Helter Schengen

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Le regole che confermano le eccezioni: Schengen e l’Europa, quale futuro?

A scanso di equivoci, Schengen è una ridente cittadina del Lussemburgo. Le cittadine sono tutte ridenti, lo sappiamo bene, ma questa ha qualcosa di più per ridere.
Già è una cittadina per modo di dire, perché ha 1500 abitanti.
E’ famosa perché il 14 giugno 1985 ivi è stato firmato il Trattato di Schengen, quello che ha creato l’Area di Schengen. Da allora se andiamo in Francia o in Germania non ci fermano alla dogana, non ci chiedono i documenti, non ci aprono il portabagagli. Se siamo in fila all’aeroporto, scivoliamo via lisci verso il gate, mentre i non-Schengen vengono sottoposti a rigidissimi e lenti controlli.
Ma questo solo a prima vista.
Schengen si alza e si abbassa secondo le necessità, siano esse l’Undici settembre o la marea umana che dal Nordafrica cerca la speranza in Europa, sacrificando i propri averi per salire su un barcone che effettivamente dà grosse speranze di risolvere per l’eternità i propri problemi terreni.
E allora, è forse utile rivedere tre fatti.
1) Tutti i paesi dell’Unione Europea eccetto Inghilterra e Irlanda devono applicare il trattato
2) Tutti i paesi che devono applicare il trattato lo applicano, eccetto Bulgaria, Cipro e Romania
3) Le persone dei paesi aderenti possono circolare liberamente all’interno dell’area eccetto in caso di applicazione degli articoli da 23 a 31, nei quali uno stato può reintrodurre i controlli al confine nell’interesse della sicurezza nazionale. Generalmente succede per grandi eventi quali manifestazioni sportive (Campionati Mondiali o Europei di Calcio) o altri eventi quali visite papali, attentati terroristici e summit internazionali.
Un cittadino non Schengen, ed incidentalmente è nato in un paese in cui regna un dittatore sanguinario o c’è una guerra civile in corso, nel caso desiderasse essere accolto tra le braccia capienti della Vecchia Europa, può tranquillamente farlo salvo nelle seguenti eccezioni:
1) Non ha un documento valido che lo autorizzi a superare il confine. L’accettazione del documento è prerogativa di ciascuno Stato membro
2) Non ha un visto valido (se richiesto) o un permesso di soggiorno
3) Non è in grado di giustificare il fine e le condizioni del soggiorno programmato, con sufficienti mezzi di sussistenza, sia per la durata del soggiorno che per il rientro al paese di origine o il transito verso un altro paese non-Schengen dove sicuramente verrà ammesso. In sostanza, se uno è ridotto alla fame e gli ultimi spiccioli li ha dati allo scafista, rientra probabilmente in questa categoria.
4) Esiste un allerta nel computer di Schengen (Schengen Information System) che dice che il soggetto è pericoloso
5) Ci sono altri elementi per cui il soggetto possa essere considerato una minaccia pubblica, alla sicurezza interna, alla salute pubblica o alle relazioni internazionali di qualsiasi stato Schengen.
Superate queste eccezioni, uno approda felicemente in Europa e se ne va tranquillamente dove gli pare e piace.
Ma allora cosa sono tutti questi problemi tra Italia e Francia?
L’Italia, per gestire l’emergenza, ha deciso di concedere a chi chiede la protezione internazionale un permesso di soggiorno temporaneo (inclusivo di visto), che praticamente rende l’immigrato un “regolare” dell’area Schengen per un periodo di sei mesi. Questi erano soprattutto tunisini. La Francia ha risposto respingendo gli immigrati con questo visto al confine italo-francese. L’Italia ha minacciato di chiedere l’espulsione dei francesi da Schengen.
Bisognerà trovare un’adeguata eccezione.

Il mese scorso l’Undici ha detto: Basta arabi del cazzo! (cosa avrà voluto dire?)

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Chi lo ha scritto

matzeyes

Nato nei favolosi anni settanta, si sente scienziato (e incredibilmente lo pagano come tale), romantico, padre sapiente, nostalgico, sognatore (ad litteram), scrittore, giornalista, teorico della cospirazione, giocatore di baseball, cittadino del mondo (più d'Europa), anticonformista, rivoluzionario di sinistra, vero cattolico. In realtà è solo un (po') coglione, ma almeno è anche lui un fondatore de l'Undici.

2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    i punti 3 e 5 dicono praticamente che ogni stato all’occorenza può fare un po’ come cazzo gli pare. quindi la risposta ai problemi attuali di visti e accoglienze che hanno generato uno scaricabarile generale dovrebbe essere PIU’ EUROPA, cioè regole precise e valide per tutti e sempre e non soggette ai tiramenti del momento.

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  2. giampi

    Credo che una minima parte di italiani (o europei in generale) ha la percezione che i paesi da cui si può accedere a Schengen (anche per turismo) senza un visto sono relativamente pochi.

    In quanto “primo-mondisti” non ci rendiamo conto che – per milioni di persone – viaggiare significa chiedere dover chiedere preventivamente un visto, una procedura quasi mai semplice ed economica.

    Non abbiamo cioè ben chiaro che – Schengen e i visti ne sono un esempio – viviamo in un “mondo” privilegiato che è assai diverso e più piccolo del resto dei “mondi”.

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