Undici film de chevet dal Festival di Locarno

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la magia del cinema in piazza grandeUn assaggio di film de chevet visti a Locarno tra il 2003 e il 2010, per capire in breve cosa ha recentemente offerto il Festival

 

 

 

    1. Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primaveraPrimavera estate autunno inverno e ancora primavera di Kim Ki Duk (2003). È grazie al festival di Locarno che l’Europa ha scoperto il grande regista coreano. Questa storia sospesa nel tempo ha conquistato il pubblico del Festival e poi tutti i cinefili.
    2. Private di Saverio Costanzo 2004. Vincitore del concorso internazionale nel 2004 l’esordio di Costanzo sorprende per la forza e la sincerità. A causa Nove vite di donnadell’insediamento di una colonia ebraica, una famiglia palestinese si vede la casa invasa da soldati israeliani. La convivenza nella casa come quella nella stessa terra, sarà una strada impraticabile.
    3. The Bourn Supremacy di Paul Greengrass (2004) con Matt Damon La saga de Jason Bourne è affezionata al Festival. Il secondo episodio, il migliore dei 3, ha il successo che merita sia al Festival che al box office.
    4. Nove vite da donna di Rodrigo Garcia 2005.Vincitore del concorso internazionale questo film racconta in 9 pianosequenza di 9 minuti ciascuno la storia di nove donne. Alcuni episodi sono davvero straordinari.
    5. La guerra di MarioLa guerra di Mario di Antonio Capuano (2005): Un bambino in affido mette alla dura prova le certezze della coppia borghese formata da una straordinaria Valeria Golino e da Andrea Renzi. Un bel film da recuperare purtroppo ignorato dalla distribuzione italiana.
    6. Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck (2006). Straordinario film ambientato nella Germania comunista. Vince il permio del pubblico e poi l’oscar come miglior film straniero.
    7. Planet Terror di Robert Rodriguez, 2007. In seconda serata, in Piazza Grande l’horror grottesco di Rodriguez lascia un po’ basito il pubblico abituato ad altri generi. Ma alla fine (all’una e mezza di notte) scrosciano gli applausi.She, a chinese
    8. Hairspray di Adam Shankman. (2007) Con John Travolta, Michelle Pfeiffer, Christopher Walken, Amanda Bynes, James Marsden. John Travolta diserta il Festival, ma la protagonista di questo musical sui generis conquista il pubblico con la sua energia.
    9. Mar Nero  di Federico Bondi (2008) Con Ilaria Occhini, Dorotheea Petre, Pietro di Daniele GaglianoneCorso Salani. Un’anziana costretta alla convivenza con una ragazza rumena. Le due donne imparano a conoscere l’altro. Il film dimostra come per il cinema italiano sia possibile avere uno sguardo diverso da qullo salottiero e radical chic che va per la maggiore.
    10. She, a chinese di di Xiaolu GUO (2009). La storia di una ragazza cinese travolta dallo sviluppo forzato e frenetico del suo paese emigra a Londra nella speranza di un mondo più umano. La regista già autrice poliedrica di documentari e romanzi ci offre un racconto in parte autobiografico che ci apre gli occhi su un mondo a noi così lontano. Vince meritatamente il pardo come miglior film. Purtroppo non distribuito in Italia.
    11. Pietro di Daniele Gaglianone (2010) Gaglianone racconta la periferia emarginata di Torino come il cinema italiano riesce a fare sempre più raramente. Un bel film duro e sincero e lontano dalla patina politicamente corretta di molto cinema italiano.

BONUSNanni Moretti se la ride col film quiz
Nel 2008 Nanni Moretti per la retrospettiva a lui dedicata ha portato in anteprima a Locarno il suo filmquiz, cioè un video di una ventina di minuti in cui il regista fa riverimenti a 40 film. Il giuoco consisteva appunto nell’interpretare gli indizi morettiani ed indovinare i titoli dei film. Il pubblico e Nanni in sala si divertirono moltissim. Quest’anno con l’uscita di Habemus Papam, Moretti ha pubblicato sul suo sito il video, promosso un nuovo concorso e pubblicato i risultati

Il sorriso di Corso Salani a LocarnoBONUS 2

Confini d’Europa di Corso Salani (2008) A Locarno non era raro incrociare il sorriso di Corso Salani. Nel 2008 il regista aveva presentato il suo progetto sulle terre di confine europee: “Ceuta e Gibilterra”, “RIO DE ONOR” , “Imatra”, ‘Talsi”, “Chisinau” e “Yotvata”. Lo sguardo attento di Corso ci racconta che nonostante la globalizzazione esistono anche in Europa terre di confine che sono ancora luoghi incontaminati, dove si concentrano attrazioni naturalistiche, contraddizioni sociali e peculiarità geografiche. Un progetto ambizioso e riuscito che si è visto anche a Fuori Orario su Rai 3. Nel 2010 il Festival ha omaggiato il regista scomparso pochi mesi prima.

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