Una questione di (Euro) orgoglio

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Oggi, 11 giugno, grande manifestazione a Roma per l’Euro Pride, la manifestazione dell’orgoglio LGBT. Correte, partecipate, è una questione di orgoglio (e di diritti)

Come anticipato un anno fa, questa volta è Roma ad ospitare l’Europride, la manifestazione dell’orgoglio LGBT organizzata dalle associazioni italiane a favore del riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali e transessuali, con il sostegno delle associazioni Europee che hanno collaborato e sponsorizzato l’evento in tutta la UE (segnalo in particolare Amnesty International che quest’anno festeggia i 50 anni di attività per la salvaguardia dei diritti umani).

 

E Roma dal primo Giugno ha accolto volontari ed eventi culturali con l’obiettivo di sensibilizzare una città che nell’ultimo anno è salita agli onori della cronaca per un’ondata di violenza omofobica, che ha avuto come ultima vittima il deputato lesbica Paola Concia con la compagna Ricarda. La stessa Concia nell’ultimo anno ha più volte provato a far passare in Parlamento una legge che preveda una pena aggravante per questo tipo di reati. L’ultimo tentativo (che consisteva in una mera recezione di un provvedimento del Parlamento Europeo) è stato boicottato dalla maggioranza il 19 maggio, ossia due Giorni dopo la giornata Mondiale contro l’omofobia, durante il quale lo stesso Presidente della Repubblica si è espresso a favore di questo tipo di provvedimenti. Questi atteggiamenti discriminatori, che provengono anche direttamente dal Governo (si pensi a Giovanardi che ha dichiarato recentemente che aziende come Ikea, che si dichiarano a favore delle famiglie omosessuali, compiono atti contro la Costituzione e sono da boicottare, o allo stesso Presidente del Consiglio, che spesso fa battute poco felici su gay e lesbiche durante i propri interventi).

 

In un clima in cui sembra quasi aver fatto dei passi indietro sulla lotta del riconoscimento dei diritti in Italia, fanalino di coda della UE assieme alla Grecia per quanto riguarda i diritti delle le persone omosessuali e transessuali, l’importanza di una manifestazione di questo tipo, seppur tra mille polemiche interne ed esterne alle associazioni stesse, è palese a molti.

 

Ed è proprio di un paio di giorni fa l’annuncio che al termine della marcia dell’11 Giugno, al Circo massimo, assieme ai rappresentanti delle associazioni e ai (pochi) politici, salirà sul palco Lady Gaga.
La cantante nell’ultimo anno si è battuta apertamente per le cause LGBT negli Stati Uniti (ad esempio facendosi portavoce, assieme al presidente Obama, della richiesta di abolizione del “don’t ask, don’t tell”, la legge che impediva ai militari di dichiarare la propria omosessualità, in quanto «porterebbe un inaccettabile rischio all’alta morale, all’ordine, alla disciplina e alla coesione che sono l’essenza della potenza militare»).

 

Grazie all’interessamento in prima persona dell’ambasciatore Americano in Italia, David Thorne, (già protagonista di campagne per la difesa dei diritti degli omosessuali e transessuali, e portavoce di un’amministrazione Obama che si sta dimostrando molto attenta all’argomento a livello mondiale), l’Europride potrà contare su un nome forte e impegnato, che si spera porti in piazza molte persone (già prima dell’annuncio dell’ambasciata ci si aspettava un milione di presenze), ma soprattutto l’attenzione dei media, che vedono solo l’aspetto festaiolo e “amorale” di una manifestazione che vuol parlare di valorizzazione della diversità con musica, colori e accettazione di sè, con una tradizione che va avanti ormai da decenni.

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Max Keefe

    Ci sono andato e ho portato anche la famiglia. C’era un’atmosfera molto allegra, molto disinvolta, senza aggressività e senza volgarità. Beh, qualche cattolico non avrà gradito le scritte contro il Vaticano ma, del resto, se il vaticano vuole restare nel medioevo, poi non si lamenti se viene attaccato. C’era un fiume di persone che non ha smesso di scorrere fino al circo massimo. Una partecipazione colossale.

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