Il blues si mette la spina (parte II)

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Quando i primi bluesmen si ritrovarono nelle grandi città, dopo l’esodo di massa verso il Nord dei contadini neri, il pubblico doveva fare un bel casino [leggi la 1ª parte della storia del blues]

Cominciarono perciò ad amplificare chitarre e armoniche, ad utilizzare basso e batteria e ad aumentare il volume: il blues attaccò la spina e diventò elettrico!

La maggior parte dei musicisti che compaiono in questi video nacquero nelle campagne del sud degli Stati Uniti (Mississippi, Tennessee e posti del genere, pieni di cotone) ed erano immigrati di prima generazione verso le grandi città del Nord. Alcuni, come Muddy Waters (nella foto) e Sonny Boy Williamson, facevano anche parte della generazione dei bluesmen tradizionali e avevano registrato musica acustica prima del blues elettrico. Chicago è l’epicentro di questo movimento, il luogo dove si fece la migliore musica del primo blues elettrico e dove vide la luce quello stile che più tardi avrebbero seguito la maggior parte dei musicisti blues e succedanei, da Eric Clapton ai Rolling Stones o Led Zeppelin.

John Lee Hooker – Blues Hobo
John Lee Hooker è la cosa più vicina ad un bluesman della prima ora, con una chitarra elettrica. E’ stato un modello per musicisti africani come Ali Farka Touré, probabilmente per la “africanità” del suo blues mentre per Miles Davis era “l’uomo più funky vivente” (quando era vivo … e chissà cosa volesse dire..). Già vecchio e pronto per la pensione, tornò ad essere il numero 1 nelle classifiche di mezzo mondo, registrando un gran disco intitolato “Mr. Lucky” dove suonavano Santana, Van Morrison e molti dei suoi seguaci. Ma il meglio delle sue incisioni (come questa) risale agli anni ‘50 e ‘60, dove canta il blues autentico con i suoi occhietti di fronte al negozio di gamberi e granchi.

Muddy Waters, Got My Mojo Working
Il signor “Acque Fangose”, che aveva un altro nome, ma scelse questo, ci racconta qui come usa il voodoo mettendoci tutto il suo impegno lascivo, però non gli funziona. Il pezzo è registrato dal vivo ed ha un suono strano… In realtà, credo che la canzone sia ripetuta due volte, ma con una diversa selezione di immagini. Per me è da vedere più volte, se non altro per i primi piani sul pubblico e i balletti di musicisti e spettatori. Al piano c’è Otis Spann che poi ci canterà qualcosa.

Sonny Boy Williamson – Keep it to Yourself

Nel blues ci sono stati due Sonny Boy Williamson e questo è ricordato per secondo, anche se era il più vecchio dei due … sfortuna!…cominciò ad incidere canzoni più tardi…Tutti e due suonavano l’armonica ed erano dei grandi, i migliori. Questa registrazione, a più di 65 anni, senza denti e attaccato alla sua bombetta, è stata realizzata in Inghilterra, in uno dei tour che i musicisti di Chicago fecero in Europa nei primi anni ’60. Qui Sonny Boy Williamson era nei suoi giorni di gloria, circondato da ragazzini che lo adoravano (The Animals, The Rolling Stones) e giunse a scrivere canzoni nelle quali confessava che ciò che voleva era vivere a Londra. Fate attenzione al suo tocco di armonica “a piena guancia”.

Sister Rosetta Tharpe, Didn’t It Rain
Anche qui siamo in Inghilterra, il pianista la presenta tranquillo, lei arriva in carrozza, come una signora, la portano in braccio sul palco… e poi si sveglia la bestia. Che forza!!

Big Joe Turner – Oh Well, Oh Well
Il primo cantante rock and roll. Quello che cantava Big Joe Turner negli anni’30 era esattamente ciò che cantarono poi i cantanti bianchi negli anni ’50, solo molto meglio (ascoltatelo anche qui). Quando è stata registrata questa performance (anche questa in Europa) erano quasi 30 anni che Big Joe incideva canzoni. Sembra che sviluppò il suo modo di cantare lavorando da “cantante-cameriere”, urlando i suoi blues mentre distribuiva birra

Ruth Brown – Mama He Treats Your Daughter Mean
Un’altra voce portentosa. Che energia! Canzone impressionante, fantastico il gruppo.

B.B. King – Varie
Ecco BB King, il giorno in cui mise la testa nella friggitrice prima di andare a registrare per la TV. Questo è probabilmente il momento migliore di B.B. (anche gli anni immediatamente precedenti), quando ancora conservava la maggior parte del suo impressionante registro di voce e aveva perfezionato al massimo l’inconfondibile suono della chitarra.

Howlin ‘Wolf – How Many More Years
Il “Lupo Ululante” aveva una voce soprannaturale, ed era anche un grande armonicista. Prima della canzone fa un discorso nel quale spiega cos’è il blues: fondamentalmente è come sentirsi uno straccio calpestato da ogni tipo di disgrazia.

Big Mama Thornton – Hound Dog

La “Grande Mamma” (in senso letterale…) con Buddy Guy alla chitarra, canta il “Cane da Caccia”. Forse l’altezza alla quale mette l’elastico della gonna ha qualcosa a che fare con la potenza del suo diaframma.

Otis Spann – Ain’t Nobody Business
Otis Spann era il pianista dei migliori dischi di blues di Chicago e un grande cantante. Purtroppo morì giovane nel 1970, quando ancora era nel pieno della sua carriera. Qui canta e suona un pezzo incredibile.

Etta James – Something’s Got A Hold On Me
Etta James visse e cantò come una selvaggia, un modello per Janis Joplin e gente del genere. L’improbabile parrucca (sembra un pollo!) che porta in questo video non riesce ad oscurare la voce prodigiosa di questa pioniera del Soul e di tante altre cose.

[contributo della rivista catalana El Criteri gemellata con L'Undici]

[traduzione dallo spagnolo di Gian Pietro 'Jumpi' Miscione]

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