R.I.P. – Il morto del prossimo mese: Giulio Andreotti

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Andreotti è morto. Con lui se ne vanno cinquanta anni di storia italiana. Sepolti. Finalmente.

Giulio Andreotti (Roma, 14 gennaio, 1919). Belzebù. Cercare di capire, di carpire chi fu Giulio Andreotti è inutile, prima che impossibile. Il vero Andreotti, l’Andreotti segreto, i segreti di Giulio, le trame del divino. Cose che riempiono i giornali. Cose inutili se non false.

Belzebù

L’Andreotti fu una istituzione. Mai menzionata nelle sacre carte della Repubblica italiana, ovviamente. Eppure l’Andreotti nacque nel 1948, con la Costituzione. A differenza di essa però, dinamicamente e velocemente si auto-emendò, libera dai pesi e contrappesi che vincolano l’agire e l’evolversi delle istituzioni repubblicane. Per quasi cinquanta anni si diede da fare, a tutti i livelli, risultando forse la più efficace istituzione nel governare e plasmare l’Italia. Uno spregiudicato grumo di interessi e personaggi che aveva una sola istruzione: soddisfare le proprie esigenze occupando i posti di potere. Non anti-Stato, piuttosto un apparato a-statale, pronto a servirsene.

L’Andreotti fu male. Il tradimento delle speranze post-belliche. Il fallimento della creazione di un’Italia fattualmente democratica. La dimostrazione della debolezza della Repubblica italiana. Governo permanente dal 1948 al 1992, mai votato, auto-referente, né di destra né di sinistra. Guidato da Giulio. Chi ne conobbe l’agire ai livelli più alti, disse di lui:

- Un ragazzo capace a tutto, che può diventare capace di tutto (A. De Gasperi).

meglio a te che a me- Le manca proprio il fervore umano. Le manca quell’insieme di bontà, saggezza, flessibilità, limpidità che fanno, senza riserve, i pochi democratici cristiani che ci sono al mondo. Lei non è di questi. (A. Moro, scritti dal carcere)

- ….conquistato il potere per fare il male come sempre ha fatto il male nella sua vita (A. Moro, scritti dal carcere)

- Mi sembrò avere una attiva avversione ai principi, persino la convizione di che un uomo di principi fosse una figura di divertimento (M. Thatcher)

Questo fu l’Andreotti. Nessuna spinta ideale, se non reazione e freddo calcolo. Spietato cinismo, deserto etico e assenza di regole.

Nell’Andreotti conversero tutti i poteri extra-parlamentari italiani, già fortissimi data la debolezza del nascituro Stato e la particolare situazione italiana. Vaticano, mafia, massoneria. E si fecero istituzione, nell’Andreotti. Di rimando, Giulio si fece uomo di Stato, che ne risultò infettato e perì. Ci sono stati servitore dello statoprocessi che hanno dimostrato molte colpe del Belzebù (ok, fino al 1980, like it matters!), moltissimi altri che hanno condannato in maniera definitiva l’Andreotti in toto.

Ma l’Andreotti governò ininterrottamente l’Italia nella seconda parte del Novecento, legittimando e assecondando interessi e gruppi di potere vergognosamente anti-italiani e anti-democratici, spesso ferocemente criminali. Non si possono fornire qui tutti i dettagli (*), ma lo stesso “interrando” ci fornisce la chiave di lettura di cosa sia veramente stato l’Andreotti e quindi l’Italia.
L’8 settembre 2010, poco tempo prima di morire, disse a proposito di Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata Italiana assassinato dalla mafia (vivamente consigliato leggere prima qui e qui):

- È persona che in termini romaneschi se l’andava cercando

A questo punto bisogna prendere un po’ di fiato e pensare bene cosa vuol dire questa frase pronunciata da un costituente, sette volte Presidente del consiglio, pluriministro (Interni, Difesa, Tesoro, Esteri)……

 

 

 

 

 

 

…..pensaci ancora un pò……

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ecco, bravo/a! Non credo io possa aggiungere nulla. Andiamo avanti.

L’Andreotti non fu l’”andreottismo”. Le persone che a mano a mano prendevano e lasciavano il potere nell’Andreotti non furono mai andreottiani. Gli andreottiani furono i manovali, più o meno consapevoli delle manovre e degli obiettivi dell’Andreotti. Gli andreottiani più furbi lucravano, ma nulla più.

L’Andreotti cessò effettivamente di esistere il 25 maggio del 1992, quando il suo fondatore e principale esponente, Giulio, non venne eletto alla Presidenza della Repubblica italiana, sconfitto da Oscar Luigi Scalfaro, un outsider che, dopo l’assassinio del magistrato Giovanni Falcone e la sua scorta, venne eletto sull’onda dell’emozione popolare. Dopo l’Andreotti, l’abisso. Ma qui non consta.

...il nuovo che avanzaPurtroppo, la morte di Giulio Andreotti non significa che sia cambiato qualcosa. Come ebbe a dire lui stesso, gli andreottiani sono ovunque: io sono trasversale. L’Andreotti, sotto sotto, fu voluto da tutti, o almeno dalla grande maggioranza degli italiani (ammesso che esistano). L’Andreotti fu la maniera più spedita di organizzarsi del disordine anarchico, dell’individualismo estremo che ha sempre caratterizzato le genti italiche. Poco portate per le forme e i vincoli imposti dalla rappresentanza parlamentare, la garanzia delle minoranze, il rispetto delle regole o anche solo la loro chiara definizione e la separazione e mutuo controllo dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

Aldo Moro, nella cristallina sincerità dettata dalle tragiche circostanze, disse dell’ora caldo cadavere: “Durerà un po’ più, un po’ meno, ma passerà senza lasciare traccia“. Si sbagliava. Altro che ragione di Stato, perpetuare il male per garantire il bene, cause di forza maggiore, guerra fredda. L’Andreotti is here to stay, è genet-italico. Non è causa, è effetto. Emerge. Approvazione nascosta ma diffusa, ma non ragionata. E si continua così, le genti sono sempre quelle.
italiani.......
Dal 1994 c’è il “berlusconismo”. L’unico elemento di modernità del berlusconismo è il suo contatto diretto con l’economia, fattore meno importante ai tempi di Belzebù. Ma gli attori sul palco sono gli stessi: il cardinale, il mafioso, il finanziere spericolato, l’intrallazzatore più o meno massone, l’avvocato azzeccagarbugli, il giudice insabbiatore, il giornalista prezzolato, la spia deviata, il generale nostalgico. Camera, Senato, partiti, sindacati… parole vecchie e allo stesso tempo mai veramente vissute. Tanti auguri.
Tornando al concime per vermi: non ci mancherà. Una prece.

(*) L’Andreotti’s pills

Golpe Borghese
Michele Sindona
Generale Dalla Chiesa
Amici delle isole
Pecorelli
Ancora Aldo Moro nel 1978: ….Passerà alla triste cronaca, soprattutto ora, che Le si addice. Che cosa ricordare di Lei? La fondazione della corrente Primavera, per condizionare De Gasperi contro i partiti laici? L’abbraccio-riconciliazione con il Maresciallo Graziani? Il Governo con i liberali, sì da deviare, per sempre, le forze popolari nell’accesso alla vita dello Stato? Il flirt con i comunisti, quando si discuteva di regolamento della Camera? Il Governo coi comunisti e la doppia verità al Presidente Carter? Ricordare la Sua, del resto confessata, amicizia con Sindona e Barone? Il Suo viaggio americano con il banchetto offerto da Sindona malgrado il contrario parere dell’Ambasciatore d’Italia? La nomina di Barone al Banco di Napoli? La trattativa di Caltagirone per la successione di Arcaini?….

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11 commentiCosa ne è stato scritto

  1. AeRRe

    Avete visto il film “La mafia uccide solo d’estate”? Il divo Giulio che diventa l’eroe di un bambino.
    Risate a denti stretti.

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  2. Gigi

    Il film Il Divo, l’unica biografia possibile su Andreotti, finalmente arriva dopo censure e boicottaggi nella TV in chiaro. Mercoledì 2 febbraio alle 21 su LA7. Vedetelo!

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  3. giorgio marincola

    @Nicia: Ribadisco, Berlusconi è un frutto del marciume prodotto dalle genti italiche che democraticamente eleggono i loro politici. Colpa loro. La mafia fa parte del marciume, e i mafiosi sono italiani come te. Quelli che votano consapevolmente mafiosi italiani, poi, sono attualmente più di quelli come te e me. Lo stanno facendo da 16 anni, liberamente. Siamo oltre quarto potere, da un po’ di tempo. La gente sa chi sono e cosa fanno Kane e dell’Utri, o non le interessa, e li vota. L’Italia senza la mafia avrebbe un altro volto d’accordo, come la Svezia confinante col Congo. Il resto sono tesi di laurea e discorsi fra i soliti 5 milioni di italiani che leggono i giornali, si informano su internet, guardano poco la tv, hanno studiato e viaggiato, sanno parlare le lingue ecc. ecc…..una minore minoranza. È un errore romantico avere il mito del buon selvaggio, pardon del buon italiano vittima della mafia e della televisione importati dai marziani.

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  4. Nicia

    Mi sa che siamo d’accordo anche sugli italiani che votano il proprio rappresentante, ma se credi che B. sia solo e semplicemente un frutto marcio della democrazia allora mi sa che sei tu che vivi su marte!
    Non penso affatto che B. sia un marziano che si sia impossessato delle genti italiche attraverso…..ma da dove l’hai tirata fuori quest’eneide?…
    Penso semplicemente che uno dei fattori comuni alle politiche della DC e al berlusconismo, e della politica italiana in generale, non è solo il voto degli italiani, ma fino a prova contraria, una fusione con la mafia che prescinde dal voto democratico, nel senso che quella c’è, punto e non mi sembra proprio il caso di sottovalutarla, l’Italia senza la mafia avrebbe un altro volto.
    Restando in tema di controllo dei media di cui sopra suggerisco il film Quarto potere di Orson Wells.

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  5. giorgio marincola

    @Gigi&Nicia:

    Ok, diciamo che non ha molto senso arrovellarsi per capire chi è peggio fra i due.

    Ma pensare a Berlusconi o al berlusconismo come a un marziano che si è impossessato dell’Italia contro il volere delle gente italiche grazie a un patto con la mafia e il controllo dell’informazione è, permettetemi, mettere la testa sotto la sabbia. Fino a prova contraria, da 16 anni Berlusconi vince elezioni su elezioni, a volte le stravince. Da 16 anni. 16 anni di disastri politici, economici, sociali, di immagine, etc etc, (qui) siamo tutti d’accordo su questo.

    La più grande minoranza delle gente italiche però lo vota o vota i suoi alleati e negli anni hanno imparato a conoscerlo, non si può dire lo facciano per sbaglio. Se si crede nella democrazia e nel voto, fino a quando si vota si è obbligati a riconoscere che la classe politica e i suoi capi sono lo specchio del paese. Se Berlusconi ha prosperato e prospera da lustri, c’è innegabilmente una domanda di Berlusconi. Come ci fu di Andreotti.

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  6. Nicia

    Sono pienamente d’accordo con Gigi!!! E comunque se Berlusconi sia meglio o peggio di Andreotti è irrilevante. Stiamo facendo una fine vergognosa, questa è l’unica cosa che conta! Berlusconi non ha ucciso nessuno? Beh ha provocato una morte lenta e sofferente (sia in senso lato che in senso stretto) di un paese intero che, come dice Gigi AVEVA delle cose di cui vantarsi e come! Sono peggiorate le genti italiane? e come mai? perchè delle genti improvvisamente peggiorano? Forse perchè c’è qualcuno che ha preso il totale controllo dei media (e devi avere una sottile mente da mafioso per riuscire a farlo cosi bene!) degenerando sottilmente e lentamente le menti degli italiani? ed inoltre, mai come negli ultimi vent’anni (da quando B. bazzica in politica e non) la mafia ha avuto un potere cosi radicato nella politica, nell’economia e nella cultura (modo di pensare) dell’Italia (B. la vince sempre non solo perche sa attirare i voti, ma anche perchè sa che imbrogli fare…quindi non diamo sempre la colpa agli italiani! se nn erro il monopolio dei media era una “delle cose da fare secondo il piano di rinascita di Licio Gelli”…che Silvio ha seguito con fedeltà). Voglio dire, prima in Italia le mafie erano un fenomeno locale (del sud), la novità che ha portato Berlcusconi è che ora è lui il primo mafioso d’Italia, e la mafia è diventato un SISTEMA (inter)nazionale piuttosto pontente (mazza sono stati proprio bravi), ragion per cui se prima l’italia aveva, a mio parere, molto di cui vantarsi ora è un paese letteralmente marcio. Certo che i semi e le radici di questo marciume non li ha messi Berlusconi ma personaggi come Andreotti, Craxi, Cossiga, etc, e B. ha saputo sviluppare e proseguire in maniera brillante ed eccellente il modo di fare politica dei suoi predecessori…peggio o non peggio di Andreotti? Almeno Giulio e i suoi amici agivano da politici, corrotti ma hanno scritto una Costituzione…Berlusconi manco quello è capace di fare!!!

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  7. Gigi

    non voglio difendere l’indifendibile Andreotti, ma è un fatto che la prima repubblica ci ha lasciato un diritto del lavoro modernissimo e progressista, un’istruziione pubblica di alto livello e alla portata di tutti e un sistema sanitario pubblico migliore di quello di altri paesi occidentali (e un debito pubblico stratosferico). E queste sono proprio le cose che il berlusconismo sta distruggendo (e i conti dello stato sono sempre gli stessi). Poi se vogliamo il berlusconismo ha preso il potere anche grazie a un patto con la mafia e a una stagione di stragi.

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  8. giorgio marincola

    Mentre scrivevo mi sono reso conto di non avere il tempo e lo spazio per spiegare meglio e confutare quello che mi stai dicendo, l’ho fatto solo “en passant”, scrivendo che ” perpetuare il male per garantire il bene” non si applica assolutamente all’ interrando. E i risultati economici e sociali della seconda metà del ’900 (largamente inferiori rispetto a quelli di paesi nostri vicini) non sono merito della politica dell’ Andreotti che, a parte l’apertura agli arabi e anche all’ URSS, era inesistente, era solo gestione del potere, come diceva bene Moro (nel 1978!). Cresceva e cambiava tutto in quegli anni, in Occidente.

    Inoltre, paradossalmente, l’ azione di governo di Berlusconi non ha ucciso nessuno, quella di Andreotti eccome, consapevolmente. Cossiga sparava sui manifestanti, Andreotti era lí dietro. È vero che erano altri tempi, durissimi, ma non sono sicuro che Berlusconi sia peggio di Andreotti. Sono solo, incredibilmente, peggiorate le genti italiche, che hanno partorito un altro mostro che se ne può impunemente prendere beffa e affamare.

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  9. Gigi

    una differenza col berlusconismo è che Andreotti (e magari anche Cossiga) si comprometteva col male, gli dava spazio, lo usava in nome di quello che pensava fosse bene per l’Italia. mentre Berlusconi guarda esclusivamene agli interessi suoi, ad arricchire lui e le sue imprese. Non è da poco perché per il bene del nosto paese i padroni della prima repubblica hanno fatto anche cose buone che hanno portato l’Italia ad un benessere collettivo e a una modernizzazione anche sociale che non è da buttar via. Berlusconi invece guardando solo al suo soldo lascerà un italia peggiore sotto tutti i punti di vista.
    Per il resto hai ragione tu e le Andreotti ‘s pills (più le stragi di stato) stanno lì come macigni

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  10. giampi

    D’accordo su tutta la linea. Andreotti è stato la personificazione del pensiero della silenziosa maggioranza: “Ma siete impazziti? Ma non vorrete mica mettervi a fare la guerra alla mafia? Meglio scenderci a patti e vedere un po’ cosa cavarci di buono”.
    Insomma: meglio “mettersi d’accordo” sempre e comunque, anche con il Male, piuttosto che provare ad estirparlo.

    Andreotti lo faceva “alla democristiana”, con contrattazioni, negoziazioni, pesi e contrappesi.
    Il “moderno” Berlusconi condivide questa visione, considerando però la mafia una voce di bilancio.

    Consiglio infine la visione del film “Il Divo” di Paolo Sorrentino.

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