Manifesto C.L.A.B.

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MenoMaleLa situazione italiana si è talmente avvitata su se stessa che è ogni giorno piú necessario, oltre a un novello C.L.N. di partigiana memoria, la fondazione di un nuovo movimento, il Comitato Liberazione Anti-Berlusconismo, C.L.A.B.

Sedici anni dopo la sua discesa in campo, Berlusconi è riuscito a imporsi come centro della politica. Non solo per i suoi seguaci e simpatizzanti, il caimano è ormai necessario e imprescindibile per gli anti-berlusconiani in servizio permanente e l’anti-berlusconismo di professione è diventato ormai un atteggiamento di comfort auto-gratificante, semplificante, cui molti si abbandonano sconsolati dopo decenni di scempio politico. È molto facile e poco faticoso attribuire a Berlusconi tutte le colpe possibili: autoilludersi che una volta fuori gioco tutto tornerà, anzi inizierà miracolosamente a funzionare. Purtroppo, nulla di tutto ciò è minimamente verosimile, e l’anti-berlusconismo acritico, sciatto e ripetitivo che concentra tutti i suoi sforzi nella sterile maledizione di questo piccolo-grande criminale milanese rischia di nuocere anche solo alla flebile speranza di un’altra italia possibile. Non mi pare di essere il solo a pensarlo, anche noti comici ex-ubriaconi fanno osservazioni simili.

Altra osservazione. Di Berlusconi, di anti-berlusconismo si muore. Con questa ossessione ci si rovina il fegato e la vita. Davo un’occhiata alle bozze di articoli per questo numero dell’11. Si parla di tutto, ma sto nano salta sempre fuori. Non è possibile.  Non bisogna pensarci, non bisogna parlarne. Focalizzare il disagio e l’odio su di una sola persona è nefasto. Molte volte a tavola è la maniera migliore per guastarsi il pranzo o la cena. A persone miti e misurate che non farebbero del male a una mosca, parlando del nano gli viene un travaso di bile.
È scientifico e noi dell’Undici lo abbiamo anche misurato! Andatevi a vedere le prime posizioni e i commenti del feliciometro. Fatelo anche voi 2 volte, pensando e non pensando a Berlusconi. Tutte le cose che vi fanno abbassare il punteggio probabilmente rimarranno ugualDayi, ma la persona Berlusconi che tanto vi dà fastidio non è altro che un doppione, un riassunto di molte di quelle cose negative che quindi contribuiscono due volte ad abbassare il vostro punteggio. Come essere delusi delle partite del Milan e allo stesso tempo essere ossessionati  dall’allenatore. Ci si deprime due volte per il fatto di essere tifosi di una squadra mediocre, non ha senso raddoppiare le lacrime per lo stesso motivo.

 

Il nano questo non se lo merita. Il C.L.A.B. quindi suggerisce di non usare la parola Berlusconi nelle conversazioni fra piú di due persone, essendo evidente il fatto che gli anti-berlusconiani professionisti confondono il contenitore per il contenuto, la parte per il tutto. L’indignazione contro la persona Berlusconi che governa in barba alle leggi della politica e dell’economia non è piú attuale, é anti-storica, essendo provato il fatto che alle genti italiche di questo non importa nulla. Reiterare lo scandalo e le grida di disgusto contro la singola persona che quindi si fregia dello stato di martire fa solo una gran confusione e rafforza la maggiore minoranza di italiani che approfitta e gode di questa permanente guerriglia di carta contro un ultra-settantenne megalomane, guerriglia che permette di continuare nel loro perenne farsi-gli-affari-propri-alla-faccia-degli altri.  Gli editoriali del quotidiano di De Benedetti che da dieci anni almeno si intitolano “Si è passato il limite”, “Berlusconi in trappola”, “La caduta di Silvio” o le recenti affermazioni del leader del piú grande partito di opposizione che dice che passato Berlusconi lui sarà ancora lí (cosa è? Una minaccia?) sono gli esempi di un anti-berlusconismo che ormai sfiora il ridicolo e che giova al sistema di potere attuale, tanto da far sorgere il sospetto di pratica collusione degli anti-berlusconiani col nemico, una eterogenesi dei fini che porta tutti i tromboni che da decenni si sono spartiti la res publica ad attribuirsi dei ruoli come in un enorme gioco di ruolo italiano, dove quello che conta è solo prenderne parte.

Bisogna invece spostare l’attenzione dal nano infoiato alle ragioni per cui un furbo intrallazzatore sia potuto divenire il re d’Italia, e allo stesso modo capire come una opposizione di burocrati ex-sovietici o ex-democristiani di accatto siano ancora nella posizione di poter organizzare l’alternativa nell’Italia del 2000.  Basta anti-berlusconismo, Berlusconi come Mussolini, il C.L.A.B. deve invece combattere duramente le assurdità che hanno permesso il berlusconismo.  Il suo minuscolo rappresentante fa quello che gli è ed è stato permesso da moltissime persone e che giova a moltissime persone. Bisogna riconoscere in primis che il male è sistemico, dovuto alle gente italiche e non a un piazzista puttaniere.

Il C.L.A.B. lo dice chiaramente.
Il berlusconismo è la democrazia piú diretta che ci sia. Non mediata dalla responsabilità e “totalitarismo” delle classi dirigenti. È una democrazia televisiva, telecrazia, e non ci si dovrebbe stupire che se per risparmiare si facessero le elezioni col televoto. Ok, gli italiani si sono rimbambiti dalle tv solo di uno.  Ma, ancora, gli italiani votavano e tanto quelli che lo hanno permesso. Ancora, non confondiamo la causa AntiBerlusconismocon l’effetto. Berlusconi non è venuto con una astronave e ha conquistato lo stivale a colpi di mitra.  Il C.L.A.B.  osserva semplicemente che in Cina chi comanda ha gli occhi a mandorla, in Togo ha la pelle nera e in Italia è Berlusconi e la gente come e peggio di lui (e prima di lui Andreotti and the likes). Ogni 20 anni qualcuno della minore minoranza, un Prodi o un Ciampi, raddrizza la situazione, tipo salva la lira, entra nell’euro o stabilizza il debito per poi essere ricordato collettivamente come il peggior politico del secolo, quando non un ladro che rubava dai conti correnti o una mortadella soporifera che parlava lentamente in televisione.  Tutto ciò vorrà pur dire qualcosa sul sistema-paese Italia (meglio sul sistema-non-paese Italia).

Smettiamola inoltre con le solite litanie sul mafioso (conflitto di interessi, distrugge le istituzioni democratiche, l’attacco alla dignità femminile, ecc. ecc.).  Rilevanti e verissime, ma vecchie come il cucco. Non interessano e non fanno cambiare di opinione i berlusconiani (anzi!) e annoiano o frustrano chi le ha ben presenti.

Smettiamo di sperare che una Ruby possa cambiare le cose. Dopo 20 anni di Berlusconi al governo, le ipotetiche dimissioni di B. dovute alle sue feste private certificherebbero la morte civile di questo paese, che non ha reagito di fronte a decennali crimini ma reagisce al minore degli scandali, ovvero al fatto che B. non lavora e in realtà ha un harem cui dedica una parte molto importante delle sue risorse fisiche. Dopo i mafiosi in parlamento, le affermazioni su Eulana genitrice, le amicizie e affari privati con dittatori vari, il disastro dell’economia e della finanza pubblica, le dimissioni dovute a Ruby certificherebbero solo che sulla penisola il bigottismo è piú forte del menefreghismo e individualismo. Dalla padella alla brace.

Solo Flores D’Arcais (antipaticissimo, borioso professorone anti-berlusconiano) può fare quello che ogni anti-berlusconiano vorrebbe fare, ovvero andare a gridare la sua opposizione in un talk-show televisivo non facendo parlare piú nessuno, neppure quelli della Lega (Exit, La7, 09/03/2011). Ok, uno si sente finalmente rappresentato da qualcuno che parla in tv, ma gente come Flores ha la minima urgenza pratica che passi questa notte della repubblica.  Possono giocare alla sinistra al caviale in cachemire, che dà tanto dispetto a grandefratellizzati che, per reazione, votano i camorristi e tangentari del partito della libertà. Con scenate del genere i bananas ci campano un anno.  Piuttosto, l’opposizione non dovrebbe andare in nessuna trasmissione televisiva. Il C.L.A.B. si preoccuperà anche che queste cariatidi possano continuare le loro attività ludiche al circolo del bridge invece che teoricamente spaccare il capello sulla purezza del condottiero piú puro dei puri che salverà i minus-habens che non hanno una laurea in filosofia ma solo un mutuo da pagare.

Si invitano quindi i cittadini liberi e forti ad aderire al C.L.A.B.  Tutti sono invitati, tranne quelli che hanno votato piú di due volte il partito del nano o un partito alleato.

Il fagiano è sul prato. Ripeto! Il fagiano è sul prato.
Seguiranno altri comunicati.

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Chi lo ha scritto

giorgio marincola

Giorgio Marincola è/è stato, in ordine sparso: fisico teorico, diplomato in sandwich-making al 67, Pret-a-Manger, Tottenham court road, "no-global" ante-litteram con le mani bianche a Genova 2001,  Ph. D., campione paesano di calcio "a portine", ricercatore alla University College London (a pochi metri da Tottenham Ct. Rd.), rifugista-capo-sguattero al Calvi, professore universitario associato, programmatore HPC e Android, ballerino di lindy hop, ingegnere di sistema, scarso chitarrista e scialpinista in lento miglioramento. Vive/ha vissuto diversi anni in tre-quattro paesi europei e a Londra. Si esprime fluentemente in 4 lingue e un dialetto, tipicamente a due a due. È tra i fondatori de L'Undici.

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