Ricordati di santificare i festini

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Goodbye Ruby Sundays? Gli atti giudiziari raccontano come il Premier celebrava le festività. Ma l’indulgenza plenaria è alla portata delle sue tasche.

E’ pur vero che uno dovrebbe prima di tutto guardare alle proprie molteplici travi oculari, però da (pur pessimo) cattolico il decreto di giudizio immediato per l’imputato S.B. non può non far riflettere sull’odierno rapporto tra Chiesa e potere. La scelta dei tempi per i pernottamenti di Ruby presso la dimora del sovrano – ovviamente dettata dalla serrata agenda del Premier – non possono non balzare all’occhio traviato: 13 date e tra queste Pasqua, il Lunedì dell’Angelo, la domenica di San Valentino e le prime due di Quaresima. Si può soprassedere sul 25 aprile, forse anche sul 1 maggio (San Giuseppe Lavoratore, a meno che il nostro eroe non sia comunista?), però anche il più liberale degli ecclesiastici non potrà non ammettere che non si è trattato del modo canonico di celebrare i giorni del Signore, sempre che il Cavaliere (mascherato?) non cercasse di convertire una o più giovani musulmane.

Monsignor FisichellaTrave o non trave, non può non balzare all’occhio che poco dopo la separazione da Veronica Lario (che peraltro si appellò a psichiatri e sessuologi perché curassero il marito), Berlusconi ricevette regolarmente la Comunione al funerale di Vianello. Era l’aprile 2010, e già si sapeva di Noemi, della D’Addario, ma Ruby sarebbe stata arrestata solo il mese dopo. Conoscendo la rigidità dei dogmi rispetto all’Eucarestia (conviventi stabili non sono ammessi, divorziati neppure), dall’interno della Casa del Signore si levò qualche voce di disagio.
Ci pensò l’Arcivescovo Monsignor Fisichella a chiarire tecnicamente l’ammissibilità di Mister B. al più importante rito della fede cattolica. Essendo il nostro eroe già divorziato, la fine della relazione con la signora Lario, per quanto stabile e prolifica, rappresentava un progresso verso una vita proba e santa. Fu detto e scritto che un divorziato che affronti la sua vita in solitudine, compiendo opere di alto valore morale e dando esempio di rettezza alla comunità poteva essere ammesso alla comunione. Dando per scontato che S.B. si sia prima confessato, giudici comunisti e giornali scandalistici avrebbero pagato oro per microfonare il confessionale.

Ora, bisogna anche ricordare che non si deve giudicare, però si dovrebbe poter convenire sul fatto che non è il nostro primo ministro il più fulgido esempio di vita cattolica. Eppure il Vangelo suggerisce di cavarsi occhi e tagliarsi braccia quando questi creano scandalo, non ha bisogno di scendere nel dettaglio sulle tecnicità del rapporto con l’oggetto del desiderio, anche guardare ballerine nude o semi-nude che fanno la lap-dance potrebbe non rientrare tra i comportamenti esemplari. Quello che non può non lasciare perplesso un cattolico è il fatto che le gerarchie ecclesiastiche siano estremamente nette nel discriminare in situazioni che invece per il cattolico medio sono molto più sfumate e sulle quali la coscienza individuale non può non ammettere una valutazione personale e non dogmatica, come ad esempio i casi limite sul fine vita, sulla fecondazione artificiale, sulla ricerca medica. Temi sui quali, senza alcun dissidio interiore, il partito-azienda del nostro leader non ha difficoltà di schierarsi al fianco della chiesa. Così come l’attenzione alla scuola privata, oppure i concordati fiscali.

Ma è possibile che le più alte gerarchie della chiesa siano disposti a chiudere gli occhi (magari i loro sì, senza travi) per miseri compromessi In determinate condizioni i cammelli possono passare per le crune degli aghilegati al denaro? O addirittura, come le malelingue ipotizzano, la Chiesa è sotto ricatto grazie alle sistematiche attività di dossieraggio degli uffici comunicazione del presidente? Che ci siano alcuni scheletri nell’armadio che tali devono rimanere? E allora il (fittizio) caso Boffo, o le boutade di chi nella maggioranza vuole togliere l’esenzione ICI alla Chiesa sono solo “avvertimenti” per i vertici ecclesiastici a non sconfinare, che poi rientrano regolarmente. Perché si fa davvero fatica a capire come si armonizzi il “Dare a Cesare quel che è di Cesare”, o il libero arbitrio delle coscienze con la prolusione di Bagnasco che ha consegnato Lazio e Piemonte al centro-destra alle ultime elezioni regionali, decise in quelle regioni per una manciata di voti. Una comunicazione emblematica, “In questo contesto, inevitabilmente denso di significati, sarà bene che la cittadinanza inquadri con molta attenzione ogni singola verifica elettorale, sia nazionale sia locale e quindi regionale” per poi dare direttive piuttosto chiare all’elettore cattolico sul comportamento da tenere in cabina, dicendo che il primo criterio di scelta deve essere comunque la posizione rispetto alla vita e all’aborto, guarda caso con la Bonino e la Bresso in campo, che avevano dichiarato in campagna elettorale di essere favorevoli alla sperimentazione della pillola RU486.

E invece in questi tempi di incertezza, crisi finanziaria e morale, quello che il popolo chiede alla religione è una base di certezze, una presa di posizione, magari dura e scomoda, ma non ambigua. Passano gli uomini, non passerà la Parola. E la Parola, se uno la legge bene, non è che lasci spazio a troppe interpretazioni. Ah, oggi è venerdì, buon week-end.

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Chi lo ha scritto

matzeyes

Nato nei favolosi anni settanta, si sente scienziato (e incredibilmente lo pagano come tale), romantico, padre sapiente, nostalgico, sognatore (ad litteram), scrittore, giornalista, teorico della cospirazione, giocatore di baseball, cittadino del mondo (più d'Europa), anticonformista, rivoluzionario di sinistra, vero cattolico. In realtà è solo un (po') coglione, ma almeno è anche lui un fondatore de l'Undici.

Cosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    Oggi è venerdì di quaresima: non mangare carne e più in generale astenersi dalle tentazioni della carne stessa.
    Penitenziagite.

    Rispondi

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