Grandi Misteri: lo sterco di Google

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Google, grazie! Ci hai cambiato la vita, quasi sempre in meglio. Ma chi vi paga? Da dove ricavate il dinero? Devo farvi una donazione? Avete fame?

Abbiamo tutti più di dodici anni. Abbiamo quindi vissuto tutta la Google revolution, dalla prima volta in cui abbiamo aperto quella scarna pagina con una sola casella.

Ma Google non è solo eccellenza geek distribuita gratis alle masse. Google Inc. è anche una compagnia registrata negli Stati Uniti d’America.  Un’azione Google Inc., quotata a Wall Street (NASDAQ), costa circa 600 dollari. Nell’ultimo trimestre, GOOG ha incassato circa sette billioni di dollari, che sono risultati in un netto profitto di 2 billioni. Ma Google è gratis, noi tutti usiamo soluzioni o tecnologia Google senza pagare. Neanche volendo possiamo comprare un prodotto Google, ma poi cosa è un prodotto Google? Mai visto uno in carne, ossa e circuiti! Come fanno allora a guadagnare decinaia e decinaia di billioni di dollari, ahiò?

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Essì, i geni degli algoritmi di ricerca, quelli che hanno differenti copie di Internet nei loro computers, che con i loro ragni rilevano in diretta tutte le vibrazioni e tendenze di Internet usano la meno tecnica, più futile strategia per portare a casa la pagnotta. C’è una sottile ironia in questo, ma cosí è.

Come funziona?
Ogni volta che facciamo una ricerca in Google, o guardiamo la nostra posta elettronica in gmail, appaiono dei links che ci propongono con un piccolo messaggio di andare a visitare un altro web-site che “casualmente” ha qualcosa a che fare con il tema della nostra ricerca o con gli argomenti trattati nel testo della e-mail che stiamo leggendo. Se ci clicchiamo, a noi non succede niente, finiamo in una diversa pagina web più o meno interessante. Ma per Google questo è il core business. Per ogni click, Google Inc. ricava pochi centesimi di dollari, pagati ovviamente dai gestori dei siti che vengono linkati dai links che Google ci propone.

Questo è il servizio Adwords. Chiunque abbia un sito, per attirare visitatori, che dopo 20 anni di internet di massa sono sempre più spesso trattati come potenziali consumatori, compra da Google il privilegio di associare un link e un messaggio di spiegazione del link (quasi sempre un messaggio pubblicitario). Ok capito, in pratica Google vende cartellini pubblicitari. Capito, triste e banale.

Invece no! O almeno c’è dell’altro, molto altro! Google non vende a prezzo fisso il cartellino. Google vende il diritto di associare il link e il cartellino a certe parole che il compratore sceglie. Inoltre, non vende a prezzo fisso, ma appunto chiede dei soldi ogni volta che il cartellino viene cliccato e qualcuno quindi viene portato (landing) sul sito di chi paga per il cartellino. Adwords, nei suoi dettagli, è molto più sottile, in tradizione con l’eccellenza della ditta Google. Per fare solo alcuni esempi, il cliente di Google può scegliere non solo le parole, ma anche il minimo e il massimo che è disposto a pagare per un click singolo, l’importo massimo di spesa diciamo in un mese, finanche in che zone del mondo far apparire il suo cartellino. Questi e altri parametri determinano se, dove, come e in che posizione il cartellino del cliente appare nei links proposti da Google ai visitatori delle sue pagine. Non è ancora finita!

Se siete attenti, o anche solo curiosi, avrete sicuramente notato in una infinità di siti dei veri e propri quadretti con cartellini e links simili a quelli di cui si discuteva sopra. Eppure il sito di mio cuggino che li include non ha niente a che vedere con Google, non possono avere assunto mio cuggino a Google, è tonto, ha impiegato un mese a fare quella pagina web con tre foto del compleanno di mia sorella. Ecco un altro esempio della creatività e eccellenza di Google Inc: Google permette a tutti di includere links e cartellini pubblicitari. Basta registrarsi al servizio AdSense (gemello quindi di AdWords) e Google fornisce un po’ di codice HTML da inserire nel mio sito, e mi garantisce una parte del guadagno nel caso qualcuno capiti sul mio sito e clicchi uno dei cartellini.
Ho visto mio cuggino il mercoledì delle ceneri passato mentre mangiavamo le frittelle di carnevale, ho chiesto spiegazioni e lui si vantava e diceva che era socio di Google. La cosa buffa è che quando l’ho rivisto durante il barbecue tradizionale che facciamo il venerdì santo, mi ha detto che non lavora più con/per Google, perchè  ha cliccato un po’ di volte sul suo stesso sito, visto che quasi nessuno lo visita (a ragione, non è che le foto di mia sorella in effetti invoglino). Insomma ha ricevuto una mail in cui il suo socio Google ha detto che era evidente che una qualche forma di click-frauding era in atto, e che di conseguenza gli veniva chiuso l’account di AdSense.

Insomma, in questa maniera, spiegata qui in maniera molto arruffata e imprecisa, Google guadagna fior di soldini. E se li merita, perchè poi noi gente normale approfittiamo dei loro dischi, tecnologie, telefonini, sistemi operativi, tv, computers ecc. ecc. Ok, ultimamente magari l’ha fatta fuori dal vaso, ma appunto per essere perfetta Google deve avere almeno un difetto. Poi per la privacy, censura, Cina e altri temi facciamo che ne parliamo un altro giorno.

Per ultimo, una parola che sarà a breve un grande mistero e che ci verrà ancora una volta regalato da Google.
Android. Segnatevela!
Coactus feci.

 

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    nell’azienda informatica in cui lavoro tempo fa venne un dirigente di google (ura ragazzo italiano) a farci una lezione sulla loro mitica organizzazione: 70% del tempo fai quello che devi fare, il 30% fai quello che vuoi. se hai dei progetti tuoi li proponi. i livelli bassi scelgono chi deve essere promosso. invece della mensa c’è un ristorante di lusso, palestre, piscine, amenicoli vari … una figata, un paradiso. ma come fate?
    visto che i fondatori hanno messo in pratica un’idea fantastica guadagnamo come dice Marincola bilioni di dollari e quindi possiamo spendere e spandere quanto ci pare. e poi siccome siamo bravissimi e da noi si sta bene ogni anni ci arrivano circa 4 milioni di curriculum da tutto il mondo tra i quali scegliamo il meglio del meglio delle menti del pianeta. Più facile di così

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  2. kiki

    Giacomino Calzolari, prof emeritus di economia alla Alma Mater Studiorum University, fa lezione ai giovani studenti di laurea specialistica spiegando questo meccanismi su cui si fonda il profitto di Google.

    Pare che ci sia anche la branca di economia che se ne occupa 8Auction Theory, ossia “teoria delle Aste”

    Rispondi

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