Libreria Taschini consiglia

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Libreria TaschiniDopo un’estate caldissima, tornano i consigli della nostra libreria di fiducia.

PASTORALE AMERICANA, PHILIP ROTH, Einaudi, 1997

Il romanzo americano che valse il Pulitzer al più grande scrittore vivente (ma quando il nobel?).

Nathan Zuckerman, frequente alter ego dello scrittore, ricorda e ricostruisce la vita dello “svedese”: ebreo del New Jersey staordinariamente biondo e atletico, stella del liceo e poi coscienziosamente continuatore dell’azienda familiare di guanti in pelle.

Philip Roth - 1968Sembra la perfetta favola americana: gli affari vanno bene, il matrimonio con la cattolica e irlandese ex Miss New Jersey porta alla nascita di una bella bimba ma poi arrivano gli anni sessanta e con essi le rivolte nel quartiere, ormai in mano ai neri, la figlia Mary che diventa una terrorista e in un attentato ammazza una persona e si dà alla macchia.

Nei cinque anni successivi lo svedese proverà a ricomporre il tutto ma senza risultati, le vite vanno in pezzi definitivamente sullo sfondo del Watergate.

DOVE NESSUNO TI TROVERA’, Alicia Giménez-Bartlett, Sellerio 2011

La Bartlett, autrice di gialli di grande successo con protagonista Pedra Delicado, spesso abbandona il genere per scrivere romanzi altrettanto belli.

Qui siamo negli anni ’50 tra le montagne a sud dell’Ebro, tra la Catalogna e l’Aragona, per lungo tempo, dopo la fine della guerra civile, rifugio disperato degli ultimi resistenti, dove un giornalista spiantato e un medico francese sono alla ricerca di notizie su la mitica Pastora. Donna e uomo, partigiana e bandito, datasi alla macchia per connaturata estraneità ai legami umani, accusata di ogni genere di delitto, per anni braccata invano dalla ferocia della Guardia Civil del Generale Franco, fu realmente protagonista di imprese ardite e divenne un personaggio della leggenda popolare.

MIA SUOCERA BEVE, Diego De Silva, Einaudi 2011

Le nuove avventure dell’avvocato Vincenzo Malinconico alle prese questa volta con un sequestro ripreso dalle tv in cui viene coinvolto come difensore d’ufficio di un boss della camorra. Il tutto condito da considerazioni, divagazioni, satira dei nostri tempi, dialoghi efficaci, filosofia spiccia: una lettura piacevole.

Io, se volete che vi dica come la penso al riguardo, fondamentalmente invidio le persone come mia suocera. Quelle che vanno per evidenza e priorità. Che sbrigano faccende. Che risolvono la molestia delle giornate tristi con un’alzata di spalle. Che credono che l’anima esisterà pure, ma non per questo bisogna affondarci il naso dentro. Che non prendono così sul serio i propri pensieri, e quindi non stanno continuamente a ripensarli, rifinirli, modificarli, ritrattarli.

Perché io, al contrario delle persone come Ass, sono succube delle cose che penso. E magari le pensassi una volta per tutte. I miei pensieri vanno e vengono dalla mia testa con una libertà, una promiscuità, una tale ostinazione nell’impedirmi di prendere una sola decisione veramente convinta, che mi debilita avere a che fare con loro. Sono delle gran troie, questa è la verità. Vorrei che la piantassero di usarmi come un albergo, farsi consolare e assistere dopo che se ne sono andati a combinare cazzate in giro. Che una buona volta si accontentassero e mi restassero fedeli.

Se dovessi indicare il principale dei miei difetti, quello di cui più avverto la ricorrenza nei rapporti che instauro con gli altri, direi che è la mia tendenza a rimuginare.

Io rimugino tantissimo. Quando cammino. Quando lavoro. Quando mi diverto. Quando mi compiango. Quando faccio l’amore. Soprattutto quando non lo faccio.

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Cosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    Finalmente ritornano gli ottimi consigli della Taschini. Peccato solo che avrei voluto avere La suocera che beve sotto l’ombrellone

    Rispondi

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