Caro amico ti (in)scrivo (al PD)

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Avevo un amico…pronto a fantasticare: cambiare il mondo

avevo un amico…ora è riformista

avevo un amico comunista

avevo un amico…ora è democratichichichichino

avevo un amico che sognava il ruolo nella rivoluzione

avevo un amico…ora sogna un ruolo in una Regione

avevo un amico che amava far canzoni e bere vino

 

avevo  un amico…ora salmodia nomine, Enti e trucchi di bilancio

 

avevo un amico che diceva si oppure no

 

avevo un amico… ora dice non dico di no (tradiz. De Gasperi)

 

avevo un amico per cui Gasparri era un idiota

 

avevo un amico…ora Gasparri è un politico che non stima

 

avevo un amico che cantava la bambina portoghese

avevo un amico…ora confonde la colonna sonora di Via col Vento con quella di Bruno Vespa

 

avevo un amico che diceva di essere partito verso l’isola non trovata

 

avevo un amico..ora è (di)Partito

 

avevo un amico che cantava Don Raffaè
avevo un amico..ora indossa un cappotto cammello

avevo un amico…era bello favoleggiare insieme

 

avevo un amico…ora la sua favola è simile ad un conto cifrato

 

avevo un amico…ci indignavamo insieme e quello serviva alla nostra vita

 

avevo un amico…ora lui serve la sua vita

 

avevo un amico…una strage di Stato, Cristo!, è una strage di Stato

 

avevo un amico…ora diciamo che esistono delle ragioni ultime, esiste la Ragion di Stato

 

avevo un amico…piangere era un modo per far fuoriuscire se stessi

 

avevo un amico…ora piangere, lo fa solo chi non osserva, valuta, medita

 

avevo un amico…i nervi, la rabbia e il cuore erano l’ammirazione

 

avevo un amico…ponderare e riflettere con il filtro delle bugie fa di te un uomo, fa di te uno Statista

 

avevo un amico…pronto a difendere il suo sbaglio

 

avevo un amico…ora è semplicemente necessaria ogni sua idea e posizione

 

avevo un amico…andare era l’andare di Sal e Dean (On the Road by Jack Kerouac)

avevo un amico…si va dove si trova una poltrona con incise le nostre iniziali

 

avevo un amico…parlava con negri, puttane e randagi

 

avevo un amico…dialoga con avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi

 

avevo un amico…in questo pazzo pazzo pazzo mondo farà carriera, dirà sempre la cosa giusta e ringhierà saggezza ed equilibrio recensendo l’ultimo libro sul petrolio al tavolo dei relatori piduisti, e giudicherà ogni domanda come una risposta sciocca e scontata

 

avevo un amico…in questo pazzo pazzo pazzo mondo io mi siederò a contare i fallimenti, a spulciare la esile  vita futura e ogni volta, ogni cristo che conto sul calendario, mi alzerò di nuovo e non mi arrenderò, con la faccia, ormai, modellata dai risentimenti

 

 

 

Avrò vinto io

 

poiché sorrideremo

 

di nascosto

 

io per le sue vittorie

 

lui per i miei minuscoli raggiungimenti

 

e alla fine, quando ci siederemo

 

sulle nostre dune

 

ci guarderemo

 

come due cani invecchiati

 

in una spiaggia deserta

 

 

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Chi lo ha scritto

Jeremy Bentham

Jeremy Bentham (pseudonimo di Bernardo Bassoli), 33 anni, nato a Roma il 5-12-1980, vive la sua infanzia e e la sua adolescenza nella vicina Latina, terra di paludi e di gomorre. Si laurea discutendo una tesi di semiotica sul semiologo Christian Metz (suicidatosi per aver studiato troppo) e da lì comprende quanto la sua mente sia contorta. Fino ad ora le città nelle quali ha vissuto sono cinque: Latina, Roma, Londra, Milano e Berlino. Al momento lavora come traduttore di testi; il suo sogno è di vivere a New York o a Boston, solo perché lì ci sono i Celtics, oppure in Giamaica oppure, ancora, nell’Africa Nera ("ma non sono Veltroni!").

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