Ti piace vincere facile (left version)

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Gli Undici ingredienti che un partito di sinistra deve avere nella sua ricetta per vincere a mani basse le prossime elezioni

 

 


 

    1. Berlusconi è finito, ma non come ripetono da 18 anni gli editoriali di Repubblica, è finito per raggiunti limiti di età. Questo significa che anche l’antiberlusconismo ossessivo compulsivo si può mandare in pensione. Difficoltà: difficile (in molti campano su questo)

 

    1. Dopo anni di esaltazione del “facciamo un po’ come cazzo ci pare” gli italiani si stanno accorgendo che alcuni valori fondandi di una politica di sinistra non sono poi così obsoleti, soprattutto in tempo di crisi: equità sociale, solidarietà, rivalutazione della cosa pubblica (scuola e sanità in primis), rispetto delle regole … Difficoltà: facile (puntare su questo dovrebbe venire naturale)

 

    1. Dal 1921 ad oggi in Italia a vincere le elezioni sono sempre state le gerarchie ecclesiastiche e Confindustria. Una sinistra moderna deve essere in grado di conciliare laicità dello stato con i valori sociali della Chiesa, la libertà e lo sviluppo delle imprese con la tutela dei diritti dei lavoratori. Difficoltà: molto difficile (Da una parte e dall’altra ci sono blocchi ideologici difficili da superare e la ricetta di mettere insieme Emma Bonio e Paola Binetti o l’operaio Thyssen con Calearo è stata un fallimento)

 

    1. Il mitico Federalismo non si sa bene cosa sia, ma a forza di ripeterlo tutti gli italiani si sono convinti che sia cosa buona e giusta. Ora il copyright è della Lega Nord, ma in origine furono proprio i partiti di sinistra a lottare per il decentramento e le automie. Avere il coraggio di riappropirarsi dell’idea e di metterla in pratica in una maniera meno cialtrona ed egoista. Difficoltà: facile (un po’ ci si è già convertiti)

 

    1. L’immigrazione è un problema o per lo meno gli italiani lo sentono come tale, soprattutto le fasce più deboli. Continuare a dire che il problema non esiste significa che l’unica risposta è quella populista e xenofoba della destra e quindi consegnare alla destra milioni di voti e al paese false soluzioni. Difficoltà: medio (basta aprire gli occhi e superare vecchie teorie terzomondiste, stereotopi da salotto o generalizzazioni buoniste)

 

    1. Il messaggio delle ultime amministrative è arrivato chiaro:
      1) dove si fanno scelte chiare e condivise dalla base aumenta la partecipazione e con essa le probailità di vittoria
      2) evitare alleanze eterogenee. Si ha un’identità, delle idee, dei programmi, lasciare che altri si avvicinino senza corteggiare o rincorrere chi impone compromessi.”Diceva bene il presidente dell’uno che diventa due, ma non per questo il 51 si trasforma in 52
      3) se nei comuni dove amministra la sinistra il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo arriva quasi ovunque al 10% un motivo c’è (non fare finta di niente). Difficoltà: adesso facile, il difficile è tenerlo presente per i prossimi due anni

 

    1. Inviare una lettera minatoria a tutti i mezzi di informazione, dalla carta stampata, alle televisioni, ai network radiofonici, ai blog con scritto che se pubblicheranno interviste, lettere o interventi di Massimo D’Alema o Walter Veltroni o Rosy Bindi verranno querelati per diffamazione grave e saranno richiesti diversi milioni di euro per i danni causati. Difficoltà: medio (il sentimento contro le cariatidi del partito è consolidato, ma quelli hanno ancora un grosso potere nell’apparato)

 

    1. Essere moderati non significa credere moderatamente in quello che si fa: schierarsi, prendere posizione, non stare lì a guardare. Soprattutto quando è facile, come per gli imminenti Referendum. Difficoltà: sembra facile (ma la paura di perdere qualcuno per la strada e la smania di visibilità dei mille peones negli ultimi anni ha sempre fatto sì che ad una voce seguissero diversi controcanti che nei fatti bloccavano qualsiasi iniziativa)

 

    1. Piantarla con il benaltrismo (se si parla di un problema o, meglio, se lo si affronta, il problema è quello) e con i veti a qualsiasi iniziativa (NO TAV, NO discariche, NO inceneritori, NO pale eoliche, NO locali aperti in città …) l’immagine della sinistra che chiacchiera in contrapposizione alla destra che fa è perdente in partenza. Difficoltà: medio (le lezioni avute dovrebbero avere insegnato qualcosa, ma non è detto)

 

    1. Ci sono amministratori capaci e volti nuovi e credibili: dare spazio a questi e toglieredi mezzo intrallazzoni, vecchie cariatidi della politica e gente compromessa che questi per un voto che portano almeno 2 li fanno perdere. Difficoltà: medio (a parole la volontà c’è, ma come sempre chi ha il potere farà di tutto per mantenerlo)

 

    1. Se la parte avversa rimarrà quella di adesso si può anche fare a meno di attuare i 10 punti sopra che si vince lo stesso. Difficoltà: dipende dagli altri, meglio darsi da fare con i primi 10 punti.

 

 

Leggi gli undici ingredienti di destra (right version)

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    sono d’accordo con te, Caro Kiki, nel senso che tu hai espresso meglio il concetto: è più la paura di fare un torto alle gerarchie ecclesiastiche che non la loro influenza sui Cattolici (che non sono un monoblocco che risponde in maniera pavloviana agli stimoli dei capi).

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  2. kiki

    Tutte giustissime tranne la n. 3 che riformulerei così:
    3.Dal 1921 ad oggi in Italia (…). Una sinistra moderna deve essere in grado di ACCORGERSI CHE IL POTERE DI INDIRIZZARE IL VOTO DELLE GERARCHIE ECCLESIASTICHE IN REALTA’ E’ SOPRAVVALUTATO. ORMAI GLI UNICI A CUI NON FREGA UN CAZZO DI “ADESSO COSA DIRA IL VATICANO” SONO GLI ELETTORI CATTOLICI. Un po’ di coraggio, e vedrete che se il progetto è credibile, che la Chiesa ci si schieri contro terrorizzerà i politici, ma non certo gli elettori

    Rispondi

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