La sinistra e la Coca Cola che fa i buchi nello stomaco

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Chi ha più di trent’anni, ha certamente ascoltato questa frase: “La Coca Cola fa venire i buchi nello stomaco! Non ci credi? Prova a mettere un pezzo di carne in un bicchiere di Coca: dopo venti minuti è scomparso”.

Una trentina di anni fa, molte madri “progressiste” e di sinistra proibivano ai loro figli di bere la Coca Cola, che troneggiava invincibile e irresistibile sul tavolo delle bevande di qualsiasi festa di compleanno. Di fronte alla domanda dei figliuoli: “Ma perché?”, le madri – dopo qualche secondo d’esitazione – non potevano non ricorrere alla suddetta, definitiva verità: “La Coca Cola fa male: fa venire i buchi nello stomaco”.

Enrico Berlinguer (Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984) è stato uno storico dirigente del Partito Comunista Italiano

Qualche anno fa un articolo de “Il Giornale” si prese la briga di raccogliere anni di passate invettive della sinistra contro vari aspetti della modernità. E’ una lettura interessante. Ci sono – è vero – posizioni che oggi appaiono assurde e ridicole, come quelle contrarie alla metropolitana, ai computer, ai ponti, ecc. Eppure alcune osservazioni appaiono tuttora assai attuali e corrette, come ad esempio questa del 1977 apparsa su L’Unità: «Gli investimenti in autostrade hanno aperto una falla difficilmente colmabile nelle risorse del Paese, a detrimento di investimenti la cui mancanza determina continui danni economici ed ecologici». Oppure le parole di Berlinguer (Enrico) sull’austerità sempre del ’77: «L’austerità è il mezzo per contrastare alla radice, e per porre le basi, del superamento di un sistema che è entrato in una crisi strutturale. Lo scopo di questa austerità è in primo luogo quello di instaurare una moralità nuova».

Insomma, non era tutto da buttare in quelle analisi, tutt’altro. Era evidente la preoccupazione per quello che era dietro l’angolo: il super-capitalismo vorace, l’individualismo sfrenato, il Dio Denaro come unica stella polare, la Thatcher e l’”edonismo reganiano”, ecc. ecc.. Eppure la sinistra – nonostante avesse presagito quella svolta cruciale e si trovasse su posizioni “giuste” – si fece trovare assolutamente impreparata di fronte all’avanzare di questa modernità aggressiva. Così come ancora oggi è incapace di proporre con forza, coraggio e chiarezza soluzioni funzionali, concrete e pratiche riguardo a tante questioni “moderne” o meglio contemporanee: l’immigrazione, la sicurezza, la violenza negli stadi, la legalità, il consumismo, la tecnologia, il precariato, il ruolo dei sindacati, ecc.

Dagli anni ’80 in poi, anche per aver dovuto abdicare al proprio obiettivo finale, ossia la sconfitta del capitalismo, la sinistra (non solo italiana…) si è avvitata su se stessa, vittima – tra l’altro – della paranoia d’apparire retrograda o peggio fascista e dell’incapacità di analizzare il dinamismo della contemporaneità. Il tutto si è tradotto e si traduce in messaggi spesso inadeguati e in imbarazzanti difficoltá comunicative con chi dovrebbe costituire il suo elettorato (in senso lato). Tutto ció ha lasciato campo libero alle ricette della “destra” che in Italia sono quasi sempre facilone, demagogiche, inconcludenti e superficiali.

Il divieto delle mamme progressiste di trent’anni, formulato secondo l’argomentazione dei buchi nello stomaco, era irricevibile e impraticabile. Nessun bambino si ‘bevve’ quell’assurda storia e sappiamo bene com’è andata a finire: la Coca Cola è bellamente ingurgitata ad ettolitri in ogni angolo d’Occidente. Così come oggi nessun genitore dice più ai figli di “non stare così vicino al televisore”. Ma dietro a quelle proibizioni esistevano valori e motivazioni tuttora attuali ed apprezzabili. Tenersi lontani dalla Coca Cola sottintendeva non lasciarsi “colonizzare” e “silenziare” anima, corpo e coscienza dall’incombente e aggressivo neocapitalismo omologante che ci vuole tutti obbedienti e acefali consumatori.

Il fatto è che la Coca Cola è deliziosa, così come le ricette proposte dalle destre populiste appaiono semplici e risolutive. Occorre dunque confrontarsi con questa evidenza e contrastarla con risposte pratiche e funzionali, oltre che ben argomentate e motivate. Ma è necessario – prima di tutto – essere contemporanei e coraggiosi, operazione che significa anche spogliarsi di vecchi schemi ideologici, di antiche consuetudini partitocratiche e di deleterie paranoie sulla propria identità. Nel frattempo io vado a bermi un sorso di acqua con limone, menta e ghiaccio: dissetante, ecologica, sana e preparata da me!

 

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Brillo DeLuca

    La coca cola deliziosa? Forse più che di crisi della sinistra qui siamo di fronte ad una brutta crisi del gusto.

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  2. marinda

    A me dicevano: “Lo sai che la usano per pulire i fossili e le monete, perchè corrode anche pietre e metalli”.

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  3. giorgio marincola

    “…il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili…” Frankie Hi-NRG.

    Altro che non bere la coca-cola!

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