Verdi e Azzurri tutti uguali

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Siete sotto l’ombrellone e sfogliate le pagine del quotidiano sperando di scoprire la verità, di gettarvi alle spalle anni di verità nascoste e di ipocrisie. George Clooney è davvero gay?
E invece vi trovate Bossi che nega di essere stato a conoscenza dell’articolo “salva-Fininvest”, o Calderoli che prova a smerciare come una vittoria leghista il rifinanziamento alle missioni militari italiane. La Lega ha il mal di pancia. Forse si è abbuffata troppo. Scoppia l’estate e l’Italy Holiday Resort intrattiene i vacanzieri con la sua consueta dose di scandali, gossip e melodramma politici. Una simpatica consuetudine che oramai si tramanda da diverse generazioni.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, tramontata l’era epico-eroica di imperialismi fascisti, resistenze partigiane e grandi padri della ricostruzione e costituzione, ci si è rassegnati allo standard dei cacciatori di poltrone, voltagabbana o – per dirla con un neologismo – Responsabili.

 

La Lega però no, non era così. Il famoso “partito di protesta” nacque picconando, scagliandosi contro Roma Ladrona, denunciando – seppur con toni razzistici – conflitti sociali che erano già reali e che la sinistra non voleva vedere. Insomma, la lega parlava con la pancia ed era una voce che molti nordici (e non solo) ascoltavano.

Ne è passata di acqua sotto i Pontida, e adesso “la Lega che parlava con la pancia” è una “Lega col mal di pancia”. Mal di pancia quando accetta e vota il rifinanziamento delle missioni all’estero, mal di pancia quando vota le norme per salvare il “culo flaccido” (cit. Minetti, 2011) di Silvio Berlusconi, mal di pancia quando vota compatta e presente la legge comunitaria e poi si accorge che il governo viene battuto alla Camera perchè mancano in 43 del PDL.

 

Certamente trattasi di mal di pancia a carattere intestinale, visto quello che le cravatte verdi hanno prodotto in questa agonizzante legislatura, che previdibilmente agonizzerà ancora felicemente fino alla fine del quinquiennio.
Hanno prodotto, ad esempio, il salvataggio delle province. Non so che lavoro tu faccia, caro lettore, ma dimmi quante volte, da quando sei nato, sei andato alla sede della Provincia, rispetto ai servizi comunali (es. anagrafe, ICI…) o magari a quelli regionali (edilizia scolastica, protezione civile, previsioni del tempo).
Hanno prodotto, altro esempio, un coraggioso taglio ai costi della politica, dalle auto blu agli stipendi dei ministri, ai finanziamenti dei partiti, un giusto accompagnamento alle lacrime e sangue chieste al popolo. Peccato che il taglio diventi effettivo (forse) solo dalle prossime elezioni.
Stavano per produrre la norma salva-Fininvest (in cambio del blocco delle multe delle quote latte), ma non lo sapevano. A voi la scelta, se sia peggio infilare una norma del genere o che i ministri di riferimento (incluso Tremonti) non conoscessero i contenuti della Finanziaria.

 

Forse la Lega non ha perso le elezioni comunali e i referendum (massì che li ha persi!), ma in molti fino ad un paio di giorni prima erano pronti a scommettere che sarebbero stati proprio i leghisti a raccogliere i cocci del PDL.

Il tanto decantato federalismo rischia di essere un boomerang, quando i sindaci e presidenti regionali (ah, anche quelli provinciali) si ritroveranno in mutande per i tagli di Tremonti e non potranno far altro che alzare le tasse. Non sarà aprire un’inutile e finta succursale di ministero a Monza e buttare altri soldi pubblici a guarire il mal di pancia vero, quello del Popolo del Nord.

Perchè è successo?
Volenti o nolenti, i leghisti sono “italiani come noi”. A Maroni non dispiace il ruolo di politico equilibrato. Le poltrone, tutto sommato, sono comode. A Roma non si sta così male. Lo aveva detto Bossi che la Lega “ce l’aveva duro”, quindi ben vengano Miss e festini (vedi ‘leggende’ su Bossi Sr.), ben vengano i danari dell’Expo 2015, magari mettendo nella stanza dei bottoni un ragazzino “nepote” pluriripetente che si contende le donne con Balotelli (attenzione, questa è una pura falsità, vedi ‘leggende’ su Bossi Jr.).

Nel ‘remake’ di Ecce Bombo, ecco la scena finale. Un bar della provincia veneta, un irsuto militante leghista appoggiato al bancone. Entra un avventore, rivolto al barista, guarda i titoli della Padania, scuote la testa e dice: “Noi italiani siamo fatti così… Verdi, azzurri… alla fine tutti uguali”. Il militante esplode, reagisce, si scaglia verbalmente e fisicamente contro l’avventore… “Ma chi è che sta parlando? Te lo meriti Beppe Grillo, te lo meriti… Beppe Grillo!”

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Chi lo ha scritto

matzeyes

Nato nei favolosi anni settanta, si sente scienziato (e incredibilmente lo pagano come tale), romantico, padre sapiente, nostalgico, sognatore (ad litteram), scrittore, giornalista, teorico della cospirazione, giocatore di baseball, cittadino del mondo (più d'Europa), anticonformista, rivoluzionario di sinistra, vero cattolico. In realtà è solo un (po') coglione, ma almeno è anche lui un fondatore de l'Undici.

6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. kiki

    Senza contare, gigennarì, che il grande sviluppo imprenditoriale del nord post-unitario lo si deve ai capitali dei latifondisti meridionali, spoatati al nord per intercessione di Giolitti econ l’intermediazione del sistema bancario italiano. “Noi al nord abbiamo l’acqua da sfruttare con le centrali idroelettriche, le fonderie ecc.., voi al sud avete i capitali che servono. Perché non investite i capitali al nord in cambio di un potere (mafioso) da feudatari nellke vostre lande?”

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  2. Gennari' 'o munnezzaro

    Faccio il verso, faccio il verso….e neanche solo ai cammorristi, ma a tanta “brava gente” che chiagne e fotte (e paga i cammorristi per farlo). Le altre persone li lasciano fare, perchè è una jungla. Come ha detto il nuovo sindaco di napoli “I napoletani non si fidano delle istituzioni”. Se lo dice il sindaco, stiamo a posto, i soliti lo prendono dietro e altri ci marciano. Salvo poi tutti andare a protestare per l’assenza dello stato (celebri le manifestazioni di protesta dei contrabbandieri).

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  3. Jeremy Bentham

    Puoi spiegarmi cosa significa “Le imprese che portano i rifiuti al sud mi danno tanti soldi a me, e non se ne fotte nessuno”? Lo scrivi per fare il verso ad un camorrista o lo dici perché ti riferisci ad una tua diretta esperienza? Nel primo caso hai interpretato benissimo la mentalità di un camorrista, quindi chapeau per la tua prova di sintesi in un’unica battuta. Nel secondo caso non interpreti ma sei un camorrista de O’Sistema.
    Attendo gentilmente un chiarimento.

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  4. Gennari' 'o munnezzaro

    Bhe, il sentimento serpeggia al nord perchè ha vere basi, ed è vero che senza il sud il nord Italia sarebbe come la germania o piu.
    Le imprese che portano i rifiuti al sud mi danno tanti soldi a me, e non se ne fotte nessuno.
    Sono curioso di sapere dove si indirizzerà questo sentimento quando quello zombie di bossi e il partito farsa lega faranno plof!

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  5. Jeremy Bentham

    E senza contare il fatto che il nostro Ministro degli Interni Bobo Maroni ha una condanna confermata dalla Cassazione per resistenza a pubblico ufficiale, cioè, come ripete spesso Beppe Grillo, per aver morso uno stinco di un poliziotto. La Lega è il mirabolante bluff di un uomo – Umberto Bossi, degno erede del Peter Sellers di “Oltre il giardino” – che ha saputo sintetizzare la protesta in un sentimento che serpeggia al Nord. La semplice equazione: senza di loro (i terroni) noi saremmo il più forte Stato dell’intera Europa. In parte vero a giudicare dal Pil di Lombardia, Piemonte e Nord-Est messi insieme. Ma, tanto per fare un esempio, dove, le gloriose imprese padane, hanno messo i loro rifiuti? Sono sotterrati in qualche landa della Campania dopo aver inquinato le falde acquifere. La verità è che la Lega è nata sì come un partito di protesta, una forza popolare (e, personalmente, nutro il massimo rispetto verso i suoi elettori) ma coniugata secondo i verbi della Prima Repubblica. Verbo: tangere. Ovverosia tangenti. Fu uno dei partiti che usufruirono della maxitangente Enimont, lo dimostra la condanna definitiva di Bossi, e secondo queste premesse non si può costruire un futuro Paese. Personalmente sono contento di meritarmi Beppe Grillo.

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