Ex-po (1.Il resto del Carlino)

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Come tutte le sere mi siedo al bar.
Il mio è un bar particolare perché è aereo.

Se ne sta appollaiato sul fianco di una collina da dove si vede non troppo distante un lago lungo 70 km e largo 20, si vede una catena di montagne in lontananza dopo la pianura. Si vede il sole da quando sorge a quando tramonta. Non è una caso se i longobardi 1300 anni fa decisero di piazzarci una pieve. Solitaria nel suo sole sempre.
La sera scende una bella brezza fresca dai monti più in alto che dà ristoro dopo il lavoro.

 

11 racconti, come scatti fotografici in serie, sincopati, per nulla fluidi, sono lo sguardo attraverso uno schermo. Il nostro modo di vedere il mondo, mediato ed esposto. Eppure l’esperienza li ha prodotti, o dovremmo dire ri-prodotti. È cosí che, oltre la linea d’ombra, ci accorgiamo dell’essere umano nell’epoca della sua riproducibilitá tecnica.

 

Il rito serale del dopo lavoro è quel polmone d’aria che ci salva e permette di frapporre “qualcosa” fra te, casa tua, i tuoi affetti e quello che c’è là fuori.
Al bar trovo Renzo. Si sta per risposare con sua moglie che viene dalla Serbia.
- Ti risposi?
+ Sì… I serbi non sono venuti tutti a maggio.. Ora mi vogliono là, in paese, e ci saranno tutti tutti…
Mentre lo raccontava aveva gli occhi a palla, sembrava dovesse rovesciarli al’indietro
- Renzo! Stai bene?
+ Si si…è che sarà qualcosa di enorme, dovrò bere per tre giorni di fila e non riesco a dormire, anche se ormai parto stanotte…
- Renzo, ma c’è qualcosa che non va?
+ No, no.. niente..
- Renzo!
Renzo si avvicina come a cercare di superare il tavolino che ci divideva, abbassa la voce e con fare nervoso tocca il bicchiere bagnato di condensa della sua birra.
+ Carlino
- eh!?
+ Carlino!
- Carlino che??
+ shhtttt!!!!! parla piano!…
- Dai Renzo, mi pare una seduta spiritica! Carlino cosa!?
+ Carlino è morto!
- Renzo! O sei fatto! O sei pazzo! O mi stai coglionando!! Carlino è qui dietro!!
+ No! Carlino è morto davvero!! a qualcuno devo dire come è andata….l’ho ucciso io!!
E nel dirlo vedo che gli viene come un coccolone..un singulto e dentro di me penso che il buon vecchio renzo ce lo siamo giocato.
- Ascolta Renzo, va tutto bene! Vvattuttto molto bene!! non preoccuparti! È vero, ti devi risposare, ma andrà tutto bene!
+ Ma allora non mi credi! Non c’entra il matrimonio! È Carlino… Lo vedi Carlino?
- Si che lo vedo! È qui dietro!! sta giocando con la sig.rina Anastasi. Come tutte le sere!!
+ Non è Carlino!
- E cosa è Renzo? Un extraterrestre che ha preso le sembianze di Carlino? Siamo all’invasione degli extracorpi Renzo? È resident evil!!!?? Dobbiamo scappare??
+ Lo vedi che sei stronzo? Lo vedi? Carlino lo ho ucciso io due ore fa….ero di fretta eee…bum!
Mima il botto sbattendo le due mani e facendo “bum” con la bocca…al che vedo che la sig.rina Anastasi di 80 (circa….) ha come un sobbalzo. E guarda Renzo. E Renzo la guarda.
- Renzo! Renzo! Houston chiama Renzo: rispondi!
+ Te l’ho detto! Venivo su di fretta. Le curve, le solite curve e me lo sono trovato lì…all’angolo morto della curva…l’ho centrato.
- Cosa?!
+ E si è rotto! È andato in mille pezzi!!! ma se la Anastasi non se la toglie quella assurda abitudine di dare 40 metri di filo al guinzaglio riavvolgibile del suo cane cosa ci posso fare io!!! eh???
- Calmati Renzo…
+ Aveva iniziato ad agitarsi e mi faceva pena,  ma qualcosa di sensato stava emergendo da quell’intrico se ne stava seduta all’ombra. Lì al giardinetto e dava corda al Carlino manco fosse un marlin in mezzo al pacifico!! e Carlino vai!! corri Carlino! Corri che sei libero!! Attraversa la strada Carlino, fai pure mio Carlino!  E la Anastasi continua a dare corda al Carlino e a parlare con le altre amiche dentro il chiostro longobardo. E lì arrivo io, con l’auto: giro, sono di fretta, Marika mi aspetta per il matrimonio, devo andare in Bosnia partendo la domenica con bollino nero, le code, l’esodo d’agosto…faccio la curva e BUMMM !!
+ La anastasi sussulta ancora come per un antico trauma e lo guarda fisso con occhio svenevole
+ Lì per lì sono tranquillo. Vedo solo il guinzaglio, come una lenza di un pesce enorme che fuoriesce da sotto l’auto. Davanti a me vedo Luigi.
- Luigi chi?
+ Il figlio della Linda
- Luigino
+ Sì, Luigino… che mi guarda e ride a crepa pelle. Ride forse per la mia faccia? Ride forse per la posa ridicola di carlino? Non so perché ride. Poi però la Anastasi preme il riavvolgitore del suo guinzaglio da pesca. In quell’istante Luigino smette di ridere e si mette a piangere, ininterrottamente. Lì capisco che è successo un disastro. Un vero macello. Una tragedia. Scendo dall’auto.
Renzo inizia a sbarrare gli occhi in preda al terrore, e si mette  muoversi con concitazione mimando se stesso che guarda Luigino che piange e lui che scende dalla macchina e BUMM! Mima l’attimo in cui vede quello che rimane di Carlino. A pezzi continua a dire. In mille pezzi. Quello che mi preoccupa di più è che la Anastasi e lui continuano a guardarsi con occhiate rapide e cariche di elettricità…penso a un certo punto che i due mi stiano prendendo per il culo. Carlino incluso…
+ ma tu capisci!! in mille pezzi manco fosse un cane di terracotta, o un cane di balsa!! pezzi dappertutto e lugino che corre a casa piangendo. La anastasi che chiama “Carlino! Carlino! Vieni dalla tua mamma!” e riavvolge i 40 metri di lenza, senza Carlino. Io non lo ho fatto apposta! + Porca miseria!! volevo far qualcosa, ma il guizaglio si stava riavvolgendo troppo in fretta…E alla fine mi affaccio al cortile con le bifore, e faccio solo in tempo a vedere la Anastasi che mi guarda attraverso il collare. Vuoto. E sviene senza nemmeno fiatare. Le sue amiche urlano, io vado in paranoia, non so che fare.
- E chi è allora questo Carlino?! Non è Carlino?!
+ Aspetta che continuo… allora corro al bar. Racconto tutto ai pensionati delle 16 (il bar fa i turni per fasce sociali) e urlo che si trattava davvero di un’emergenza, e  che dovevano correre al canile in cerca di un cane di razza “Carlino” che tanto sono tutti uguali a Carlino giù al canile! Subito dico, subito!!!! E due di loro mi chiedono la foto sbiascicando qualcosa tra le litrate di vino rosso e corro allora dalle amiche della Anastasi, mi danno il portafoglio e tiro fuori la ovviamente foto di carlino. Dopo 45 minuti due vecchi tornano su con un clone di carlino che essendo di razza Carlino è anche  abituato a farsi chiamare Carlino.
+ È uguale. E questa è davvero l’unica cosa che davvero conta in tutta questa storia . Alle 19 entro in casa della Anastasi. “buona sera sig.rina Anastasi, le ho riportato Carlino. Mi scusi ma per la botta era scappato”.
+ La anastasi mi guarda perplessa. C’è un attimo di sospensione, mi scruta poi si decide e prende in braccio “Carlino” e mi dice “meno male che lo hai trovato ragazzo”. In quel momento la brezza fresca stava diventando fredda e la Anastasi, puntuale, si alza, e Carlino la precede come sempre trattenuto dal guinzaglio lenza, di un tre metri buoni. Tutti la salutano e tutti salutano Carlino “ciao Carlino, ciao, ciao Carlino”
- Renzo, ma quanti sanno che Carlino non è Carlino?
+ Qualcuno sì, qualcuno no……ora vado che domani devo risposarmi.

 

 

 

 

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