Marinda meets Emanuele Berardi

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La copertina di Luna di Lenni di Emanuele BerardiMarinda ha incontrato Emanuele Berardi, l’autore di Luna di Lenni, uscito alla fine di febbraio per la Round Robin. Ne è uscita un’intervista molto Undici e molto Emanuele Berardi

Qualcuno si chiederà Berardi, chi era costui? Perché L’Undici in generale e Marinda, in particolare, ci parlano di lui? La risposta è che L’Undici è un luogo dell’anima dove si incontrano persone che amano leggere, scrivere, esprimere opinioni o semplicemente condividere interessi. Siam tutti un po’ autori e lettori de L’Undici. Lettori in generale.
Emanuele Berardi è un amico de L’Undici, che ha esordito con un suo romanzo, che io sto leggendo e mi piace. Scusate, non credo di aver nessun titolo per giudicare l’esordio letterario di un giovane cervello in fuga. Non voglio imporre nulla. Non è obbligatorio che chi scrive cose degne di essere lette sia tenuto ad essere anche una persona gradevole e disponibile. In questo caso, oltre ad ospitarlo volentieri, posso dire che è stato un piacere sia leggerlo che conoscerlo.

Marinda racconta Emanuele Berardi in 11 righe

Emmanuele ar Tibburtino terzo c'è cresciutoRomano, classe 1977, vive e lavora in Belgio.
La biologia è il suo mestiere, la scrittura la sua passione.
Non ha problemi tricologici:
vanta una bella testa di capelli ed una barba piuttosto incolta.
Non ha problemi di idee: in questo suo romanzo d’esordio si parla di
futuro, fratelli, amici, studenti, cani, madri, università, ambiente, musica punk, Roma, degrado, campagna bolognese.
Mentre il Belgio non conosce estate,
Emanuele Berardi sta già scrivendo un’altra storia

Web: Pagina dell’editore su “La luna di Lenni”

Luna di Lenni in 11 righe

Emanuele Berardi – Luna di Lenni
Round Robin editrice, pag. 132
Prezzo € 13.-
eBook € 4,99

Un giovane autore ha dato vita a un racconto brillante, acido, autoironico.
Un romanzo nato tra la periferia romana e una campagna bolognese che fiorisce ancora secondo stagione.
Un viaggio che accompagnerà il lettore dentro cortei di manifestanti organizzati, amori scoordinati e grandi romanzi del ‘900.
Un viaggio scandito tra accordi sporchi di musica punk, alcol e arresti.
Un percorso a ritroso che sposta le lancette su come eravamo, cosa facevamo.
Un linguaggio spedito racconta le angosce di ragazzi in ammollo dentro ambienti malati.
E sullo schermo di un vecchio televisore scorrono, senza tempo, inquietanti immagini di liquidatori al lavoro sul tetto della centrale nucleare di Chernobyl.
Un romanzo ecologista, di militanza, variegato come la vita.

11 domande 11 da Marinda a Emanuele Berardi

1- se tu fossi un film – un libro – una canzone – un’opera d’arte – quali saresti?
Paz! (Renato de Maria, 2002). Film ispirato ai fumetti di Andrea Pazienza. Una storia in bilico tra esami, amore, pazza gioventù e militanza politica. Un film divertente, imperfetto. In Paz! ci sono piccoli gioielli sonori come “Io sto bene” degli allora C.C.C.P. I personaggi strampalati raccontati in Paz! andrebbero volentieri a farsi una birra con quelli descritti nel mio romanzo. Che bevuta ragazzi!

2 – la città dove vivere e la città in cui morire
Roma-Roma (trama ciclica) passando però per numerosissime altre tappe ma senza l’ingombro della macchina fotografica dentro lo zaino.

3 – prossimo libro che leggerai e quello che non leggerai mai

Il prossimo sarà Pennacchi, è già sul comodino. Quello che non leggerò mai (per intero) è la Bibbia. Mi dispiace per mio padre, me la faceva leggere da ragazzino, poi ho smesso… una “storiella”.

 

4 – il libro che vorresti aver scritto tu e quello che non potresti scrivere mai

emanuele è davvero fotogenico

Una guida Routard, vanno fortissimo. E poi Pinocchio, perché dopo Pinocchio, il legno, intendo la materia “legno”, non è stata più la stessa. È capitato più o meno a tutti i bambini. Ve la ricordate quella canaglia di un burattino? E la fata turchina? Il Mangiafuoco, il grillo… Ecco, un’altra volta. Con Pinocchio è sempre così; si comincia a sognare ad occhi aperti e si va lontano. Pinocchio è quel genere di storia che chiunque avrebbe voluto scrivere e nessuno potrà più farlo perché è un pezzo unico. Fortuna che Collodi ci sia riuscito, altrimenti il tavolo, la sedia e un ciocco di legno sarebbero stati per sempre solamente un tavolo, una sedia e un ciocco di legno.

5 – in un mondo stupido, la creatività è legata alla calvizie: scegli una folta chioma o la vena creativa?
Considerata la meravigliosa descrizione dell’abbazia ne “Il nome della rosa” o l’incredibile ingenuità dei cafoni di “Fontamara”, l’impossibilità dunque di arrivare solo a pensare certe vette letterarie del genere, ben vengano i miei lunghi capelli. Certo è che ultimamente, da quando mi sono trasferito in Belgio, ne sto perdendo molti dietro lo studio di certi modelli biologici. Fortuna che quando spengo il microscopio ed esco dal laboratorio c’è sempre qualche bella storia scritta che aspetta di essere letta.

Estratto – Undici righe a caso da Luna di Lenni

Quando l’inferno spalancò le finestre, comparve un orizzonte pieno di colonne di fumo nero e parabole di lacrimogeni. Un’Alfa Trentatré col motore a tavoletta e le sirene spiegate zigzagò tra i manifestanti fino ad impattare contro la folla. Scattò il finimondo.
Calci, bestemmie, pugni agli sportelli ai fanalini ai vetri.
Un assalto alla diligenza in piena regola. Lì dentro stavano morendo di crepacuore, si erano accucciati sui sedili, fatti piccoli come creature, coperti la testa con le palette, ma nessuno di loro aveva tirato fuori la pistola, perché dopo Genova queste cose non si potevano più fare…

Ringrazio Emanuele Berardi per la disponibilità e per essersi perfettamente integrato nello stile leggero che caratterizza ogni mio scritto.

Fontamara, però non è di Berardi

6 – in un mondo perfetto pensi ad una

compagna/compagno ideale e subito questi suona alla porta per passare con te il resto dei vostri giorni. Chi è?
Daniela, la mia compagna che, senza aver mai studiato giurisprudenza, mi ha sempre tirato fuori dai problemi. Con lei vivo nel migliore dei mondi possibili.

7 – non potresti sopravvivere senza…?
Cane, moto, carta e penna. MARINDA SI CHIEDE: …e Daniela?

8 – ti fanno il malocchio e puoi scongiurarlo solo pubblicando una biografia che mai avresti voluto scrivere.
In questa strabiliante biografia non autorizzata, Berlusconi, pentito di tutti i peccati commessi, maledice il suo passato e si ri-ti-ra a vita privata. Ah dimenticavo, ora l’ex presidente paga un canone d’affitto agevolato per un monolocale popolare nel quartiere Magliana di Roma.

Leuven è come Venezia: è bella ma non so se ci vivrei...9 – per salvare il mondo da una fine certa, ti obbligano a rinunciare ad un cibo o una bevanda per te fondamentale. Siamo tutti salvi perché tu hai rinunciato a …?
Siamo tutti salvi perché sul pianeta terra non si trova nemmeno più un sorso di birra. Salvo poi scoprire che il latte di capra (bevuto di mattina e a stomaco vuoto) è anche peggio di qualsiasi altra bevanda alcolica.

10 – la parola preferita e la parola detestata
Da ragazzino mi faceva ridere il termine “barbabietola”. La maestra diceva: “barbabietola da zucchero…” e io a scompisciarmi dal ridere. Ora detesto il termine “Teocrazia”, una forma di governo mai pienamente uscita di moda.

11 – sottoponi Lenni alle stesse domande.
Impresa difficile questa, considerando che da quando ho afferrato questo foglio Lenni non è stato mai un momento in silenzio.

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