Il successo delle primarie porta … un corvo

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Dopo le primarie a Bologna tutti felici, tutti amici, tutti ottimisti … solo che a urne ancora calde ha iniziato a svolazzare il solito corvo

Ventottomilaottocentotrenta. E senza immigrati cinesi pagati 10 euro per votare, come sembra sia successo a Napoli.tutti in fila per le primarie di napoli Tanti sono gli elettori che domenica 23 gennaio si sono recati alle urne, sotto le Due Torri, per scegliere il candidato sindaco del Centrosinistra. Un numero che, alla vigilia, era difficilmente pronosticabile. Nel 2008 furono 25mila gli irriducibili dei seggi: poco meno della metà di loro votarono per Flavio Delbono. E’ vero, si trattava di consultazioni interne al solo Pd (e non di tutta la coalizione, con vendoliani e dipietristi), ma il precedente non incoraggiava più di tanto alla partecipazione, a essere sinceri.
Stavolta si spera che la scelta si riveli più utile alla città. A vincere nettamente è stato Virginio Merola, ex assessore Pd di Cofferati, che ha portato a casa il 58,3% dei consensi. Seconda Amelia Frascaroli, candidata civica sostenuta da Sel e dalla sinistra, che si è fermata al 36%. Terzo Benedetto Zacchiroli, l’outsider che durante la campagna ha fatto coming out sulla propria omosessualità, e che comunque ha raccolto il 5,5%. La nottata è finita con un brindisi corale dei tre partecipanti. Grande fair play. Pure troppo.i tre candidati alle primarie di bologna

 

L’Amelia, a caldo, c’è rimasta male: l’insperata affluenza l’aveva fatto sognare il colpaccio, illusa anche dai sondaggi della vigilia (ma ci si può ancora fidare?) che la davano staccata di soli due punti da Merola. D’altro canto, se il Virginio avesse perso, via Rivani, sede del Pd bolognese, sarebbe stata sepolta da un terremoto. E anche la segreteria di Pierluigi Bersani, già messa a dura prova dal caso-Napoli e dal ritorno in scena di Veltroni, sarebbe stata rosolata sulla graticola.

 

I bolognesi, insomma, sono andati “sul sicuro” premiando la maggior competenza amministrativa di Merola, anche se unita a un certo grigiore, rispetto ai concorrenti decisamente più naive. Per intenderci: è bene che un candidato non si presenti come un tuttologo e ammetta i propri limiti ma se, a una domanda sull’Urbanistica, risponde “Mi faccio aiutare dal mio amico Merola”, magari in molti possono aver pensato: “Allora voto Merola”. E così è andata.

 

Cosa ha prodotto il miracolo della moltiplicazione degli elettori e delle elettrici? Beh, di sicuro non i “tribattiti” che si sono moltiplicati durante la campagna primarista.  Programmi (?) tutto sommato simili, con lavoro, servizi sociali, cultura ed eco sostenibilità ai primi posti – ma chi, sano di mente, li metterebbe in fondo alla lista delle priorità? – e verve dialettica da Cottolengo, se si eccettua qualche buona battuta di Zac. Una grande spinta è arrivata dal clima politico rovente e dalla possibilità di firmare  ai seggi per le dimissioni di Silvio “Bunga Bunga” Berlusconi. Chissà se le primarie avrebbero avuto lo stesso successo, se si fosse svolte solo un mese prima. Fatto sta che Raffaele Donini, segretario del Pd di Bologna, un primo risultato l’ha colto: si è battuto per le primarie “vere”, anche contro lo scetticismo dei vertici regionali e nazionali su uno strumento che, fidatevi, verrà presto archiviato.

 

La sfida vera, però, inizia adesso: Merola deve tenere conto degli oltre 11.500 voti raccolti dai suoi ex avversari, che in gran parte non sarebbero andati a votare in mancanza di alternative; Frascaroli e Zacchiroli devono convincere i loro elettori a privilegiare “l’interesse della ditta” (cfr. una delle illuminanti metafore di Bersani)  alle proprie ambizioni. A ben guardare, le cose potrebbe coincidere: un posto nella futura giunta Merola potrebbe mettere tutti d’accordo. Vecchia politica, si dirà. “Nessuno di noi ha fatto le primarie per fare l’assessore”, ha ripetuto più volte il vincitore. Si vedrà.

 

chissà se il corvo porta solo una pallaIn attesa che, a inizio marzo, il Centrodestra scelga il suo campione – o due, nel caso della nascita di un Terzo polo – le prime avvisaglie di una campagna scoppiettante cominciano a vedersi. L’altro giorno (il 3 febbraio scorso ndr) , infatti, Merola ha portato in Procura un dossier anonimo e “diffamatorio” che contiene illazioni su di lui e su altri esponenti del Pd e che circola da giorni nelle redazioni bolognesi. Si mescolano insulti e giudizi sull’operato di amministratori a quelle che potrebbero essere notizie di reato.  Lo valuteranno gli inquirenti. Non certo i giornalisti che, al momento, non hanno pubblicato nulla. Fatto sta che il “corvo”, dopo la campagna 2009, torna a volteggiare sulle Due Torri.

 

Post scriptum:

 

Il corvo, per ora, vola basso. Nel senso che le prime verifiche dei pm sul dossier – possibili notizie di reato che, peraltro, riguardavano sodali di Merola piuttosto che lui stesso – non hanno portato a nulla. Ma anche con Delbono la linea iniziale era: “E’ tutta merda nel ventilatore”. Ma poi non era così. D’altra parte, se Merola avesse scheletri di un certo peso nell’armadio, sarebbe un pazzo a candidarsi a Bologna. Adesso lo spettro che fa più paura è quello di Anna Maria Cancellieri: se sul commissario prefettizio – caso unico in Italia – convergesse tutto il Centrodestra, la sfida sarà durissima.

 

 

 

Leggi l’articolo di presentazione delle primarie

 

 

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Cosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    Si voterà il 15 e 16 maggio. Al momento a sfidare Merola ci sono il candidato per tutte le stagioni Galletti e l’anziano ammanicatissimo Aldrovandi. Si presentano spontaneamente perché glielo chiede la gente. Il centro destra a 2 mesi dalle elezioni è ancora in alto mare. Chissà forse candiderà l’ex sindaco Del Bono che adesso ha il dente avvelenato contro il suo ex partito che lo ha abbandonato quando è stato travolto dagli scandali

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