San Sebastiano – 20 gennaio

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il san sebastiano di Guido Reni

Il San Sebastiano di Guido Reni

San Sebastiano è una delle icone di martire più rappresentate, ma (prima sorpresa) non morì trafitto dalle frecce e (seconda sorpresa) non era omosessuale

Come per molti martiri cristiani dei primi secoli dopo Cristo, il racconto della vita di San Sebastiano è giunto fino a noi prevalentemente sotto forma di Legende o di Passio più o meno adattate o abbellite secondo i tempi o gli scopi. Ma la storia di questo martire è una delle più emblematiche ed affascinati, tanto che San Sebastiano oltre che essere il terzo patrono di Roma (dopo i SS Pietro e Paolo) è una delle più popolari icone della memoria cristiana.

Contesto storico 

Già nel 260 l’imperatore Gallieno aveva abrogato gli editti persecutori contro i cristiani. In quel periodo quindi la Chiesa iniziava a potersi organizzare alla luce del Sole e ad operare un’importante opera di evangelizzazione anche all’interno delle gerarchie imperiali.
Nel 284 diventa imperatore il generale Diocleziano assumendo il titolo di Augusto d’Occidente dividendo il ruolo di imperatore con Massimiano, Augusto d’Oriente. Diocleziano avviò riforme per ammodernare l’impero ormai in crisi. Riformati l’esercito, l’organizzazione dell’impero, il sistema fiscale, Diocleziano da un lato operò un decentramento spostando parte del potere alle periferie, dall’altro esautorò il Senato dalle sue funzioni accentrando sulla figura dell’imperatore (cioè Diocleziano stesso e Massimiano) un potere da monarchia assoluta che prevedeva l’origine divina del monarca e la sua adorazione. Si capisce che questa visione dell’imperatore non poteva conciliarsi con la Fede dei Cristiani devoti al Dio unico e a Gesù Cristo figlio di Dio. Così Diocleziano, dopo quasi venti anni di regno, nel 303 dette quindi vita a nuove ed atroci persecuzioni nei confronti di chi non abiurava la propria religione per adorare l’imperatore.

il san sebastiano di Amico Aspertini

Il San Sebastiano di Amico Aspertini

Biografia, legenda, passio 

Nato presumibilmente nel 263 da padre francese e madre milanese forse a Narbonne (nella Gallia dominata dai romani, non lontano dal villaggio di Asterix) o forse a Milano (così sostiene la principale fonte su San Sebastiano che è Sant’Ambrogio), fu educato da cristiano, anche perché la Parola di Cristo era ormai diffusa ed accettata nell’impero.
Sebastiano giunto a Roma da adolescente intraprese la carriera militare sotto l’imperatore Diocleziano. Grazie al prestante fisico e alle doti di coraggio e competenza scalò velocemente le gerarchie fino diventare tribuno della prima coorte della guardia imperiale a Roma, praticamente il corpo che dipendeva direttamente dagli imperatori Diocleziano e Massimiano.

Già votato alla Fede in Cristo, quando iniziarono le persecuzioni grazie alla sua posizione iniziò ad aiutare i cristiani incarcerati portando loro supporto materiale, sostenendoli nella preghiera o anche curandone la sepoltura. La sua opera, ovviamente all’insaputa dell’imperatore, lo portò a convertire numerosi militari e nobili che frequentavano la corte di Diocleziano, finanche il governatore di Roma Tiburzio e suo figlio Comazio. È in questo periodo che avvenne il suo primo miracolo: grazie all’invocazione del Signore e ad un segno della Croce sulle labbra di una donna muta da sei anni San Sebastiano le fece riacquistare miracolosamente la parola.
Grazie a queste di assistenza ai cristiani, Sebastiano fu proclamato da papa s. Caio “difensore della Chiesa”.

San Sebastiano icona omosessuale

Fughiamo subito il dubbio: Sebastiano non era gay e non ha mai avuto rapporti strani col suo imperatore. Non esistono documenti o racconti coevi o per lo meno dei secoli successivi che solo lo possano far supporre.

nei mosaici di san pietro in vincoli san sebastiano è anziano e con la barba

Nei mosaici di San Pietro in Vincoli san sebastiano è anziano e con la barba

Allora come si spiega questa venerazione per l’immagine di San Sebastiano da parte della comunità omosessuale?
Andiamo con ordine.

Sebastiano era un soldato, un uomo che al momento del martirio aveva oltre quarant’anni che nel 304 d. C.non era proprio l’età di un adolescente come oggi. Infatti in epoca romana e bizantina quando si celebra il trionfo del cristianesimo San Sebastiano viene rappresentato come un uomo maturo, con o senza armatura, con la barba che a volte è incanutita. Lo stesso vale durante il medio evo quando tuttalpiù è vestito con abiti medievali.

Durante il Rinascimento c’è la prima svolta: l’arte non rappresenta più solamente la realtà umana, ma la sua rinascita spirituale e quindi mette in scena l’idealizzazione dei valori del soggetto. È così che San Sebastiano un uomo che univa la forza fisica alla perfezione morale viene rappresentato come un ragazzo muscoloso dalle forme perfette, viene svestito degli abiti per meglio evidenziarne il coraggio e il sacrificio nel nome del Signore. È normale che molti omosessuali vadano letteralmente in visibilio per le rappresentazioni del Mantegna, di Guido Reni, Antonello da Messina o di Amico Aspertini (no, il Caravaggio non ha mai dipinto un San Sebastiano).

Ma fin qui San Sebastiano è rimasto un Santo.

yukio mishima va in estasi per san sebastiano

Yukio Mishima va in estasi per San Sebastiano

Una svolta ulteriore c’è alla fine dell’Ottocento quando sotto l’influenza decadentista si comincia ad identificare l’arte con la vita. E se l’arte ci rappresenta San Sebastiano quasi come un putto voluttuoso allora il passo verso una ricostruzione ex novo del suo racconto è breve.

Ci pensa Gabriele D’annunzio nel 1910 a mettere nero su bianco l’omosessualità di San Sebastiano col suo poema Marthyre de Saint Sèbastien, che ci racconta la storia del bellissimo Sebastiano favorito dell’imperatore che si conclude con gli arcieri che, mentre uccidono Sebastiano, gli gridano il loro amore per la sua bellezza.

Seguiranno poi le masturbazioni di Mishima,

monica bellucci è un bel san sebastiano, ma non è quello vero

Monica Bellucci è un bel San Sebastiano, ma non è quello vero

l’omosessualità barocca del Sebastiane di Derek Jarman, etc. etc. fino all’attualità che propone un’immagine di Sebastiano più vicina a quella di un’icona sessuale che a quella di un Santo.
Ma la storia di San Sebastiano è un’altra storia.

Scoperti i sotterfugi di Sebastiano l’imperatore si sentì tradito e dopo un vano tentativo di farlo abiurare lo condannò all’immediata uccisione dando ordine agli arcieri di legarlo a un tronco sul Palatino e di trafiggerlo con le frecce dei loro archi. La leggenda dice che fu colpito da così tante frecce da farlo sembrare un riccio.

Creduto morto fu abbandonato sul posto, privo di sepoltura. Il Signore volle che la nobile e devota Irene lo prese in cura e miracolosamente in pochi giorni Sebastiano fu di nuovo in grado di camminare. Nonostante i consigli degli amici che lo supplicavano di mettersi in salvo, si recò nuovamente dall’imperatore rimproverandolo per le persecuzioni contro chi aveva Fede nell’unico Dio e in Gesù Cristo.
San Sebastiano ormai votato al martirio, fu messo a morte per flagellazione e il suo corpo fu gettato privo di vita nella cloaca massima in segno di disprezzo.
L’esempio di San Sebastiano si è immediatamente radicato nella memoria dei cristiani e ancora prima della sua morte veniva venerato dalla popolazione romana.

Quello di San Sebastiano è un insegnamento importante, un esempio di integrità morale, di coraggio, di coerenza sorretti dalla fede. Oggi, oltre duemila anni dopo la nascita di Cristo, è purtroppo ancora attuale il tema del martirio. Sono infatti quasi quotidiane le notizie di uccisioni di cristiani che vengono perseguitati a causa della loro Fede. Le notizie che ci arrivano da Iraq, Pakistan, Egitto, Nigeria, Sudan ci collegano al racconto di San Sebastiano. In questo millennio il termine martirio è purtroppo tornato attuale. E’ iniziato con stragi di innocenti da parte di assassini autoproclamatisi martiri e sta proseguendo con le stragi di cristiani che resistono a vivere in paesi dove chi ha Fede in Gesù Cristo continua a rischiare la vita.

San Sebastiano si festeggia il 20 gennaio ed è il protettore di arceri, lanciatori di coltelli,  archibugieri, tappezzieri, fabbricanti di aghi, vigili urbani (dalla guardia imperiale, per eredità si è arrivati ai vigili urbani) e della gioventù dell’Azione Cattolica che l’ha scelto come modello di vita.

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    A Milano c’è una mostra davvero interessante di arte contemporanea ‘San Sebastiano icona gay’. “Il 20 gennaio presso l’Open Space di Pierpaolo Perseu (via Mortara 4, Milano) verrà inaugurata la mostra su San Sebastiano, evento che chiuderà i suoi battenti il 26 feggraio 2011.”
    L’avranno allestita in fretta e furia dopo aver letto l’Undici?

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  2. Gigi

    In Spagna e in Sud America sono davvero numerose le città dedicate a San Sebastiano. E’ invece curioso che in Francia non se lo considerino proprio anche se era probalimente era francese.

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  3. giampi

    E’ interessante che San Sebastiano era spesso evocato dai conquistadores in America del Sud, perché ciò che più li spaventava erano le frecce degli indios.
    Diverse della prime città fondate in quel continente furono dedicate a questo santo.

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