Consumare alleggeriti

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Terremoti, crisi economica, guerre, ansia da fine del mondo? Ecco la cura made in USA: tenetevi i piedi puliti.

Le pagine di storia che stiamo scrivendo negli ultimi anni – guerre e tensioni in Libia e paesi arabi, lo tsunami in Giappone, per alcuni la morte di dive quali Liz Taylor – sono tra le piu dure degli ultimi tempi. L’ossessione della rappresentazione della tragedia filtrata dal piccolo schermo in fondo ci agita. Magari non abbiamo nemmeno capito cosa stia succedendo esattamente, però se ci fermiamo a pensare la paura fa capolino nella nostra testa.  Il solo pronunciare Libia evoca immagini di folle armate e basi aeree da cui si innalzano caccia. La parola Giappone invece città fantasma e reattori nucleari.

Per fortuna tutto ciò è sapientemente controbilanciato da quelle piccole gioie quotidiane, che sotto forma di sottili mozioni ci alleggeriscono l’animo per pochi momenti. L’intensità e la durata sono brevi ma l’effetto è terapeutico perchè la sensazione veicolata è caratterizzata dal segno più. Per esempio? Per esempio quando siamo al supermercato. Immaginate la scena: sabato pomeriggio, carrello pieno, in coda alla cassa n 13, storditi dal chiacchiericcio di fondo e dai biip che si sovrappongono gli uni con gli altri. Ed ecco che la cassa 14 si apre. Un brivido di sollievo ci attraversa. Se la nostra prossimità è sufficiente da non farci fregare dai prepotenti di turno o dalla timida paura di essere considerati tali, ecco che allora la nostra giornata ha serie probabilità di migliorare. Altri esempi: per chi guida, quando si libera un parcheggio sotto casa, o per chi prende la metropolitana tutti i giorni quando appena passi il tornello ecco lì il tuo treno, pronto a farti salire come se avessi chiamato un taxi.

Ed è proprio sul desiderio della relazione scappo dalla pesantezza dell’essere alla ricerca della leggerezza che fanno leva molte pubblicità di oggetti di dubbia utilità. E qui lo sanno bene. Si sa che gli americani con plastica-colla-compensato sono in grado di fare miracoli. E’ la forza della venerazione del quattrino. Accende la fantasia.
Un prodotto curioso sono per esempio le Easy Feet: Clean and Massage Your Feet from heel to toe! Piedi Leggeri (levigati? lisci?): Pulisci e Massaggia i tuoi piedi dal tallone all’alluce! Per prima cosa, se mai volessimo importarli, per evitare il fallimento immediato dovremmo cambiare slogan. Converrete con me che è tremendo. Avete presente gli spazzolini per pulirsi le unghie che tutti noi trovavamo a casa della nonna? Ecco. Immaginate una ciabatta con più di 1000 setole (e ci tengono a specificarlo) in cui tutta l’allegra famiglia si struscia il piede a turno. La ciabatta assassina può anche essere appesa al muro grazie alle sue ventose sul retro: così mentre ti fai il bagno puoi far emergere una gamba dall’alto e fare su e giù con il piede nella morsa. Le Easy Feet sono addirittura “rejuvenete”, ringiovaniscono i piedi. Questa mi mancava.

Nella pubblicita, “Vonda F.” una casalinga – apparentemente più isterica che disperata –  ripete scuotendo la testa con ossessione che ama, ama e ama (I love, love, love, love) le sue ciabatte killer. Forse il marito dovrebbe porsi qualche domanda.
Da cosa siamo turbati noi comuni mortali amanti della tradizione De Fonseca?
1. La presenza di 1000 setole mi spaventa, non mi fa pensare che il prodotto sia migliore: anche se vendere la quantita ha il suo fascino;
2. L’idea di una spazzola per i piedi mi fa pensare a solletico insopportabile se non a dolore e fastidio, non al piacere;
3. Il pensiero di mio fratello che in piena adolescenza ormonale torna da una partita a calcetto e si struscia i piedi prima di me mi fa schifo. E con tutto l’amore che posso provare per mio nonno i suoi piedi non sono proprio la parte che preferisco.

Quindi per un’accurata pulizia dei piedi opto con gioia per la mia personale pietra pomice, casomai.
Un altro prodotto molto commericializzato sono le cuffie wireless per la TV: il loro successo è testimone della deriva della comunicazione coniugale. E chiamiamola comunicazione. Per esempio il classico. Guardando la prima figura, la coppia emblema dei nostri tempi: lei dorme beatamente, lui guarda la TV. Anzi, più che guardare la TV sembra voler proprio entrare nello schermo. Escludendo la sordità, restano una miopia imbarazzante o l’odio inconscio per la compagna. Speriamo che almeno abbia usato la Easy Feet prima di andare a letto.

La terza immagine richiama la seconda. La donna dormiente è un soggetto tradizionale probabilmente. La terza è la degenerazione della famiglia nell’era digitale. Nessuno parla con nessuno se non con il proprio I-pod. Assistiamo però alla riabilitazione del ruolo della donna che, pur sempre sdraiata, si dà al rilassamento yoga.
Piccoli oggetti quotidiani, se ben sponsorizzati, ti fanno credere che potresti stare meglio. Per tornare all’inizio del nostro articolo puntano proprio a questo: un desiderio di alleggerimento. Che credi vivrai con l’oggetto comprato. Qualcosa ci suggerisce che, purtroppo, nella stragrande maggioranza non è così: l’utilità dell’oggetto si esaurisce in fretta. Ma per fortuna (o sfortuna in alcuni casi) la creatività no, quindi eccoci pronti per il prossimo acquisto palliativo.

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