Trying to look good limits my life

6
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Cosa ho imparato – in ritardo – da Stefan Sagmeister che mi guida nella difficile pratica quotidiana di vestirmi, pettinarmi e rendermi presentabile nel mondo.

Sagmeister, austriaco, classe ’62 è un affermato graphic designer che ha studiato ed opera negli Stati Uniti. Dopo successi nel campo pubblicitario e musicale (anche un Grammy come art director in the best design Packaging per il box di ‘Once in a lifetime’ dei Talking Heads) si prende un anno sabbatico e si dedica a progetti senza un committente. Così nel 2004 inizia il suo lavoro “20 things in my life I have learned so far”, una serie di “pezzi tipografici” ispirata alla saggezza del suo nonno.trying

Ho scoperto l’operatrying to look good limits my life” solo nel 2008 e da allora le immagini strappate da una rivista, ormai sbiadite, sono sempre con me, in una busta di plastica e il significato è rimasto scolpito come indelebile segno nella mia mente.
Forse l’austro-newyorkese non pensava solo all’aspetto ma anche all’apparire buono, bravo, addirittura ad essere una brava persona. In sintesi comportarsi sempre in modo corretto ed appropriato per salvare le apparenze, è un limite, nella vita.
Portata all’estremo la frase non mi tocca, perché non la condivido appieno. Ma questo motto è diventato la mia lanterna di Diogene: non voglio che l’estetica, l’esterno, la cura dell’aspetto pongano recinti, steccati, impedimenti, problemi che limitino la mia vita.

to lookQuindi guardo il mondo della moda, l’eccelsa apparenza, con un doppio occhio.
Da un lato come un estimatore, e allora lo analizzo e lo cerco, non mi stanco di osservare e di sapere, come per altre forme di creatività che mi riempiono la vita: la musica, il cinema, la scrittura. Penso anche a Venezia alla Biennale d’arte, ti piace, ti diverti, scopri cose che non conoscevi, ma chi vorrebbe avere in casa un’opera fatta di bastoncini di liquerizia?

Dall’altro lato, quando devo applicare a me stessa quello che la moda ed i giusti modi propongono, mi viene sempre più spesso da pensare: “trying to look good limits my life?”.
E così le scelte pratiche finiscono per essere guidate dal desiderio di non porre limiti al mio sentirmi meglio senza pensare all’apparenza. Dalla sensazione che prendersi cura di sé e del proprio aspetto sia un togliere tempo ed aggiungere fatica a giornate già dense di scelte ed impegni.

Così, al termine del mese della moda, iniziato l’8 settembre, ho pensato di guardare le passerelle e gli eventi come se si potessero giudicare con la saggezza dei nonni.

Pensavo venisse facile affermare:
Bello, ma solo per magre;
bello, ma solo per giovani;
bello ma solo per fissate;
bello ma importabile perché scomodo;
bello ma importabile perché improbabile…
brutto;
sempre uguale;
che noia…

Con le mie idee preconcette ho frequentato siti americani, il Vogue inglese, francese ed italiano. Ho letto recensioni, osservato dettagli, guardato sfilate. Fra i 18 trend segnalati da Vogue UK, il migliore sito fra quelli di tutti i Vogue del mondo, ne volevo citare quattro.good

THE GOOD NEWS: There’s roomfrom Marc Jacobs in New York to Prada in Milan and just about everywhere in Paris – there were tunics over skirts that mean we’ll breathe easy next summer.
Buone notizie: staremo comode, nulla ci stringerà e renderà difficile la respirazione.

THE EASY WIN: If you don’t buy anything next summer, just add an animal. Prada’s monkeys, of course, Louis Vuitton’s zebras, tigers, pandas or giraffes or just make like Hermes and ride off into the sunset on a glossy stead.
Scelta facile e vincente: non vuoi comprare nulla di nuovo? Aggiungi qualcosa di animalesco.

THE RACE TO BUY FIRST: Miuccia does it againthe Prada banana earrings or the Miu Miu neon heels.
Batti tutti sul tempo: vuoi comprare la novità assoluta? Scegli Miuccia, che siano gli orecchini a banana di Prada o le scarpe con il tacco flou di Miu Miu.

THE BEST YET: Easy – Prada. How to change the course of fashion in the space of 10 minutes. Again.
La meglio nel mondo? Sempre ed ancora Prada.

L’estate prossima potrebbe essere tutto portabile e poco limitante: ci sono frutta, righe colorate, animali, bianco totale e nero totale, colori pastello e colori flou. Non c’è più il carne ed il beige del 2010, e lo smalto 505 particulière di Chanel ha lasciato posto ad uno smalto grigio scuro, molto bello, che non ci è ancora dato sapere come si chiama, dato che è appena uscito. Troviamo lunghezze sensate e tagli comodi, borse capienti o piccole, ma con accorgimenti che le rendono semplici da tenere in mano, scarpe con tacchi alti, medi (il tacco scomparso da tempo) o bassi (sì hanno sfilato anche calzature piatte), sempre meno zeppe, ma quelle che ci sono, si possono mettere senza difficoltà.limits

Alla fine, però mi sono fatta una domanda.
Franca Sozzani, per esempio, ha tenuto un diario quotidiano per un mese con testi e foto nei diversi front row. Quel che ne esce è un sostegno generale al sistema moda, una buona parola per tutti (nessuna presa di posizione smaccatamente a favore di qualcuno, figuriamoci contro) e per lei più cambi d’abito che in uno spettacolo di Brachetti.
Partecipare a tante sfilate ed eventi, pur se appassionata e affascinata, ed essere vestita, truccata, ingioiellata sempre in maniera da rendere lampante il motivo per il quale vieni considerata – a ragione – una delle 3 donne più potenti ed autorevoli nell’intero pianeta moda, sarebbe divertente, interessante o stressante e limitante?

Il gusto logora chi non ce l’ha.
my lifePersonalmente, dovendo scegliere se dedicare più tempo e denaro ad essere good-looking, anche oggi esco struccata e in tuta. Nei piedi, nascosto da un calzino grigio scuro come il pantalone in felpa ed una scarpa da running con laccetti flou, lo smalto giusto.
So che fra qualche mese sarà fuori moda. Ma ci penserò la prossima estate.
Intanto penso all’orecchino banana di Miuccia. Mi piace già, lo comprerei subito. Come l’orecchino a forma di moka per il caffè che indossava Candela – Maria Barranco, in “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” nel 1988 che ancora conservo.
Devo considerarlo un limite alla mia vita? No, ma nemmeno un tentativo di produrre un aspetto migliore.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Augusto

    il finale del tuo articolo mi ha fatto sorgere un dubbio: non è che anche la tuta e il calzino grigio in qualche modo siano un Trying to look e di conseguenza limits your life? Magari mi sbaglio ma non sembrano frutto della casualità ma un modo comunque di comunicare qualcosa così come per coloro che indossano i mokaorecchini (con le dovute proporzioni naturalmente).

    Rispondi
  2. kiki

    E, se ho capito chi si cela dietro allo pseudonimo, direi anche che gli orecchini a forma di moka non erano nemmeno… ciò che folgorava di più di marinda

    Rispondi
  3. giampi

    Io sono rimasto folgorato dal titolo dell’articolo, nel senso che ci ho messo mezz’ora per decifrarne la grammatica (che lingua barbara l’inglese!)

    Rispondi
  4. Billy Covington

    gli orecchini a forma di moka dicono che portano fortuna e facilitano incontri folgoranti. almeno io sono rimasto folgorato.

    anonimo pilota ravennate

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?