Il Capo

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Non so se vi è capitato di seguire la puntata di Ballarò di mercoledi 26 gennaio. Era invitato il nuovo ministro dello Sviluppo economico, il sig. Paolo Romani.

Era lì a parlare del bunga bunga, perché non sia mai che si parli di economia e soprattutto di politiche di sviluppo economico in Italia. Dunque, la posizione del ministro della Repubblica è la seguente (e sorvolo sul fatto che ha affermato che B non è colpevole di niente e che i fatti non sono stati accertati): non ci si può aspettare da Berlusconi dei comportamenti uguali a quelli della maggior parte degli italiani poiché non è uguale agli altri.

 

In poche parole B è al di sopra della media, non si può utilizzare lo stesso metro di paragone che si usa con tutti i cittadini perché è un uomo d’eccezione, un super uomo. Sebbene Romani non abbia usato questi termini, ovvero non abbia esplicitato quanto il suo discorso sottintendeva, è esattamente questo che voleva dire: siamo davanti all’uomo del destino, all’uomo che può tutto perché eccezionale. Sinceramente, detto da un ministro e non dalla casalinga con la quinta elementare che guarda Uomini e donne, mi sono venuti i brividi per un duplice motivo.

 

In primis, l’uomo del destino è legibus solutus, quindi è in nuce un sovvertitore dell’ordine democratico.

 

In secundis, ed è la cosa più triste, la sua eccezionalità risiede nella sua fortuna economica. B è considerato un mito perché è ricchissimo, punto. Non si distingue dunque dalla massa per imprese eroiche, doti civiche o morali d’eccezione, capacità dialettiche o che so io. Non ha risolto alcun problema politico ad oggi, neanche quelli più pubblicizzati dai rifiuti di Napoli alla ricostruzione dell’ Aquila.

 

Ma non è importante che raggiunga alcun risultato di buon governo, perché il fatto di essere ricchissimo lo sottrae a qualsiasi giudizio di merito. Insomma, lui ce l’ha fatta, e i suoi soldi gli permettono di fare qualsiasi cosa.

 

Avevo appena visto un film di Alberto Lattuada, La spiaggia del 1954, che fotografa dei borghesi al mare. Una prostituta si mischia alla loro compagnia sotto mentite spoglie ma scoperta diviene oggetto di un attacco furioso. Il più ricco tra tutti, un vecchio (neanche a farlo apposto) oggetto di venerazione per le sue fortune, decide di concederle la sua amicizia e protezione e la fa sfilare al suo braccio durante la passeggiata serale. Il fatto di essere stata scelta dal miliardario porta tutti a guardare con rispetto e addirittura invidia la prostituta, che è subito riabilitata ai loro occhi.

 

Ecco, mercoledì sentendo parlare Romani mi è sembrato che gli italiani, e sono tanti, che votano B. siano proprio quelli de La spiaggia che dagli anni cinquanta ad oggi non hanno subito nessun processo di crescita democratica e civile. L’argent sur tout l’argent.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. aleb

    Il problema dell’Italia è che ci sono almeno il 50% degli italiani elettori che se ne fregano anzi sono convinti che siccome “ha fatto i soldi” allora è uno giusto.
    una cara conoscente sostiene di fare un esame per ottenere il diritto al voto, personamelmente essendo un “buonista” ero contario ma forse mi sbagliavo….
    che ne dite?

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  2. Gigi

    e io sono ricchissimo, e io chiedo i soldi per i danni, e io spendo milioni in avvocati, e io ho tanti soldi che potrei costruire ospedali per bambini e invece li devo spendere in mignotte …
    Anche in questi la strategia è l’ostentazione aggressiva del denaro e della ricchezza come simbolo di potere e come arma da usare per comprare alleati e colpire avversari.

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