Undici film de chevet

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Ascensore per il patibolo e Paz, La corazzata Potëmkin e un documentario su Marc Jacobs, L’ignoto spazio profondo e La ragazza con la pistola…Cosa hanno in comune? Essere in modo diverso film che meritano di essere visti e rivisti e approfondire alcuni articoli dell’Undici

Ridotte capacità lavorative di Massimiliano Carboni, 2010 con Paolo Rossi Questo documentario ci mostra da vicino come vivono gli operai di Pomigliano d’Arco. Un Paolo Rossi stranamente discreto ci mostra senza sconti, con cattiveria, senza sconti e senza manipolare qual è la cura FIAT. Uscito alla fine del 2010 e naturalmente invisibile in sala è assolutamente da recuperare. (Se io fossi un operaio FIAT)

 

La corazzata Potëmkin di Sergej M. Ejzenstejn (1925) Tutti noi siamo legati a questo film da Fantozzi. Ma al di là dei luoghi  comuni La corazzata Potëmkin non è una cagata pazzesca, ma un avvincente dramma d’azione su una rivolta popolare, basato su un fatto realmente accaduto ad Odessa durante i moti rivoluzionari del 1905. Anche se è un film muto del 1925 ha un buon ritmo e alcune sequenze sono davvero straordinare. Poi dura un’oretta ed è un’oretta spesa bene. Alla fine si rimane sorpresi perché nonostante i pregiudizi fantozziani è davvero un bel film. Poi ci si può bullare con gli amici che si è vista La corazzata Potëmkin e dire “se pensi che sia palloso è perché non lo hai mai visto”.(diario del mese)

 

Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini 1975. L’ultimo film di Pasolini racconta in maniera spietata la caduta decadente di un sistema di potere. Il sesso visto come strumento di potere e prevaricazione. Il film è strepitoso e come sempre quando si tratta di Pasolini, con una visione che va oltre il tempo. (salò o di Arcore)

 

Ascensore per il patibolo di Louis Malle 1958. Un noir dal ritmo teso dettato dalla tromba di Miles Davis che dà un contributo fondamentale all’atmosfera del film, duro e sentimentale. Uno dei massimi capolavori della Nouvelle Vague. Bellissima come sempre Jeanne Moreau (I due volti del jazz)

 

Marc Jacobs e Louis Vuitton di Loic Prigent 2007 Documentario che ci mostra come Marc jacobs oltre che un personaggio sia davvero un artista contemporaneo. Prigent cerca anche di entrare dentro i segreti della moda e di mostrarci il duro lavoro dei numerosi comprimari. E c’è anche una comparsata del grande artista giapponese Murakami. (la moda rende felici?)

 

La ragazza con la pistola di Mario Monicelli con Monica Vitti, 1968. Quando la commedia all’italiana era davvero grande, divertente e pungente (e non sciatta e autoassolutoria come diventò poi). Monica Vitti in missione vendetta in Inghilterra è davvero uno spasso. Guardando questo film capiamo quanto ci manca monicelli. (Strisce)

 

La spiaggia di Alberto Lattuada 1953 Un’altra bella commedia, dietro le immagini piacevoli si nasconde una cattiveria che mette alla berlina i costumi borghesi che non sembrano essersi evoluti molto in questo mezzo secolo. Lattuada è un regista troppo poco considerato. (Il capo)

 

Paz di Carlo De Maria 2002. Una ricostruzione accurata della Bologna di Andrea Pazienza. Quella degli anni settanta delle occupazioni e soprattutto dei cazzeggiamenti compiaciuti. Un film divertente che scorre come una birretta fresca. Le storie sono basate sui fumetti di Paz. (La strana coppia Paz e Pert insieme a Roma)

 

Vicky, Cristina e Barcellona di Woody Allen 2008. Commissionato dall’ufficio turistico di Barcellona, con i posti più belli della città, delle gran gnocche (Scarlett Johanson, Penelope Cruz, Rebecca Hall) e un gran Javier Bardem riesce comunque ad essere un film Alleniano, cioè acuto, divertente e ben confezionato. Questa volta più leggero e patinato è comunque un buon film. Checchè se ne dica il regista newyorchese è sempre in forma e a sto giro piacerà non solo ai suoi adepti. (Biutiful di Alejandro Inarritu)

 

L’ignoto spazio profondo (The deep blue yonder) di Werner Herzog 2005 A metà tra finzione e finto documentario. Alieni più umani di noi, malinconici, storditi. Staordinarie le lunghe, allucinate riprese dello spazio profondo subacqueo. ((Praterie sul fondo del mare)

 

Il caimano di Nanni Moretti 2006 Basta il finale per farci capire tante cose. Più che un film su Berlusconi, un film sulle conseguenze del berlsusconismo che ormai ha fagocitato il nostro paese. (Berlusconi: come andrà a finire, Il capo, Salò o di Arcore, Il diario del mese)

 

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?