in fuga dal luogo del delitto. L’incontro con la vicina di casa Irene (Carrey Mulligan) e il suo bimbo e poi col padre del bimbo uscito di galera cambieranno la storia.

Con un plot che pesca a piene mani dagli archetipi del noir o del gangster movie, Drive è presentato, almeno nel trailer (guarda il trailer italiano), come un film di rapine e inseguimenti tipo Fast & Furious, ma è davvero molto di più.
A differenza dei tipici prodotti di genere Refn (che non ha neanche la patente) non si accontenta di un facile cinema ludico e permea la storia e i personaggi di un’umanità e di un romanticismo che non possono non trascinarci con loro. Così ci troviamo a fare il tifo con tutto il cuore per Driver, a voler bene a Shannon nonostante si approfitti del suo meccanico – pilota e soprattutto desideriamo che non accada mai niente di male ad Irene. Dal primo incontro proviamo per lei proprio quello che prova il protagonista.
se c'è lei mi trasformo in FAbio Concato e guido piano, poi mi prende la mano ...Drive è un film sulla seconda chanche, altro tema tipico del cinema americano. Del protagonista sappiamo solo che è arrivato a Los Angeles da qualche anno, ma possiamo intuire che per acquisire le sue doti alla guida e la sua conoscenza delle dinamiche della malavitai, qualche problemino deve averlo avuto prima di fare perdere le sue tracce. Lo stesso Shannon è stato azzoppato dalla mafia e vorrebbe riscattarsi. Il marito di Irene ha necessità di una seconda chance dopo il carcere. Ma l’europeo Refn sembra volerci dire che la seconda possibilità sia solo un’illusione e che puoi essere un professionista, un perfezionista, un sognatore, ma se il destino è in agguato non c’è scampo, meglio assecondarlo e mettersi nelle sue mani con dignità, senza paura.
Ma in fondo Drive è, soprattutto, un film sull’amore perché è l’amore il vero motore della storia, anche se si tratta di un amore di sguardi e di silenzi, un amore trattenuto che sa di non potere esplodere.

Drive è un film straordinario dove non c’è una sequenza banale o sprecata. È un film teso e romantico, con personaggi che ti entrano dentro, nobilitati da prove d’attore notevoli.

Inseguendo chiacchiere cinefile

Ma perché se Refn ha realizzato il film su commissione e se la storia è effettivamente una storia già raccontata Drive è comunque un film dell’autore Refn? Pensate che inizialmente il progetto doveva essere realizzato da Neil Marshall (quello di The Descent, Doomsday e Centurion) con protagonista Wolverine (Hugh Jackman), ne sarebbe risultata un’opera completamente diversa.

Leggendo varie critiche si possono trovare accostamenti a Walter Hill (il personaggio è evidentemente ispirato al suo Driver l’imprendibile), ai gangster di William Friedkin (soprattutto Vivere e morire a Los Angeles), alla malavita di Martin Scorsese, ma poi vengono ricordati Clint Eastwood (i suoi eroi senza nome e senza passato), David Lynch, Nicholas Ray, il Michael Mann di Strade Violente, Aki Kaurismaki (?) e tanti altri tra cui naturalmente arrivano i primi freddi e tutte le persone normali dovrebbero indossare un giubbotto dorato con uno scorpione sulla schiena e tante belle fresche macchie di sangue dappertuttoTarantino (io aggiungerei il Sorrentino di Le conseguenze dell’amore). Ma Refn non copia, il suo non è citazionismo compiaciuto. Refn ha vissuto l’infanzia a New York e suo padre era il montatore di Lars Von Trier quindi si è nutrito di cinema. E il cinema lo conosce e lo sa fare. E ci mette del suo facendo un film di gangster e macchine in cui tutto è rallentato, silenzioso. Refn non spreca una scena, rallenta il tempo, ma non perde tempo. Puntando sui contrasti, rallentando i ritmi, facendo esplodere la violenza nei momenti più romantici, mostrandoci una Los Angeles notturna che sembra congelata ma concentrando i fatti principali sotto l’accecante Sole californiano.

Qando poi si legge regista danese, si pensa subito a Lars Von Trier, ma qui siamo lontanissimi. Non tanto perché Refn non vuole proprorre nessun Dogma, ma soprattutto per come il regista di Drive ci presenta la storia e i personaggi. Al contrario di Von Trier, Refn vuole proprio bene ai suoi personaggi e ce li fa amare.

Cinema classico e realizzazione ipermoderna, scene d’azione e silenzi, romanticismo ed esplosioni di violenza: cosa vogliamo di più?

 

 

Moneyshot

La sequenza iniziale: il protagonista guida la macchina per fare scappare rapinatori dal luogo del delitto. Non è un vero inseguimento, la macchina guidata da Driver anticipa le mosse della polizia, si nasconde, si mimetizza per sottrarsi alla vista (allo sguardo) di auto ed elicotteri. Questa sequenza ci mostra subito di che pasta sono fatti il nostro eroe e anche il nostro regista. Driver è un tipo silenzioso, calmo, che sa cosa deve fare (al contrario dei due tesissimi rapinatori accucciati nei sedili posteriori), ha lo sguardo fisso e il sorriso amaro degli antieroi esistenzialisti. Non ci sono dialoghi, bastano gli sguardi, le luci di Los Angeles, i lampeggianti della polizia e la cronaca di una partita di basket per portare la tensione al massimo ed entrare immediatamente nel cuore del film.

come diceva Ambra: batte il cuore in ascensore

 

La scena incriminata

La scena dell’ascensore ha fatto storcere il naso a più di un critico (il Mereghetti per primo). [attenzione spoiler]
Nelle favole, nei film d’amore e anche in quelli di mafia, la scena del bacio segna il lieto fine, l’inizio della storia d’amoreti. Qui invece segna l’addio. E Refn la pone fuori dal tempo rallentanto la scena e concludendola con un’esplosione di violenza per qualcuno eccessiva.

Boxoffice

Drive è la seconda occasione che Hollywood ha offerto a Refn dopo il mezzo fallimento di Fear X. Ryan Gosling ha insistito per averlo e il risultato gli ha dato ragione su tutti i fronti: premio miglior regia a Cannes, critica entusiasta e anche il pubblico ha dimostrato di apprezzare alla grande il film.
A fronte dei 15 milioni di dollari di budget, Drive ha incassato oltre 30 milioni nei soli Stati Uniti. Ed ora con le uscite europee può rinpinguare il bottino. Sicuramente il regista avrà altre chance hollywoodiane.

 

 

 

 

 

 

Scopri tutti gli altri film al cinema e leggi la recensione dell’ottimo Tomboy di Céline Sciamma

Nicolas Wending Refn

Nicolas Winding Refn premiato come miglior regisgta a Cannes

 

Oltre alla biografia e filmografia di Mymovies e le informazioni complete sull’Internet Movie DataBase (IMDB), è davvero interessante leggere le recensioni

di tutti i suoi film che il collettivo di secondavisione in occasione dell’uscita di Drive.

Le recensioni di tutti i film di Refn di secondavisione

Filmografia

Pusher – L’inizio (Pusher) (1996)

Bleeder (1999)
Fear X (2003)
Pusher 2 – Sangue sulle mie mani (Pusher II)
Pusher 3 (Pusher III) (2005)
Miss Marple – Nemesi (Marple: Nemesis) (2007) – TV
Bronson (2008)
Valhalla Rising – Regno di sangue (2009)
Drive (2011)

 

Progetti futuri

 

Intanto sta completando un dramma indie dal titolo Only God Forgives sempre con Ryan Gosling, poi vorrebbe attuare il suo progetto di remake di La fuga di Logan e quindi a un film su Wonder Woman per la quale vede bene come protagonista Christina Hendricks che in Drive ha un ruolo secondario, ma una presenza fulminante.

Christina hendricks è wonder di brutto.

Christina Hendricks è wonder di brutto, peccato che in Drive le facciano saltare le cervella dopo due minuti

 

 

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