L’erezione di Pisapia

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Giuliano Pisapia (Milano, 20 maggio 1949)

Il problema è storicamente e apparentemente insormontabile: cosa fare quando accompagni a casa in macchina una ragazza dopo la prima sera e ancora non è successo nulla? Un bacino sulla guancia? Spegni il motore e aspetti che accada qualcosa? La accompagni fino al portone sperando ti dica di salire? Le dai appuntamento in biblioteca il giorno seguente? Macchè! La ricetta è molto più semplice e me la confidò un mio caro amico qualche tempo fa: “E’ facile: devi tirarglielo fuori!”.
La volgare, ma innegabile praticità del suggerimento mi generò dubbi e tormenti. L’incapacità antropologica di metterlo in pratica mi era causa d’invidia e, allo stesso tempo, lasciava irrisolta la cruciale questione: come concludere con le ragazze in quella classica circostanza? Inoltre, proprio per distanziarmi e non misurarmi con la rozzezza “machista” del mio amico, mi convincevo che era invece necessario e conveniente raccontarsi e parlare lungamente, attendere con delicatezza il momento propizio, evitare di apparire troppo concentrati sul sesso, utilizzare l’espressione: “Sei una bella persona”….

Come si è comportato Berlusconi negli ultimi quindici anni? Esattamente come suggerito dal mio amico: “lo ha tirato fuori”. In maniera volgare, grossolana, irrispettosa, ma “lo ha tirato fuori” e (anche) per questo “ha concluso”. Perché un gesto del genere, ossia – fuor di metafora – un tipo di politica aggressiva, fuori dalle regole e dagli schemi, suscita – tra le altre cose – una indubbia sensazione di sicurezza e potenza negli interlocutori, sia per il gesto in sé, sia perché esso suppone una totale assenza della più grande paura dell’uomo: non raggiungere l’erezione (che – anche per questa dimostrazione di sicurezza – viene invece puntualmente raggiunta).

Così, di fronte all’esibito membro di Berlusconi, c’è chi ne è rimasto affascinato e chi invece lo ha scelto per mancanza di alternative: perché – alla resa dei conti – siamo fatti per accoppiarci e per farlo occorre un membro in erezione. Come si è comportata la sinistra negli ultimi anni? Di fronte alla volgare esibizione sessuale berlusconiana, è rimasta totalmente spiazzata: non ha fatto altro che condannare questa maniera di comportarsi, finendone ossessivamente vittima, incapace di proporsi come convincente alternativa in grado di “copulare”. La ovvia verità è ad un certo momento bisogna “tirarlo fuori”, perché altrimenti non ci si accoppia. Per volersi distinguere ad ogni costo da Berlusconi, la sinistra si è invece mossa come non volesse mai giungere a quel momento cruciale, finendo per nascondersi dietro discorsi inconcludenti, dimostrazioni d’insicurezza e di confusione, sempre timorosa di non scontentare nessuno e volendosi accattivare le simpatie di tutti e facendosi delle grandi “seghe mentali” (immagine quanto mai appropriata…). La politica della sinistra è stata sempre direttamente o indirettamente guidata dalla sfacciata tracotanza di Berlusconi, che ha sortito – fra l’altro – il risultato di istillare nei suoi avversari il terrore di essere incapaci di raggiungere l’erezione e di infilarli in un circolo vizioso: ho paura di essere impotente e quindi evito ogni situazione in cui questa paura possa rivelarsi realtà e questo comportamento mina la sicurezza in me stesso e ciò aumenta la mia ansia e la distanza con i miei potenziali partners, così da amplificare la mia paura, ecc. ecc. In estrema sintesi: Berlusconi andava in giro con il coso di fuori, mentre la sinistra dava la chiara impressione d’essere impotente.

Poi è arrivato Pisapia…che ha compreso come l’atto di “tirarlo fuori” non debba essere necessariamente e “berlusconianamente” volgare e rozzo. Ma anzi: lo si può fare in maniera dolce, tenera, intelligente. In altre parole: un’altra erezione è possibile; basta…essere se stessi…non avere paura di ciò che si è e di ciò che si pensa, rivendicare la propria identità e valorizzare le proprie qualità, senza paranoie, senza dover ossessivamente guardare cosa fanno gli altri, paragonandosi a loro e avendo paura di non essere all’altezza delle aspettative. Là fuori è certamente pieno di ragazze (o ragazzi) che non vogliono qualcuno che “lo tiri fuori” alla maniera berlusconiana, ma vogliono però qualcuno che sia se stesso! E che ad un certo punto – cristosanto! – “lo tiri fuori”!

Pisapia si è chiaramente distanziato da Berlusconi, ma allo stesso tempo non lo ha inseguito ad ogni costo, né si è fatto dettare l’agenda dai suoi deliri: ha piuttosto costruito un suo percorso concreto e indipendente, fondato su problemi e proposte reali. Tornando alla metafora sessuale: non ha avuto timore di raggiungere l’erezione perché quello è l’obiettivo ultimo, e proprio per questo l’ha raggiunta! La benedetta erezione di Pisapia!

Di fronte a qualcuno che propone un’erezione alternativa, è Berlusconi a ritrovarsi con le armi spuntate. Perché il suo “tirarlo fuori” viene smascherato per ciò che è: un comportamento tracotante che nasconde in realtà l’incapacità di proporre altro. Per questo ciò che Berlusconi potrà fare, farà e sta già facendo è “tirarlo fuori” in maniera ancora più svergognata e sgradevole, convertendosi da personaggio volgare, ma “macho” in un maniaco sessuale che “se lo pasticcia” di fronte a tutti, generando pena e ribrezzo. In conclusione: la bruciante sconfitta alle ultime amministrative accelera il vortice d’aggressività e violenza ossessiva di Berlusconi, ma anche il suo declino perché anche in un paese moralmente devastato come l’Italia, i maniaci sessuali fanno schifo.

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8 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Su Berlusconi se ne sono dette troppe!

    @Christian&Jumpi: a me quel lurido Porco di Berlusconi non piace…a me piace Ignazio la Russa…..lo dico solo per farmi prendere a schiaffi!!!!! :|
    Ma daaaaaaaaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!
    Articolo molto simpatico, però penso che di solito si finisce col parlare di sesso quando le idee intelligenti si sono esaurite…ossia, lo censuriamo o no a sto B.? che non se ne parli più!
    Rispetto alle vostre riflessioni sull’essere e il dover essere…ragazzi non dedicateci troppo tempo alle vostre seghe sennò rischiate che le rispettive fortunate vanno a cercarsi qualcun altro che le “schiaffeggi”, a qualunque razza e categorie esse appartengano!

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  2. Christian

    È indubbiamente un bel pezzo, non concordo su alcune cose, ma è franco e prova a dire quel che è e non quel che dovrebbe essere. Finalmente.

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  3. Christian

    Analisi decisamente sbagliata, perchè parte da un presupposto sbagliato: esistono donne a cui i maniaci sessuali fanno schifo.

    Ora, da questo punto di vista esistono due tipi di donne: le tr**e (mi autocensuro, non si sa mai qualche anima pia…) consapevoli e le tr**e inconsapevoli.

    Le prime sostanzialmente si accettano per quel che sono, sanno che per natura il maschio alfa le attrae, non hanno velleità da pseudo-intellettuali o da pseudo-alternative e quindi per tornare in metafora “votano Berlusconi” o comunque hanno un rapporto “tranquillo” con il Berlusconi.

    Le seconde al contrario si forzano a non apprezzare il maschio alfa, figlie di una cultura buonista e perbenista “di sinistra” che sostiene il primato dell’intelletto (quindi, diciamo, vecchia di un paio di secoli) (non essendo un maschio alfa aggiungo: ahimé). Per questo motivo tutta la politica, anche quella “di sinistra”, è “pelosamente berlusconiana”.

    Purtroppo alle donne, che lo dicano o meno, che lo sappiano o meno, che lo vogliano o meno, che faccia figo/alternativo o meno, il Berlusconi più sotto o meno sotto piace per natura.

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  4. Jeremy Bentham

    Per rimanere in tema di metafore sessuali, trovo molto calzante quella di Grillo sul referendum. Sono stati quattro orgasmi democratici. Adesso speriamo che il legislatore non se lo “pasticci” e non rimedi furbescamente alla volontà di 28 milioni di italiani. Lo spettro del 1993 mi assilla. Referendum sul finanziamento pubblico ai partiti: più di 31 milioni di persone decisero di abrogarlo. Risultato: legge 515, dicembre 1993. Invece di finanziamento li chiamarono rimborsi elettorali…

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  5. Silvio almeno la spigola la sai cucinare?

    “‘A vita è ‘na strunzata” diceva Antonio Pisapia, il bellissimo personaggio interpretato da Toni Servillo nel film “L’uomo in piu” di Paolo Sorrentino.
    E’ quello che dovrebbe dire il vero Pisapia a B.
    “Silvio dai non prendertela se stai ricevendo solo mazzate, ‘a vita è ‘na strunzata”.

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  6. Max Keefe

    Davvero un ottimo articolo Jumpi. Non era facile paragonare politica e sessualità. Il prossimo articolo potresti dedicarlo al fatto che il potere dà orgasmi più forti e ripetuti del fare l’amore.
    Però, magari, per una volta, lasciamo perdere il cavaliere. Riceve troppe attenzioni.

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  7. .Keaton

    Bravo Jumpi,condivido!
    La tua è la dimostrazione che, anche utilizzando metafore sessuali, si possono fare analisi intelligenti e corrette. Viceversa, con linguaggi forbiti che riempiono salotti autoreferenziali, vengono partorite, spesso, analisi e soluzioni del “CATZO”, con i risultati che da anni, più o meno passivamente, subiamo.

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