La posta del cuore di NT

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Cara Nonna Teresa,
mi chiamo Audrey e sono una ragazza francese di 35 anni che vive in Italia da dodici. Ho un bambino di 11 anni, avuto con un uomo italiano con cui convivo da anni e con cui ho avuto una relazione altalenante sin dal principio.

Ultimamente tutto tende decisamente verso il basso. In particolare, circa un anno fa lui si era impegnato a ricostruire per l’ennesima volta il nostro rapporto e io – nonostante la ragione mi sconsigliasse – gli ho dato fiducia, perchè mi sentivo ancora innamorata.

Tre mesi fa però, ho scoperto sul suo computer alcune foto molto compromettenti (per non dire schifose!!) di lui con un’altra… Mi è crollato il mondo addosso e ho deciso di chiudere per sempre. Nonostante mi abbia detto che con questa è tutto finito, ha tradito ancora la mia fiducia.

Esistono però diversi problemi pratici. Nessuno dei due può permettersi una nuova casa (siamo in affitto) e lui comunque non vuole andarsene perché vuole rimanere vicino a suo figlio. E’ un buon padre, ma io non voglio perdere per alcun motivo mio figlio e so che andandomene con lui ora, rischierei di creare problemi nel momento di un’eventuale (e probabile) separazione legale con affidamento.

Quindi viviamo da separati in casa e ogni giorno la tensione sale. Viviamo a Torino, ma io lavoro a Milano, super precaria, seppure abbia un contratto per i prossimi 4 anni (pochi soldi e nessun futuro). L’Italia mi piace, è il posto dove mio figlio è cresciuto e capisco che sia importante per lui avere vicino un padre. Però sento di stare qui anche e soprattutto per lui (il mio ex…), e lui adesso l’ho perso.

La Francia è casa mia e lì potrei avere un lavoro stabile, che mi assicurerebbe un futuro economicamente tranquillo e anche una realizzazione come persona, dato che finora le mie scelte sono state condizionate da quelle del mio ex. Ora voglio aspettare giugno quando mio figlio terminerà la scuola e poi risolvere la questione e separarmi.

Cosa fare però? Tornare in Francia con mio figlio, cosa che comporta una “guerra” con suo padre e tante altre cose oppure rimanere qui in Italia (magari a Milano dove lavoro), rischiando però di ritrovarmi a 40 anni senza nulla in mano e con un figlio grande? Quello che non vorrei è rimanere di nuovo intrappolata e vittima delle sue promesse mai mantenute (ancora adesso mi dice che sistemeremo tutto, ma non fa quasi nulla in questo senso). E ovviamente tutelare al massimo mio figlio. Ma anche riuscire a fare una scelta anche per me stessa.

Cara Audrey,
leggendo la tua lettera quello che mi ha più toccato, sembra strano, è la lontananza dal tuo paese di origine, dalla Francia. Crescendo e soprattutto quando cadono le motivazioni e i sentimenti per le scelte fatte, si acuisce ancora di più la nostalgia per la propria terra.

Però credo che se la “causa” per lasciare la Francia e venire in Italia sia stata – è vero – quell’uomo che ora non ti offre più tanto se non sofferenza, in questi anni tu avrai tessuto dei rapporti, conosciuto delle belle (e anche brutte) persone, fatto tue delle abitudini; insomma se guardi nel tuo passato “italiano”, penso che troverai una tua vita, una tua storia che ti sei inevitabilmente costruita.

Tuo figlio avrà qui dei parenti, degli amici, dei ricordi a cui si starà cominciando ad affezionare. Tornare in Francia sarebbe più facile per alcuni aspetti, ma forse adesso rappresenta solo una fuga; non sperare che il tempo lì non sia passato; dovresti ricrearti tutta una quotidianità, una rete sociale, un lavoro che forse ora non ti appartengono più, e anche tu non sei più la stessa di quando sei partita. Questi anni ti hanno cambiata (sempre quel cambiamento che non dobbiamo insabbiare…) e tu hai sicuramente costruito molte cose positive a cui devi ora guardare e custodire gelosamente. Da queste cerca di ripartire, mentre per quel che riguarda il padre di tuo figlio lascia che ricopra solo questo ruolo (che come tu dici ricopre egregiamente) mentre come compagno chiudi, sii chiara e categorica per quel che riguarda la vostra relazione; ti meriti di più per te, per tuo figlio, per il tuo futuro.

Poi ci sono i problemi pratici ed economici che spesso, purtroppo, è vero condizionano le scelte “del cuore” e l’assistenza legale non eccelle in questo campo;  ma non essere pessimista: cerca un avvocato che sappia guidarti nella tua scelta e vedrai che troverete una soluzione e un accordo a cui il tuo ex dovrà adeguarsi. Un sano egoismo che ti porti a realizzare te stessa e a cercare più soddisfazione in quello che fai, ricadrà inevitabilmente anche sulle persone che hai accanto.

Vedrai tuo figlio crescere con un padre e una madre che penseranno al suo bene, e tu guarda avanti verso sereni orizzonti.

Un caro saluto,

NT

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”
[Gabriel Garcia Marquez]

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. warez

    “mio figlio”, “mio figlio”, “mio figlio”….!

    Consiglio la lettura del capitolo “Amore materno” de “I miti del nostro tempo” di U. Galimberti.

    E’ illuminante in proposito, a compendio di questo articolo.

    in fede

    ArpieZ

    Rispondi

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