Gli uomini preferiscono le Ruby

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La trama della pellicola “Gli uomini preferiscono le bionde” (“Gentlemen prefer blondes”, USA/1953) può essere così riassunta: ci sono una ninfomane tranquilla (Jane Russell) e una bionda scema (Marilyn Monroe) su una nave che va dall’America alla Francia che passano tutto il tempo a caccia di uomini.
Per la prima “basta che respirino”, per la seconda “basta che abbiano un grosso conto in banca”. Dal principio alla fine la Monroe non fa altro che provare ad intortarsi qualche riccone e a pensare a tutti i gioelli che potrà regalarle. Il resto, a cominciare dai sentimenti, non ha alcuna importanza. Va benissimo anche il vecchio bavoso e laido incontrato al bar, perché è il padrone di un’enorme miniera di diamanti in Sud Africa. Non si tratta di miei opinioni sul film, è letteralmente così.

Marilyn è tutt’altro che stupida, ma – nel film come nella vita – “fa la stupida” perché sa che questa è la maniera per raggiungere il suo unico scopo nella vita: stare accanto a un uomo ricco e potente che – in cambio di moine e attenzione e in definitiva del suo corpo – le doni soldi e gioielli. La filosofia della Monroe è sublimata nella celeberrima canzone “Diamonds are a girl’s best friend” (i diamanti sono i migliori amici di una ragazza”) [clicca qui per il video] nel cui testo e coreografia – ripresi da Madonna nell’altrettanto significativa “Material Girl” – ella dichiara esplicitamente che i baci e l’amore non servono a nulla dato che “non pagano l’affitto”, mentre le ragazze devono invece badare solo a ciò che conta sul serio: soldi e gioielli. Per avere i quali devono usare le loro armi: tette, culo e smorfie da bambolina.

La pellicola si conclude con un faccia a faccia tra Marilyin e il ricco padre dell’uomo che lei è riuscita ad incastrare. Di fronte all’accusa di lui di voler sposare il figlio solo per i soldi, lei candidamente risponde: “Certo, è proprio così! Se lei avesse una figlia non sarebbe contento di vederla sposare a un uomo ricco? E cosa si augura per suo figlio? Una moglie brutta o bella? Così come lei la preferisce bella, io lo voglio ricco”. Il padre non può che darle ragione e il film si conclude con una bellissimo (e ricchissimo) matrimonio ed il più classico dei “vissero felici e contenti”. Applausi e si torna a casa con il sorriso sulle labbra.

Rivedendo recentemente il film – nel tempio del radical-chic di sinistra (Piazza Maggiore a Bologna) dove il pubblico si divertiva ed applaudiva le gesta di Marilyin – la storia me ne ha ricordata un’altra più vicina e recente…un’altra vicenda nella quale una ragazza bella ed “intraprendente” si concede ad un vecchio ricco e bavoso in cambio di soldi e danaro…Anche a voi viene in mente qualcosa?…

Lasciamo perdere il codice penale, gli abusi nella cosa pubblica e le limitazioni alla libertà individuale, non è questo il punto. Il punto è: perché consideriamo Marilyin una donna scaltra e intelligente che sa prendersi ciò che vuole e invece Ruby una povera vittima, o peggio una squallida prostituta, immagine stessa del degrado femminile? Capisco che Marilyn Monroe sia l’archetipo stesso del mito e quindi inviolabile, ma se Ruby svilisce la condizione della donna, perché il raffinato pubblico di sinistra bolognese non giudica allo stesso modo la pellicola “Gli uomini preferiscono le bionde”? Siamo sicuri che Ruby non abbia agito esattamente per le stesse ragioni di Marilyn, ossia perché quello era ciò che desiderava e ha scelto di essere e fare? E se fosse vero che “gli uomini preferiscono le Ruby” e “le Ruby preferiscono i ricchi (anche se vecchi e bavosi)” e questa è una visione del mondo altrettanto valida di altre e quindi da non biasimare?

La questione che provocatoriamente pongo è duplice: in primo luogo, siamo certi che il giudizio su Ruby (o per esempio sulle donne che portano il velo islamico) non sia influenzato da un’egocentrica visione del mondo per cui ciò che noi crediamo giusto debba essere giusto per chiunque? E da pregiudizi ideologici che ci impediscono una visione libera e quindi onesta della vicenda e che – nella fattispecie – fanno obbligatoriamente coincidere Ruby con ciò che la donna non deve essere? In secondo luogo, non sarà che proiettiamo sulla vicenda-Ruby altre questioni e altri problemi che hanno invece una ragion d’essere in altri contesti (quello politico ed elettorale), nei quali non siamo capaci di affrontarli efficacemente?

Nel film, l’impressione è che Marilyn abbia in mano il giuoco e i vecchi bavosi siano sue vittime raggirate. Al contrario nella vicenda-Ruby il nostro giudizio è totalmente opposto. Sorge il dubbio che commettiamo l’errore di concentrarci eccessivamente sul vecchio bavoso (se Ruby è una vittima, qualcuno ha ascoltato qualche voce seriamente preoccupata del suo destino?). Se il vecchio laido fa male il suo lavoro, forse è più utile ed intelligente focalizzare la nostra attenzione su questo e non fare confusione, sparando “ad alzo zero” su tutto ciò che lo riguarda.

Anche nei puritani Stati Uniti, la commistione tra pubblico e privato sembra essere molto più importante per i politici che per gli elettori e un politico implicato in uno scandalo sessuale che faccia però bene il suo lavoro, ha ottime probabilità di essere rieletto [clicca qui per leggere un interessante articolo del New Yoker a riguardo]. Perché – appunto – ciò su cui è necessario concentrarsi nel bene e nel male è soprattutto il suo lavoro. Forse perciò sarebbe meglio considerare la circostritta vicenda-Ruby con uno sguardo più simile a quello con cui guardiamo il film di Marylin e riconoscere che ci sono cose più importanti di cui parlare.

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. giorgiostia

    Scusi, non ho capito, ma anche Marylin era minorenne…? O lei vorrebbe cancellare anche il reato di pedofilia? Se dei bambini vogliono vendersi a vecchi bavosi chi siamo noi per giudicare?? Questa sarebbe la nuova morale?

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  2. Gigi

    Manca una cosa fondamentale su Marylin: i suoi film finiscono con un inizio: matrimonio, viaggio di nozze, un bacio appassionato (tranne il suo ultimo, Gli spostati attorno alla ‘solita’ Marylin c’è un incombente alone di morte) e lasciano ben sperare. La sua vita che come dici era simile a quella dei suoi personaggi è finita in un altro modo. Poi su Ruby hai perfettamente ragione: è solo un diversivo per parlare di figa invece che di politica

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