R.I.P. – Il morto del prossimo mese: Margaret Thatcher

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Se n’è andata. La baronessa inglese non si limitò a combinare disastri a casa sua, nel suo impero e in Europa. Morente il comunismo, col suo amichetto ex-attore di Hollywood iniziò la guerra, poi stravinta, del capitale contro le istituzioni e le comunità.

Margaret Hilda Roberts (Grantham, Regno Unito, 13 ottobre 1925) nacque dalle parti di Nottingham. Il famoso sceriffo ne sarebbe andato orgoglioso. Studiò chimica ad Oxford ma, dopo aver sposato il signor Thatcher, divenne avvocato. Nel 1959 diventa MP (Member of Parliament). Nel 1975 è segretaria dei (conserva)Tories, diventando primo ministro del Regno Unito nel maggio del 1979, dopo aver sconfitto James Callaghan, che rappresentava un malconcio Labour. Come spesso succede nelle democrazie mature e pragmatiche, la sua vittoria fu il risultato di un pessimo governo dei laboristi.

Le elezioni furono infatti precedute dall’ancora oggi ricordato “winter of discontent” di fine 1978 inizio 1979. In quei mesi il paese viveva un clima da fine impero (letteralmente) con un alto conflitto sociale da repubblichetta delle banane. Ancora oggi molte delle persone che c’erano, non hanno difficoltà a confessare che il paese era in mano ai sindacati e che il morale collettivo era a pezzi.  Margaret quindi vinse a mani basse promettendo di raddrizzare la spina dorsale del paese restituendolo alla grandeur degli anni passati. Il tutto grazie a una semplicistica ricetta: “less government, lower taxes, more freedom for business and consumers“.

Tuttavia già nel 1982, un anno prima delle elezioni, la pagliara (thatch) già aveva scontentato tutti. Per un soffio invece rivinse le elezioni del 1983, grazie a una ripresa economica che doveva venire dopo anni di recessione locale e globale, ma soprattutto alla guerra della Falklands, conseguenza dell’invasione decisa dalla junta militar argentina delle isole Falklands al largo dell’Argentina. La guerra durò 74 giorni, fece circa 1000 morti (700 argentini) e si concluse con un successo netto dei britannici, capeggiati dalla lady di ferro, soprannome datole da un diplomatico russo un lustro prima. Vinse quindi di slancio nel 1987, ma nel 1990 gli stessi conservatori si stufarono di lei e la mandarono a mettere il lucido alle sue famose borsette.

Sicuramente, fu una dura. Niente di male, benchè non ci sia evidenza che il suo tanto osannato caratterino sia stato indispensabile per risolvere problemi. Non mancano invece le prove per dimostrare quanto la sua arroganza e i suoi modi spicci siano stati di intralcio in svariate occasioni. La sua parabola politica si riassume abbastanza semplicemente, ed era già stata compresa ai tempi. La signora Thatcher non andò al potere con chissà quale visione politica, ma per fare la guerra. La guerra al comunismo russo, la guerra al socialismo inglese, la guerra allo stesso stato inglese e la guerra ai sindacati e ai cittadini, pardon sudditi(*). Non ebbe bisogno di essere una fine politica, di esibirsi in equilibrismi o mediazioni. Fu uno spietato terminator e, piaccia o non piaccia, vinse quasi tutte le sue battaglie. Insisto. Battaglie, non sfide politiche.

Non fece prigionieri, mai. Vediamo brevemente alcuni fatti che caratterizzano la donna e la sua missione. Iniziò con l’abolire la distribuzione gratuita del latte nelle scuole, tagliò pesantemente i finanziamenti pubblici, dall’educazione (Oxford si rifiutò di darle una laurea ad honorem) all’housing. Da primo ministro chiuse o privatizzò tutte le miniere del nord Inghilterra, assecondando scontri e violenze, infine gettando in depressione e/o in povertà migliaia di baldi giovanotti dell’epoca (sì, “Full monthy” fa ridere ma ancora adesso se andate nel nord dell’Inghilterra ci si può rendere conto dello sfascio causato). Lasciò morire in prigione, vittime del loro stesso sciopero della fame, i membri dell’IRA che protestavano contro la revoca del loro status di prigionieri politici. Per questo l’IRA tentò di ammazzarla nel 1984, mettendo una bomba nell’hotel a Brighton dove si stava svolgendo il congresso dei Tories. Inflessibile, il giorno dopo parlò all’ora stabilita e guadagnò consensi rafforzando ancora di più la sua immagine di iron lady. Poco prima di essere dimessa, abolì il tradizionale metodo di tassazione basato sul valore di una casa introducendo la poll tax, che faceva pagare a tutti lo stesso importo, non importa dove e come vivevano. In Europa e nel mondo, stesso stile. Fiera avversaria dell’Unione Europea, cercò di rinegoziare l’impegno finanziario  del suo paese (“I want my money back”, si dice abbia detto) e non perse nessuna occasione per sabotare qualsiasi evoluzione unitaria (politica, economica e sociale) della comunità europea. Come un disco rotto, arrivò a dire che l’Europa aveva senso solo per assicurare il libero mercato fra paesi (in verità pochi politici britannici si discostano molto da questa opinione).

Con il suo amichetto ex-attore di  Hollywood, sconfisse il comunismo (o meglio contribuì alla sua auto-implosione) e gettò le basi economiche del mondo come lo vediamo ora. Infatti, e il cerchio si chiude, i due furono il padre e la madre dei cambiamenti epocali vissuti dalle società occidentali durante gli anni ’80, sempre con lo stesso motto, contenuto nel manifesto dei Tories alle elezioni del 1979. “Less government, lower taxes, more freedom for business and consumers”. Una copia della celeberrima Reaganomics, ovvero riduzione delle conquiste civili e sociali del novecento, esaltazione dell’individualismo, monetizzazione del rapporto stato-persona (io stato ti faccio pagare meno tasse ma allo stesso tempo vengo meno ai ruoli che mi definiscono e che ti definiscono come cittadino), prevalenza delle esigenze del business in qualsiasi ambito e infine, cosa forse più grave, trasformazione del cittadino/suddito(*) in consumatore.

Che dire insomma di questa signora? Due cose.

- Margaret Thatcher fu la quinta colonna della Reaganomics in Europa. Questo è semplicemente imperdonabile. Tutto è cambiato dagli anni settanta, tante cose in meglio, tante in peggio. Forse sarebbe successo lo stesso, ma lei è stata l’importatrice dell’american way of thinking, del “turbocapitalismo” tutto egoismo, lavoro e soldi. Si dovrebbe scrivere un articolo solo per questo, ma faccio solo un esempio per rendere l’idea. La “pagliara” tolse il latte gratis agli scolaretti. Ora, questa cosa non esiste più da nessuna parte, e alle nostre orecchie suona proprio strana e “sprecona”, assistenzialista e ingiusta. Ecco, a me pare di no, pare che siamo noi che ormai non ci poniamo più il problema di cosa dovrebbe fare di buono una comunità, non una somma di individui, per il suo benestare (welfare). Niente da fare, noi siamo nati col chip del “meno stato, meno tasse, più libertà e consumo” che non ci accorgiamo neanche più di averlo, ci pare tutto naturale e ci risulta difficile prendere in considerazione maniere alternative (parola abusata e storpiata appunto per dare una accezione negativa a tutto quello che va contro lo status quo) di organizzazione e provvedimenti sociali. Pensiamo come la Thatcher e Reagan, e non lo sappiamo neanche.

- Margaret Thatcher non fu una politica, fu una esecutrice di una vision, di un progetto (altrui). Non fu rappresentante del popolo e di tutti, fu manager spietata del “turbocapitalismo”. Nessuna democrazia si merita un rappresentante così. Semplicemente perchè non rappresentò, non mediò, non si assunse la responsabilità di tutelare le spesso contrastanti istanze provenienti da diversi settori della società. A me ricorda Hugo Chavez, ovviamente paragonando epoche e contesti diversi. Politici con un super-ego, con la stessa pulsione ideologica sempre uguale a se stessa, lo stesso rifiuto del compromesso, la stessa aggressività riservata ai nemici.  Per questo provocò e si aprofittò del clima di scontro e talvolta violenza venutosi a creare nel paese, invece di puntare alla pace e a un ampio benessere sociale, ai suoi occhi concetti arcaici e da cancellare. A margine,  fu la prima a promuovere in Europa la figura del “one-man party”, limitando o deprimendo il ruolo del partito che la aveva eletta, e a volte anche delle istituzioni cui era chiamata a servire, non comandare.

Non ci mancherà. Una prece.

(*) In Gran Bretagna la questione cittadinanza contro sudditanza alla corona non è stata ancora formalmente sorpassata. Tecnicamente gli abitanti del Regno Unito sono sudditi. Per esempio, per completare la procedura per la cittadinanza inglese, scozzese o gallese, bisogna giurare fedeltà alla corona.

 

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11 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    La Thatcher ha fatto il caterpillar travolgendo tutto. Chi come il nostro Nick pensa che sia giusto chiudere improvvisamente fabbriche e miniere perché chi ci lavora se lo merita, che l’istruzione e la salute siano appannaggio di chi ha i soldi perché se ha i soldi se lo merita è giusto che sia d’accordo con la lady di ferro. Da noi il thatcherismo è stato strisciante: ogni anno la scuola pubblica perde qualche pezzo, si cancellano servizi, l’accesso alla sanità pubblica è sempre più difficile etc. etc. ma come molte cose italiane non si mai a chi dare la colpa o il merito di tutto ciò.

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  2. kiki

    Pota, Marincola! Il problema è che il diretùr è un gran radical chic (traduz: uno snobbettino), organizzerà una festa in un locale a Rimini che se uno non conosce Fabrizio Corona o qualche eroe del Paganello non potrà nemmeno entrare…
    Adeu
    (ho preso un po’ di informazioni, lo ammetto)

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  3. giorgio marincola

    Sgana devi assolutamente scrivere un articolo sull’ Inghilterra del Nord in quel periodo e nei seguenti. Come hanno chiuso i porti di Liverpool e le conseguenze, come Bradford è diventato Bradford (io “c’ero” agli scontri di Bradford), ma anche Leeds città dei bombers, poi la “resurrezione”, se si può dire così. Io non ci arrivo. E poi l’ England profonda e reale, del nord, altro che i sissies del sud
    o Londra.
    Ta!

    Per mettersi in contatto con la redazione, vedi link “scrivi all’11″ colonna destra in HP.

    @ kiki: A breve il direttore comunicherà “festa-ritrovo” dell’ Undici. Stay tuned.

    Rispondi
  4. sgana

    Margaret Thatcher the Milk Snatcher !
    Questa donna ha cambiato la mia vita per sempre togliendomi in 1970 il mio bicchiere di latte quotidiano.
    Era l’unico momento di conforto nella mia scuola privata sulle brughiere di North Yorkshire.
    Il resto della mia vita era una lotta continua contro.
    Potete Google The Battle of the Beanfield per saperne di più.
    Io c’ero !!
    Epitaph suggested “A great Prime Minister but a terrible person”

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  5. matzeyes

    Ma come c… si fa a mettere un link in un commento? Vabbè fate Google su “State funeral planned for Lady Thatcher”

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  6. kiki

    Sì, la meritocrazia dei furbetti del quartierino, degli oligarchi russi e dei petrolieri texani… A Nick, su…
    (per inciso: cosa c’è che non ti piace nell’egualitarismo?)

    “Quella cosa che chiamate società, state certi, non esiste!”
    Maggie

    PS: Marincola, perché il destino è stato così crudele da non farci mai incontrare?

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  7. giorgio marincola

    Avremmo potuto discutere della tua generica e inverosimile affermazione se almeno avessi saputo scrivere Thatcher.

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  8. Nick

    Vedo che dopo più di venti anni, ancora vi rode parecchio per il determinante contributo della Tatcher nella vittoria della meritocrazia sull’egualitarsimo e dell’individualismo sul pansindacalismo eh? :D

    Che sia il prossimo mese o tra 10 anni, grazie per tutto quello che hai fatto Maggie! ^__^

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