Il film del mese: Post Mortem di Pablo Larrìn

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locandina post mortem di pablo larraìnNel mese dell’orgullo chileno, L’Undici si misura con il film che fino all’ultimo ha rischiato di levare alla Coppoletta il Leone d’oro.

Mario è un uomo grigio, banale, con una pettinatura improbabile. Lavora all’obitorio di Santiago del Cile, dove trascrive le autopsie che poi batterà a macchina, un po’ in ufficio, un po’ nel suo appartamentino da single triste.
Quest’uomo triste e grigio è innamorato di Nancy, la sua algida vicina di casa. Lei fa la soubrette in un cabaret di terz’ordine, in lite continua con il principale gaio che non riconosce la sua grandezza, la sua eleganza, e le preferisce come prima ballerina “addirittura una negra”.
Il padre ed il fratello di Nancy – al contrario di lei che è indifferente a tutto, annoiata di tutto, occupata a dormire per farsi passare il mal di testa – sono attivisti della Unidad Popular, la formazione comunista del Presidente Allende, alla vigilia del golpe di Pinochet del 1973 (per inciso: adesso il golpe cileno è stato anticipato all’11 settembre per convincere il popolino che la Storia è un eterno ricorso e che chi ieri ha colpito domani perirà; in realtà, però, avvenne il 12).

la vita all'obiotrio non è mai stata uno spassoDopo avere frequentato Nancy a cena un paio di volte, sempre nella assoluta e fastidiosa indifferenza della divina, averle chiesto di sposarlo e averle fatto recuperare il posto nello squallido cabaret del maricone, Mario una mattina scopre che tutta la famiglia di Nancy è scomparsa; Santiago è diventata un posto irreale, con nessuno per strada e qualche auto cui sembra essere passato sopra un carroarmato. Quando arriva all’obitorio, Mario ci trova un militare a coordinare i lavori, mentre iniziano ad ammassarsi ovunque cadaveri, trasportati, classificati, appoggiati da qualche parte da Mario e i suoi colleghi (una dottoressa di cui Mario qualche giorno prima aveva rifiutato le avances, il dottore responsabile dell’obitorio, che solo qualche giorno prima parlava di armare il popolo per difendere la democrazia). Il terzetto vive il momento più drammatico di tutto il film quando è chiamato ad una “necroscopia fuori sede”, che si rivela essere nientemeno che l’autopsia di Salvador Allende.vieni a casa mia che ci divertiamo un casino
Ma Nancy non è scomparsa, anzi, ritorna. Mario la aiuterà a nascondersi; ma nemmeno il pericolo, il dolore, il fare i conti in diretta con la Storia scalfirà la sua indifferenza. Tanto che poi alla fine…

Post Mortem è un film che vorrebbe essere cupo e dolente, ma che non riesce a scrollarsi di dosso del tutto l’impressione di essere soprattutto un film costruito soprattutto per vincere un salame a qualche festival: lento, silenzioso, noiosetto. Mi si dirà: come Somewhere, quindi; è vero, ma lì la Coppola raccontava la noia devastante di un mondo di lustrini; qui si sceglie la noia per raccontare il mondo che va a rotoli.regista e attori a venezia dove avrebbero meritato il leone
Tristanzuolo e squallidino fin nella forma (non però negli attori, bisogna ammetterlo), girato tutto su pellicola sgranata (stile “Dogma” per intenderci… Hai capito, l’originalità?! Adesso che ci penso, anche l’audio è in presa diretta e non c’è colonna sonora), non riesce a coinvolgere, perdendo alla grande il confronto con un film lineare e quasi didascalico come il Missing di Costa-Gavras ed anche con il precedente Tony Manero, dello stesso Larraín, e lasciando anzi più dell’impressione che sotto al fumo manchi del tutto l’arrosto.
Va bene, la banalità del male, i burocrati della morte, il male che è dentro di noi… con una sensazione fastidiosa: che alla fine, di fronte ad una vita così imbelle, ad una tale inerzia/indifferenza, la dittatura e l’omicidio di Stato sono stati il risultato naturale.
Te li sei meritati, o popolo cileno, i film di Pinochet!

 

 

 

REGIA: Pablo Larraín
SCENEGGIATURA: Pablo Larraín
ATTORI: Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso, Marcial Tagle
FOTOGRAFIA: Sergio Armstrong
DISTRIBUZIONE: Archibald Enterprise Film
PAESE: Germania, Messico, Cile 2010
GENERE: Drammatico
DURATA: 90 Min

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