Kite e canguri

1
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Da Kerouac a Zunflaz, dalle onde di Viserbella a quelle dell’Oceano Pacifico, dal kite surf al primo romanzo. Francesco Maestri racconta una storia originale in “Sulle Spalle del Canguro”, la sua.

L’incipit non è poi così innovativo. Una laurea in informatica a 25 anni, bagnino sulle spiagge di casa d’estate, una passione per il kite surf e la sensazione che ancora manchi qualcosa. In fondo non ha mai amato l’informatica.
“Per mia scelta non mi sono mai specializzato in nulla, apprendendo di tutto un po’. Anche a causa del mio carattere ho cambiato spesso lavoro, ho viaggiato tanto e ho cercato di affrontare la vita cercando di imparare sempre qualcosa di nuovo, a volte anche cose bizzarre”.
E allora? Allora Francesco Maestri, in arte (anzi in rete) Zunflaz, non ha fatto scommesse sulla figlia del droghiere tra i gelati e le bandiere, ma è partito all’avventura, Stati Uniti, Brasile, Europa, ma soprattutto Australia, pronto a raccogliere le sfide. E ha preso la penna in mano. Non sarà (ancora) un caso editoriale, ma a 29 anni vede pubblicare il suo primo romanzo, Sulle Spalle del Canguro.
Paradossalmente, ma non troppo, la trama del romanzo rovescia la storia di Zunflaz. Il ragazzo protagonista non è romagnolo, ma di Novara. E’ comunque “confuso e attorniato da mille dubbi” e per cambiar vita decide nientemeno di andare a Rimini, dove ad attenderlo c’è sì un bagnino romagnolo, ma vecchio, burbero e silenzioso.

Zunflaz, non è vecchio, non è burbero e non è silenzioso. Ma il romanzo di Federico, il protagonista, si dipana in tanti episodi di vita vissuta, e soprattutto con una relazione con il mare, che finalmente riesce a dare qualche risposta al ragazzo confuso.
Francesco ha scritto un romanzo.
Un detto spagnolo (attribuito al rivoluzionario cubano José Martí) afferma che nella vita devi fare tre cose, piantare un albero, fare un figlio e scrivere un libro. Intanto, per Zunflaz, il libro è fatto. Pubblicato da un editore bolognese (Giraldi), solo le prime copie sono in circolazione, come spesso succede in questi casi la “tiratura” seguirà la domanda. Ma non può non suscitare curiosità una storia del genere. E per toglierci qualcuna di queste curiosità l’Undici non poteva non sottoporre Francesco al fuoco di fila delle Undici Domande (che poi sono più di undici).
Con questa intervista la famiglia Maestri batte un piccolo record. Francesco è infatti il fratello maggiore di un personaggio già noto alle cronache undicinali, l’AleMae campione di baseball che sta inseguendo il sogno di essere il primo italiano nelle leghe maggiori americane.
Fratelli che – un passo alla volta – pensano in grande.

Allora i bagnini romagnoli non sono superficiali come li dipingeva De André?

Dipende dai bagnini, ognuno ha il suo carattere. Ma, come nella vita, è difficile additare qualcuno come superficiale, perché chiunque al mondo ha qualcosa di interessante da dire, se poi quello che ha da dire non è interessante per noi, non vuol dire che non sia interessante per altri.

Come scatta la molla di salire su un aereo alla ricerca di se stessi?
Secondo me tutti avrebbero voglia di farlo, di seguire la propria strada. Bisogna solo avere il coraggio di farlo con leggerezza. Troppe volte le persone non fanno una scelta per paura di qualcosa che potrebbe succedere e si ritrovano dopo qualche anno a ripensare agli errori del passato. Secondo me bisogna cercare, sempre nel possibile, di fare quello che si ha voglia di fare.

Oltre a te stesso, si può trovare altro?
Parlando della mia esperienza personale ti posso dire che puoi semplicemente trovare altre persone che, come te, hanno voglia di vivere la vita appieno. Il problema più grosso della vita di tutti è che ne abbiamo solo una, e se non viviamo quella poi non è che si torna indietro. Tutti noi quando ci svegliamo la mattina possiamo respirare e camminare, e quello dovrebbe essere motivo di felicità per ognuno di noi, invece ci alziamo sempre col muso pensando che dobbiamo lavorare e siamo sempre scontenti di ciò che facciamo.

Cosa vuol dire Zunflaz?

Ti potrà sembrare strano ma Zunflaz non significa nulla, è un nickname che mi sono inventato tantissimo tempo fa per iscrivermi a forum e siti online, era l’unico sempre disponibile e, se era già presente, sapevo che mi sarebbe bastato inserire la password per entrare. Col tempo è poi diventato il mio nome di battaglia.

Ci sarà un secondo romanzo? (e quali sono i tuoi piani per il futuro?)
Penso proprio di sì, sto pensando di riprendere un mio vecchio scritto, modificarne la trama e delineare meglio i personaggi, ma per adesso non ho ancora in mente la fine, quindi non l’ho ancora iniziato. Per il futuro vedremo, non mi è mai piaciuto fare piani, dovrei cambiare ancora qualcosina nella mia vita per essere totalmente allineato e in equilibrio con tutto.

Quante copie venderai?
Non nascondo che mi piacerebbe poterne vendere il più possibile, per essere il più realista possibile e, visto che trovare il mio romanzo sugli scaffali in libreria sarà molto difficile (molto spesso bisognerà ordinarlo o comprarlo su internet), penso 200 o 250 copie.
Considerando il fatto che un ottantina sono già state comprate da una settimana dall’uscita ufficiale, potrei farcela.

I tuoi cinque libri preferiti
“L’Alchimista” di Paulo Coelho il mio preferito in assoluto, poi così a mente direi “Vagabonding” di Rolf Potts, mi è piaciuto molto anche “Un indovino mi disse” di Tiziano Terzani, una bella storia, “Sulla Strada” di Jack Kerouak, “Due di Due” di Andrea De Carlo, anche se, a parte il primo che leggo spesso gli altri, seppur mi siano piaciuti molto, non saprei dire se sono veramente i miei preferiti.

Se dovessi trasformare il tuo romanzo in un film, quale sarebbe la colonna sonora? E quali gli attori?
Sulle Spalle del Canguro si potrebbe prestare come trama di un film, io metterei a fare Federico un attore italiano giovane, tipo Vaporidis, nel ruolo di Ennio uno come Ivano Marescotti o Michele Placido, comunque tutto cast italiano.
Colonna sonora non saprei, sicuramente non il valzer o la mazurka.

Rimorchia più un bagnino, un campione di baseball o uno scrittore?
Un bagnino rimorchia sempre e comunque, anche se è brutto o sfigato, anche se lavora in uno stabilimento alla moda o nella peggio spiaggia della riviera. Un campione di baseball rimorchia tanto, ma a volte basta che dica che giochi in America, che sia baseball, football, hockey, non interessa tanto. Lo scrittore ne rimorchia una sola, anche perché sta sempre rinchiuso in camera a scrivere.

Tu diventerai un vecchio saggio di mare?
Io sono già un saggio di mare, mi manca ancora qualche anno per dire di essere vecchio, ma sono sulla buona strada.

Il tuo bagno più bello?
Bagno in che senso? Se parliamo di bagnini a Rimini, ti dico la spiaggia dove vado d’estate a fare kite-surf, come bagno inteso nel mare, ti parlerei ancora di kite-surf, nel senso che ogni volta che si va in mare con quell’attrezzo ci si può dirigere al largo e godersi la natura lontani da tutto e da tutti.

Rimini è la stessa di 40 anni fa (anche se tu non eri nato) o è cambiata? E come cambierà ancora?
Totalmente diversa, Rimini è vecchia e morta, tutto quello che ci circonda è fermo a 40 anni fa, dagli stabilimenti balneari alla mentalità delle persone. I turisti che abbiamo sono gli stessi che c’erano quella volta e sono pochi i giovani che hanno voglia di dare alla riviera una ventata di freschezza.

Cosa pensi della politica?
In Italia la politica è lo specchio del paese, quello che succede ai vertici alti è lo stesso che succede nel piccolo. Ogni giorno usciamo di casa, ci lamentiamo e puntiamo il dito schifati verso Berlusconi e compagnia bella, quando poi siamo i primi a buttar la spazzatura dal finestrino dell’auto, ad andare a mignotte nei paesi tropicali e a cercare di fregare il prossimo. Quello che bisognerebbe cambiare è la nostra consapevolezza e la nostra onestà.

Perché i giovani non trovano se stessi oggigiorno?
Non esistono ideali, i giovani sono spaesati perché non sanno che fare della propria vita, non c’è un futuro da guardare con voglia di provare a costruire qualcosa. Siamo una generazione spiazzata, che aspira al successo facile o alla ricchezza materiale senza fare fatica. Se ci guardiamo intorno è molto difficile trovare un giovane che ha voglia di mettersi in gioco e di costruire da solo la propria vita.

Chi sarà il fratello famoso tra i due Maestri?
Penso quello più piccolo, tutti e due comunque aspettiamo ch
e l’altro diventi famoso per godere delle ricchezze dell’altro. Quindi se dovesse diventare famoso Alessandro io potrò fare la vita da nababbo senza dover lavorare, se invece fossi io lo scrittore famoso, lui potrebbe vantarsi con gli altri, ma penso che dovrebbe comunque lavorare. In definitiva è meglio se diventasse famoso lui.

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Chi lo ha scritto

matzeyes

Nato nei favolosi anni settanta, si sente scienziato (e incredibilmente lo pagano come tale), romantico, padre sapiente, nostalgico, sognatore (ad litteram), scrittore, giornalista, teorico della cospirazione, giocatore di baseball, cittadino del mondo (più d'Europa), anticonformista, rivoluzionario di sinistra, vero cattolico. In realtà è solo un (po') coglione, ma almeno è anche lui un fondatore de l'Undici.

Cosa ne è stato scritto

Perché non lasci qualcosa di scritto?