Santa Barbara – 4 dicembre

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santa barbaraSanta Barbara patrona di pompieri, minatori, marinai, artiglieri, architetti, muratori, campanari, moribondi, fucili, esplosivi e polvere da sparo. Protegge da fulmini, esplosioni, morti accidentali e improvvise. Ma qual è la storia di questa ragazza venerata in tutto il mondo?

Santa Barbara è una protomartire cristiana vissuta verosimilmente alla fine del III secolo. Della sua vita si conosce davvero poco. A noi sono giunte informazioni frutto più che altro di narrazioni leggendarie e a volte contradditorie il cui valore storico e documentale è scarso. Le certezze che abbiamo sono il nome Barbara cioè straniera, non romana, che in quei tempi non era certo un complimento, le origini orientali (il che potrebbe voler dire Egitto ma anche Turchia) e, soprattutto, il martirio per mano del padre.
Nacque circa nel 273 a Nicomedia in Turchia, ma altre fonti dicono Antiochia o l’Egitto se non addirittura la Toscana. Figlia del potente Dioscuro collaboratore dell’imperatore e descritto secondo tradizione come fanatico pagano (qualunque cosa questo voglia dire) si convertì al cristianesimo.
Essendo la ragazza molto bella il padre per proteggerla la fece rinchiudere in una torre. Torre quindi come simbolo di vigilanza, ma anche di elevazione al Cielo. Barbara fece aprire 3 finestre nella torre, simbolo della Santissima Trinità e vi fece costruire una vasca da bagno a forma di Croce nella quale sotto l’influenza di San Giovanni Battista si autobattezzò.
Al ritorno da un viaggio Dioscuro scoprendo queste sottili simbologie cristiane si infuriò con la figlia e la imprigionò promettendole la morte. Qui secondo tradizione Barbara compì il suo primo miracolo passando attraverso le pareti della torre e fuggendo dalla sua prigionia. Purtroppo un pastore delatore fedele al di lei potente padre la denunziò e la povera Barbara fu condotta al cospetto del prefetto Marciano (che alcune fonti danno anche come promesso sposo imposto dal padre). Questi spinto anche dal sincero desiderio di salvarle la vita cercò di convincerla all’abiura: “dai Barbara, sei giovane e bella chettefrega di Gesù, goditela e ci penserai quanto tuo padre non ci sarà più”. Ma la fede di Barbara non era un capriccio e persistette cercando di convincere il suo giudice il quale, seguendo le prescrizione del tempo le inflisse dolorosissime torture, flagellazioni, mutilazioni (per esempio del seno).
La Fede dette forza a Barbara che durante la notte, dopo una visione, si ritrovò il corpo risanato.
Il giorno seguente Barbara fu sottoposta a nuove e più crudeli torture fino a farla avvolgere da fiamme che miracolosamente si spensero quasi subito. Portata ignuda per la città la ragazza fu protetta da una fitta nebbia e da nuvole nere mandate dal Signore da lei invocato per proteggerla ed impedire che fosse vista dalla gente. Fu riportata al cospetto del suo giudice miracolosamente vestita e sana.l'ultimo ritratto del padre, pagano impenitente
Siccome la Fede le faceva superare tutte le prove il prefetto ne ordinò l’immediata decapitazione che fu eseguita addirittura dal padre stesso. Subito un fulmine infuocato discese dal cielo bruciando completamente il crudele padre di cui non rimasero nemmeno le ceneri.

Al di là di questo racconto che, lo ripeto, ha un’attendibilità storica molto relativa, qual è oggi la rilevanza della testimonianza di Santa Barbara? Innanzitutto è la storia di una ragazza giovane, bella e con tutte le possibilità di avere una vita facile e che invece si pose come voce critica di fronte ad un potere politico che voleva conservare l’apparenza dell’ordine e della giustizia ma che non voleva cogliere la sostanza delle cose e il loro valore profondo: quello della Fede e della Parola di Dio (oltre che quello della libertà).
Tutto passa, ma restano le opere che abbiamo compiuto e la testimonianza che abbiamo saputo dare.

Siamo consapevoli testimoni di fatti di cronaca o di comportamenti pubblici che ci pongono innanzi flagellazioni, offese, umiliazioni al corpo e alla dignità delle persone, soprattutto delle donne che ancora oggi vengono spesso considerate corpi da esibire o da usare. Delinquenti e persone moralmente indegne vengono elevate ad esempio e a modello da imitare per giustificare la prostituzione, l’abuso sui minori, la rispettiamo solo i pompieribestemmia, il consumo di droghe. I modelli dominanti imposti dai mass media ci hanno assuefatti a comportamenti antitetici al Vangelo riguardo la visione della vita, della moralità, delle relazioni con le persone, degli affari, dei giovani ridotti a obbedienti consumatori.
Santa Barbara invece ci insegna a donare la propria felicità agli altri e a condividere l’insegnamento della Parola di Dio attraverso ogni gesto che manifestiamo. La sua storia ci racconta che il coraggio dei Santi ci stimola ad essere testimoni davanti agli altri attraverso la bontà e la verità dei nostri comportamenti anche quando vediamo intorno a noi l’esempio di credenti non proprio coerenti con la fede che professano.
L’undici omaggia Santa Barbara non per fare inutile archeologia religiosa, ma per proporre un esempio profondo e sincero per la nostra vita attuale.

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    lo dovevo ai pompieri, ai minatori, ai marinai, agli artiglieri, ai campanari, ma soprattutto a Barbara e al mio fucile.

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