Applaudire in aereo

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Sarà capitato anche a voi: l’aereo tocca terra, un sobbalzo, poi inizia a frenare, scende la tensione ed ecco che parte l’applauso…
O forse voi siete tra quelli che applaudono? No, dai…Qualche volta, lo ammetto, ho applaudito anche io, ma poi ho smesso; adesso me ne sto lì, impassibile, a guardare con superiore altezzosità quelli che si spellano le mani urlando come allo stadio.

L’applaudire all’atterraggio è ormai comunemente considerato uno dei simboli di cafonaggine e inciviltà. Ed è onestamente facile allinearsi a questa opinione. Ma perché? Da dove trae origine questo giudizio? Lasciamo da parte l’applauso sguaiato e caciarone: quello è maleducazione in aereo, così come a teatro o altrove. Si può pensare allora che l’”applausore” sia un cafone perché non è abituato a prendere l’aereo e quindi ad emozionandosi ancora per un atterraggio.

Esistono almeno tre elementi contro questa opinione: in primo luogo è contraddittorio mal giudicare chi non adotta un certo comportamento (il viaggiare in aereo) proprio mentre lo sta facendo. In secondo luogo, chi è abituato a viaggiare, dovrebbe anche aver appreso – proprio viaggiando – ad accettare e tollerare gli stravaganti atteggiamenti altrui, invece che biasimarli. Ma più di ogni altra cosa, l’applauso dovrebbe essere invece considerato come una celebrazione del miracolo del volo che, nonostante tutto, rimane un prodigio e probabilmente la più incredibile e stupefacente impresa dell’uomo. Volare è abbandonare il nostro ordinario spazio umano per essere trasportati in un condizione “straordinaria”. Per questo, tornare sulla terra è l’atto conclusivo di un miracolo. E se non si applaude di fronte allo stupore di un miracolo, di fronte a cosa dobbiamo applaudire? Chi non si stupisce del volo, di cosa si stupisce? Mille volte meglio uno stupito “applausore” di un freddo, inaridito e impassibile passeggero!! O no?

Ma la verità è forse un’altra. Ad applaudire sono quasi solo ed esclusivamente italiani, latini, mediterranei. Non certo gli anglo-sassoni nord-europei. E quindi l’applauso infastidisce perché infastidisce ciò che distingue e identifica l’”applausore” e più specificatamente il suo popolo e cultura d’appartenenza ossia il caos, la disorganizzazione, l’assenza di rispetto delle regole o di senso civico, la maleducazione, la sporcizia, ecc.

E, ahimé, in questa ottica, non si può che essere d’accordo con chi è disturbato dagli applausi. Purtroppo le nostre culture latine e/o mediterranee non sono state in grado di costruire una società educata e rispettosa delle regole e del prossimo, alternativa alla freddezza e alle rigidità delle culture anglo-sassoni e/o nord-europee. E se è vero che queste culture ci sono state forse imposte con violenza e prepotenza (se non militarmente, certamente economicamente), ma portano con sé anche un sacco di valori assolutamente condivisibili. Chiunque sia stato in una capitale nord-europea non avrà potuto che constatare – ad esempio – l’attenzione e il rispetto nei confronti degli strati più “deboli” della società, dai ciclisti alle donne, dai disabili agli anziani.

In altre parole, la scelta pare essere tra applauso=”cazzon”i latini e impassibilità=freddi anglosassoni. E allora per non correre il rischio di essere scambiati per “cazzoni” ci si astiene dall’applaudire e dello stupirsi del miracolo del volo. Che peccato! Che disdetta dover lasciar da parte e addirittura nascondere il calore e l’umanità latine per poter vivere in una società civile!! I clienti dei locali notturni o dei ristoranti disturbano il sacrosanto sonno dei vicini, indugiando in strada in una dolce notte mediterranea? L’unica soluzione è limitare l’orario di locali notturni e ristoranti: anche gli stati dei Sud Europa soccombono alla via anglosassone, fissando come obiettivo fredde serate svizzere nelle quali rischi di essere fermato dalla polizia perché dopo una certa ora uscire di casa è giudicato sospetto. Che peccato dover rinunciare al calore e alla “cavalleria” latine perché non siamo capaci di non discriminare il sesso femminile e allora il modello da perseguire perché ciò non accada diventa un appiattimento delle sane differenze e prerogative tra i sessi.

In quasi ogni ambito, nell’Europa unita, le alternative sembrano essere le stesse che sull’aereo: grigiore e noia nord europea=civiltà e buona educazione oppure calore e umanità mediterranee=maleducazione e discriminazione dei deboli. Mentre sarebbe auspicabile un sano ed intelligente compromesso che integril il calore “latino” con il rispetto delle regole che, per definizione, servono a tutelare i deboli e non i forti che si tutelano da soli. Solo alcune “singolarità” sono state in grado di costruire questa integrazione. Una di queste è Barcellona, dove si mantengono vive tradizioni tipicamente “latine” come feste anche rumorose in strada, ma ben regolamentate, con i camion dell’immondizia che seguono il corteo di fuochi, botti, caos e tricchetracche, lasciando pulite le strade per chi ne deve usufruire subito dopo. Come a dire: un mondo civile latino è possibile! Anche nella “latina” Italia esistono certamente contesti in cui ciò è stato fatto, ma in generale il panorama è invece sconfortante. Speriamo anche nel futuro del Brasile, un gigantesco paese latino che sta affacciandosi nel mondo dei grandi e che quindi fisserà e determinerà gli standard dei comportamenti sociali nei prossimi anni…

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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. dalloliogm

    se puó servire di consolazione, anche gli scozzesi applaudono all’atterraggio. Mi è successo di sentire gli applausi in un volo Barcellona-Edinburgo, e ad applaudire e fare chiasso non erano i catalani, ma gli scozzesi.

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  2. giusy5216

    Anche a me infastidisce un tantino questa mania degli applausi …Meglio comunque in aereo che ai funerali…

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  3. Lindberg

    a volte chi viaggia spesso in aereo nota le differenze tra un atterraggio preciso, delicato, impeccabile, ed uno in cui le ruote picchiano a terra malamente: l’applauso lo farei solo per gli atterraggi perfetti. Da cafoni è l’applauso a prescindere, anche per atterraggi rumorosi e violenti.

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  4. Lindberg

    a volte chi viaggia spesso in aereo nota le differenze tra un atterraggio preciso, delicato, impeccabile, ed uno in cui le ruote picchiano a terra malamente: l’applauso lo farei solo per gli atterraggi perfetti. Da cafoni è l’applauso a prescindere, anche per atterraggi rumorosi e violenti.

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  5. Ciccio

    ok, lo confesso.
    sono un provocatore di ryanair-applausi.
    mi piego, mi accovaccio, assumo la posizione a uovo, batto 4 o 5 volte le mani praticamente sotto al sedile e poi, una volta che odo qualche seguace, mi rialzo con espressione indifferente e un po’ stupita.
    talvolta bisso se partono anche le trombette dell’atterragio puntuale.
    ciccio

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