Contemplazione

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Dopo aver mangiato, i gomiti appoggiati sulla tovaglia verde del tavolo della cucina, con gli occhi chiusi, contempla il mondo.

Sempre lo ha fatto e sempre lo farà. Sin da quando era molto piccolo, se si concentra anche solo un po’, può sentire la presenza di tutte le cose viventi, percepirle nella sua testa, como chi avverte, con gli occhi chiusi, che qualcuno ha acceso la luce nella stanza. Donne, uomini…ma anche gli animali, dal più grande al più piccolo, intuisce il loro respiro, la fiamma che li brucia, nelle loro profondità.

Se ci si concentra molto, e in alcune serate di vacanza ci dedica parecchie ore, può arrivare a percepire gli alberi, i più sottili fili d”erba, contorti nel freddo sotto la gelida nebbia, i fiori sui balconi di città che non ha mai visitato, all’altro capo del mondo. Addirittura un giorno, un paio di anni fa, senza sapere come, mentre era a letto a leggere, gli parve di sentire un calore infinito, una melodia composta da milioni e milioni di piccole fiamme, di ogni colore immaginabile, che veniva da più lontano delle stelle, oltre quei milioni di galassie che sono così distanti che la loro luce non ci raggiungerà mai.

A volte si è domandato se fosse Dio. Ma i poteri di Dio sono di gran lunga superiori ai suoi. Non è vero? Dio non solo può sentire il battito del cuore, il sussurro del fuoco, il suono del terribile desiderio di continuare a vivere, ma può anche scrivere liberamente nel libro del destino di qualsiasi essere, può disporre di tutti gli aspetti dell’esistenza di chiunque, può scegliere di rispondere o no a suppliche e preghiere, è in grado di cancellare la povertà, la fame, la sofferenza e fingere di non vederle. Egli, se non fosse un semplice osservatore, se avesse voce e voto per dirigere questa triste operetta, se potesse seminare in giro la felicità, ma dovesse decidere secondo la sua volontà, di lasciare alcuni campi incolti, alcuni deserti pieni di pietre e sabbia e sangue e scorpioni, non lo potrebbe sopportare. Impazzirebbe o, in un ultimo atto di redenzione, si toglierebbe la vita.

Per questo, ogni giorno, dopo aver contemplato il mondo, ringrazia Dio di non essere Dio. Ma ha il sospetto di essere una di quelle fiammelle che Dio non ascolta da molto tempo.

“A cosa stai pensando? Non ti sei accorto che farai tardi al lavoro? Dai, svegliati!” gli dice Dolores, sua moglie, dalla porta della cucina. Manuel si alza, raccoglie due o tre molliche lì sulla tovaglia, dà un bacio leggero a Dolores e, sorridendo, esce di casa per prendere l’autobus che lo porterà alla società di prodotti surgelati dove lavora da anni.

[articolo dalla rivista catalana "El Criteri" gemellata con L'Undici, traduzione di Jumpi, clicca qui per visitare il sito dell'autore]

 

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