Vacanze fuori luogo: la Svizzera

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Guglielmo Tell è svizzero

Con tutti i posti belli che abbiamo in Italia, con tutti i posti esotici che ci sono nel mondo, con tutto il mare, la montagna e l’arte a portata di voli low cost è possibile andare in vacanza in Svizzera? Vi risponde chi da 9 anni passa le classiche ferie d’agosto al Festival del Film di Locarno.

LA SVIZZERA È UNA NAZION

Frank Oz a Locarno

Il regista Frank Oz a Locarno

Se uno deve fare le ferie in agosto (e se è italiano è molto probabile) e non vuole trovarsi in una spiaggia sovraffollata e invivibile, in una città afosa e deserta, o in cima a una montagna fuori dal mondo esiste la soluzione perfetta pochi chilometri oltre il confine italiano: il Festival Internazionale del film di Locarno.
Locarno è sulla sponda svizzera del Lago Maggiore, è all’estero ma si parla italiano quindi anche i più gnurantoni si troveranno a proprio agio; è fuori dalla comunità europea ma all’interno del trattato di Schengen per cui pochi controlli (se portate un pacco di soldi non vi chiedono niente, anzi …) ed è sufficiente la carta d’identità; non si è in Italia ma la cucina è praticamente lombarda, arricchita da grigliate di

carni svizzere da far invidia al Sud America. Non si è in montagna (Locarno è appena 200 metri sopra il livello del mare), ma sulle rive del Lago Maggiore ai piedi delle verdissime e fresche Alpi Svizzere: Locarno e le sue vallate (Valle Maggia, Valle Verzasca, Centovalli, Onsernone …) offrono quindi tutto ciò che si desidera da una vacanza in montagna: il fresco dei boschi; escursioni di tutti i livelli per trekking o mountain bike; oltre al lago ci sono torrenti balneabili e cascate e tutto il resto.

Rose Mc Gowan e Robert Rodriguez. Il vestito di Rose parla chiaro: a Locarno fa fresco

Rose Mc Gowan e Robert Rodriguez. Il vestito di Rose parla chiaro: a Locarno fa fresco

La Svizzera, si sa, è ricca, quindi può permettersi di mantenere vive e intatte le sue valli e le sue montagne che quindi possono ancora offrire piccoli paesini integri in cui le strade, le case e i ritmi sembrano essersi fermati a qualche secolo fa.
“Ok”, direte voi, “e allora? Qui in Italia troviamo sicuramente tutto questo e senza bisogno di dare soldi agli svizzeri che non ne hanno neanche bisogno”
L’obiezione non è sbagliata ma nelle prime due settimane di agosto c’è qualcosa che fa la differenza ed è appunto il Festival del Film di Locarno.

IL FESTIVAL È DEL FILM

All’obiezione che in Italia ci saranno circa tremila festival cinematografici per tutti i gusti provo a rispondere entrando nel dettaglio.

La lezione di cinema di William Friedkin al pubblico di Locarno

La lezione di cinema di William Friedkin al pubblico di Locarno

Già il nome ufficiale “Locarno Film Festival” ci dice chiaro che al centro del festival non c’è genericamente il cinema o i tappeti rossi o le chiacchiere, ma ci sono appunto i film. E ce ne sono tanti (nel 2010 furono 213 lungometraggio e 64 tra corti e video). Nei vari spazi dedicati al Festival ci sono film per tutti i gusti per soddisfare i palati più cinefili.
Niente blockbuster e poche star americane, ma la possibilità di vedere film provenienti da cinematografie marginali che rise

rvano spesso piacevoli sorprese e che difficilmente possono essere visti altrove. Oppure opere prime di registi europei magari poveri di mezzi ma ricche di idee. Stesso discorso per film o documentari, magari prodotti dalla RAI, ma che difficilmente vedremo in televisione.
Per chi desidera una programmazione più mainstream ci sono restrospettive o premi speciali che offrono proiezioni di film più conosciuti e la presenza di autori di cinema d’essai. E soprattutto ci sono le serate in Piazza Grande.

gli innamorati in piazza grande

GLI INNAMORATI IN PIAZZA GRANDE

Susan Sarandon splende più di un pardo d'oro

Susan Sarandon splende più di un pardo d’oro

Piazza Grande è la piazza di Locarno che durante il Festival diventa una grande sala all’aperto con 8.0

00 (ottomila) posti seduti ed un maxischermo di 26 x 14 m (quello di Piazza Maggiore a Bologna è circa 20 metri)). La cornice è uno spettacolo e anche registi affermati come Wim Wenders o Ken Loach o Terry Gilliam non nascondono la loro emozione a trovarsi di fronte ad un pubblico così grande e appassionato. È qui che si tiene anche  la premiazione finale, davanti a tutto il pubblico.
Tutte le sere sono proiettati uno o due film, sia anteprime che opere di qualche autore premiato.Il programma di Piazza Grande è pensato per andare incontro ai gusti di un pubblico più vasto, ma comunque cinefilo che risponde con il suo amore per il cinema riempiendo per 4 o 5 ore le non comodissime poltroncine anche nelle serate martoriate dalla pioggia (anche se in caso di pioggia le proiezioni si fanno anche al chiuso dell’auditorium Fevi di giorno riservato ai film del concorso

wim wenders e il suo pardo d'oro

Wim Wenders e il suo pardo d’oro

internazionale).

LE IMPRONTE DEL LEOPARDO

Sir Antony Hopkins a Locarno

Sir Antony Hopkins a Locarno

Il simbolo del festival è il leopardo, per cui insegne, manifesti, gadged sono sempre leopardati. Basta seguire le tracce del leopardo per ritrovarsi immersi nel Festival. Oltre alle macchie del leopardo poi manifesti, locandine e cartoline dei film tappezzano le pareti delle sale o i muri della città trasformndo Locarno nella città del Festival.

L’ex direttore artistico Fredric Maire diceva che Locarno è uno dei sei festival cinematografici più importanti del mondo. “Quindi è il sesto” gli ribattevano. Al che lui spiegava che Cannes o Venezia sono fuori portata per budget, che il Festival coreano di Busan è il più importante per il cinema asiatico, poi ci sono Berlino e il Sundance che hanno le loro peculiarità, ma è il Festival di Locarno quello che ha più pubblico. Se la crisi ha portato via un po’ (comunque pochi) spettatori, le presenze  restano comunque attorno alle 150.000 (centocinquanta mila) persone. E sono infatti queste moltitudine di  appassionati a fare la differenza.
Locarno è piccola (poco più di 15.000 abitanti) e gli spazi dedicati al Festival sono disseminati a macchia di leopardo (appunto) per cui ci si trova costantemente immersi in un flusso di appassionati  con badge leopardato al collo, con l’imprescindibile catalogo del festival e con il quotidiano del festival distribuito gratuitamente, il Pardo News, sottobraccio.

anche ken Loach ha tenuto la sua lezione

Anche ken Loach ha tenuto la sua lezione

I protagonisti (registi, attori e invitati a vario titolo) si calano volentieri nell’ambiente dando vita a dibattiti all’aperto che sono partecipatissimi. Memorabili quello di un Nanni Moretti fluviale sotto la pioggia o di William Friedkin che racconta le riprese di Il braccio violento della legge o il casting de L’Esorcista, o Valeria Golino che viene sopraffatta dall’energia del bimbo coprotagonista del suo film (La guerra di Mario).
Quindi può capitare di stare in pizzeria al tavolo vicino a quello di Toni Servillo e famiglia, di incrociare Dario Fo’ e Franca Rame, o Bud Spencer ed Ermanno Olmi che passeggiano o Gabriele Salvatores e Gigo Alberti al bar della Sala Stampa che è aperto al pubblico. Oppure è facile stare in fila per entrare ad una proiezione ed accorgersi di avere accanto un regista o un attore di un film che si è visto il giorno prima e che ora restano al Festival a fare ciò che gli piace di più: guardare un bel film.

il manifesto dell'edizione 2011

 

IL FESTIVAL 2011

Il Festival come da tradizione si conclude il sabato più prossimo al ferragosto (ma la domenica ci sono le proiezioni dei film premiati e il film per bambini in piazza grande) per cui quest’anno si terrà dal 3 al 13 agosto.
La presentazione del programma è prevista per il 13 luglio, al momento ci sono poche anticipazioni:
Ci sarà una retrospettiva su Vincent Minelli, un Pardo d’Onore ad Abel Ferrara (oltre alla proiezioni di alcuni suoi film terrà una masterclass).
È poi prevista la premiazione del produttore americano Mike Medavoy con la proiezione di alcuni film da lui prodotti come Qualcuno volò sul nido del cuculo (1975) di Milos Forman, Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola, Balla coi lupi (1990) di Kevin Costner e Shutter Island (2010) di Martin Scorsese.

 

LA SVIZZERA VERDE

la cascata di foroglio, in valle maggia

la cascata di foroglio, in valle maggia

Dopo le sviolinate mi corre l’obbligo di avvertire i lettori su un paio di controindicazioni, che altrimenti il 16 agosto mi scrivono lamentandosi che glielo potevo dire:
1. se Svizzera è verde un motivo c’è (è lo stesso motivo per cui sono verdi l’Irlanda o la foresta amazzonica): è probabile che si prenda un po’ di pioggia. Un regista iraniano di cui non ricordo il nome (e comunque vi direbbe poco) alla premiazione del suo film raccontò che era rimasto incantato ammirando le diverse centinaia di persone che erano rimaste sedute in piazza a guardare il film nonostante imperversasse il classico temporale alpino estivo, che questo amore per il cinema l’aveva davvero emozionato. Ecco amare il cinema ed esserne ricambiati è meraviglioso, se possibilmente lo si fa da asciutti è anche meglio e comunque a parte le serate in Piazza, tutti i film sono proiettati in sale chiuse (e con l’aria condizionata)
2. Un paio di anni fa con un euro ti davano 1,6 franchi svizzeri. Ora te ne danno 1,2. Diciamocelo chiaro non si faceva i signori prima e non si sarà dei pezzenti nel 2011. I prezzi sono paragonabili ai nostri (per la benzina e le birre anche di meno) ma certamente bisognerà prestare più attenzione quando si fanno i conti.

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    Non ci sono file interminabili, e non ci sono ingressi per privilegiati (a parte per i registi e attori che presentano sempre il loro film): si sta ad aspettare in fila in attesa che termini la proiezione precedente. Intanto puoi discutere coi tuoi vicini del meraviglioso film kazako che hai appena visto.

    Per gli alloggi: sì, anch’io per risparmiare un po’ vado sempre qualche chilometro fuori Locarno. Poi prendo il trenino (la mitica Vigezzina).

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  2. Mero tricio

    Una originale maniera per giustificare lo sbordellamento in Svizzera. Ci proverò con mia moglie, per scucirle un week-end da solo a vedere film iraniani e discettare di piano sequenza con gli amici. E bravo Gigi!

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  3. Giorgio Giovagnoli

    Anch’io sono stata attratta dalla vacanza fuori luogo di cui parla GIGI e cioè LOCARNO,anzi meglio “IL FESTIVAL del cinema di LOCARNO”. E cosi il 7 agosto prossimo partiremo – io, Giorgio, Gabriella e Alberto- per ….Monte Bre, un monte incombente su Locarno dove abbiamo trovato miracolosamente posto dopo giorni di ricerche e di equivoci sull’esistenza nelle camere dei servizi igienici. Abbiamo scoperto che gli svizzeri intendono per servizi igienici la doccia o la vasca da bagno e non il WC e tanto meno il rarissimo – in Europa- bidet che sono quasi sempre situati nei corridoi e usati in comune.
    A meno che non si prenoti in hotel a 4 oppure 5 stelle non prima di aver acceso un mutuo per pagare l’albergo.
    Siamo ansiosissimi di fare una full immersion nel mondo del cinema senza red carpet, interminabili file, sempre preceduti da ineffabili personaggi con il cartellino penzolante al collo che permette loro di andare dovunque. Dopo il 14 agosto invieremo a d 11 il nostro “servizio” da Locarno.
    Peggy

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