Sanremo greatest hits

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Baseball pro: dopo AleMae, anche Liddi “si sottopone” alle undici domande de L’Undici alla vigilia dell’avventura venezuelana. E noi raccontiamo i suoi sogni, inclusa Jessica Alba.Alex Liddi

Il giorno del suo diciassettesimo compleanno, il 14 agosto 2005, Alex Liddi era su un campo da baseball, a 200 chilometri da casa, ma sempre affacciato sul suo Mar Ligure. Da Sanremo a Tirrenia, per partecipare alla prima Academy organizzata dalla Major League Baseball in Europa. Tre settimane di baseball, sotto la guida di allenatori stelle e strisce, ma soprattutto sotto gli occhi degli scout delle franchigie delle leghe maggiori. Il regalo arrivò poco dopo, la firma del contratto con i Seattle Mariners. Liddi, come il suo amico e collega Maestri, si chiama in realtà Alessandro, ma il primo passo per “americanizzarsi” è inevitabilmente nel nome. I due Alex furono i primi giocatori “firmati” della prima accademia europea. Un onore e una responsabilità. Le loro storie hanno continuato a correre più o meno parallele, “gente di mare che se ne va, dove gli pare, dove non sa” cantava profeticamente Umberto Tozzi, un anno prima che Liddi nascesse.

Ovvio che la firma dovesse arrivare con i Mariners. Anche perchè – potrebbe pensare qualcuno – l’unico scout italiano della Major League lavora proprio per i Mariners, Mauro Mazzotti. La leggenda (non verificata) vuole però che la scelta dei marinai di Seattle sia caduta su Liddi non per le raccomandazioni di Mazzotti, ma per l’occhio attento di qualche altro scout americano sceso in riviera per l’Academy. Quando videro Alex girare la mazza cominciarono a chiedersi, “Ma chi è questo?”. Sì, perchè Alex la mazza la gira proprio bene.

Il primo anno da “pro”, seppure nella giovanissima Rook

ie League per una breve stagione, fu subito sufficiente a fare alzare le sopracciglia ai Moggi del baseball stelle e strisce. Una media battuta di 313 e soprattutto una media bombardieri di 500. con quei numeri, i Mariners decisero subito di fargli assaggiare le battute finali della stagione di singolo A, un finale di stagione in sordina nel freddo e nella pioggia del Wisconsin, così lontano dal sole della riviera ligure, una media battuta che non arrivò neppure a 200.

Il dubbio che Liddi – come tanti prima di lui – non potesse andare oltre il “battesimo” della Rookie League sarebbe stato legittimo, ma solo dimenticando i suoi 18 anni appena compiuti e il suo giro di mazza. Per Liddi fu solo l’inizio di una lunga carburazione tra le fattorie del Wisconsin. Nel 2007, sempre con i Timber Rattlers, Liddi ha una discreta stagione, batte 240, 8 fuoricampo, 52 PBC, ma anche 123 strikeout in 400 turni alla battuta. Cifre sufficienti a meritargli un altro anno di contratto e anche un brevissimo assaggio di Major nella pre-season, con una fugace apparizione nelle amichevoli della squadra maggiore, i Seattle Mariners. Ma il 2008 si rivela un altro anno di transizione, con cifre praticamente identiche a quelle della stagione precedente. La carriera del giovane Alex ormai è un bivio.

Il 2009 è l’anno chiave: o arriva il salto di qualità, o si torna negli stadi semivuoti dell’Italia. Dopo anni di umidità del Wisconsin, Liddi viene spedito in Singolo A avanzato ad Adelanto, in California, paese di 20mila anime, metà delle quali ispaniche.
Più caldo, ma soprattutto, un ambiente da bomber. Lo stadio “Stater Bros” è considerato il paradiso dei fuoricampisti e l’inferno dei lanciatori. Per fare unal World Classic esempio, Liddi ha partecipato ad una partita persa 33-18, con 57 valide, 6 errori, 18 doppi (!!!), 3 tripli e 10 – s’, dieci – fuoricampo nella stessa partita. Lo stadio è stato “studiato” dai meterologi e dai tecnici, e si dice che sia soprattutto il caldo a far viaggiare la palla. Nella partita dei 51 punti il vento viaggiava solamente a 7 miglia orarie. Per la cronaca, Liddi si “limitò” ad un 2/6 con un doppio.
Ma se la stagione 2009 era un bivio, Alex ha preso la direzione giusta. Una stagione tutta da raccontare, a partire dalla pre-season.

Il 9 marzo, al World Baseball Classic, l’Italia affronta a Toronto il Canada in una partita “senza domani”, chi perde esce. Liddi, diciannovenne, scende in campo da titolare. Sarà una notte da ricordare. Sia perchè l’Italia vince una grande partita (6-2), sia perchè Alex è grandissimo protagonista: 2/4 e un doppio, due punti segnati, due battuti a casa, ma soprattutto una grandissima giocata in terza base, con presa in tuffo e out in prima, con tanto di highlight sulla televisione ufficiale delle Major League, che si può ancora vedere. Il ragazzo si è fatto notare. Ma è solo l’inizio, perchè con il 2009 il curriculum di Liddi aggiunge diverse pagine.

Il bomber di Sanremo non si lascia sfuggire l’occasione climatica dello Stater Bros e chiude con medie da capogiro: 345 di media battuta (il migliore della lega, seppure in coabitazione con Koby Clemens), addirittura 411 di media battuta grazie a 23 fuoricampo e 44 doppi, ma anche e soprattutto 104 punti battuti a casa. E i 122 strikeout subiti passano decisamente in secondo piano, perchè Liddi si è ormai caratterizzato per quello che è: una mazza pesantissima, un grande produttore di punti nei momenti importanti, quello che negli States chiamano slugger. Gira la mazza per spedirla lontano, se poi arrivano tre strikes, pazienza, sarà per il turno successivo.

Il 2009 è un anno di onoreficenze: vince il titolo di Most Valuable Player (il miglior giocatore) della sua lega, miglior giocatore di lega “Topps” (le figurine Panini del baseball), viene selezionato nella All Star di lega, sia a metà stagione che a fine stagione e soprattutto si merita una convocazione nei Future Games, la “partita delle promesse” negli Stati Uniti, in cui una selezione delle migliori promesse “born in the USA” affronta le migliori promesse born outside the USA. Ovviamente è il primo giocatore di scuola italiana ad avere questo onore. Si moltiplicano i blog di addetti ai lavori che cominciano a prevedere (e a calendarizzare) l’esordio in Major League di Liddi, non mancano i detrattori. Si punta il dito sul numero di strikeout, sul fatto che in difesa “non sia da Major” e si attribuiscono le cifre nel box alla “benedizione” dello Stater Bros Stadium. I Seattle Mariners, comunque, lo inseriscono tra i 5 migliori prospetti dell’organizzazione.

E arriviamo alla stagione 2010 – che chi vuole può ripercorrersi attraverso gli aggiornamenti de L’Undici. Liddi comincia sparando un doppio con la squadra di Major nelle amichevoli di Cactus League, poi prosegue alla grande anche in Doppio A, con la casacca di West Tenn. Arriva la seconda convocazione consecutiva ai Future Games e anche lontano dall’aria magica di Adelanto il nostro eroe domina la classifica dei punti battuti a casa della lega (92), spedisce 15 palline oltre la recinzione, è decisivo in diverse partire. Alla fine anche una media di 281, la presenza nell’All Star Game di lega, per due volte “giocatore della settimana”. Ma anche un incredibile crescendo nel finale di stagione, tanto da chiudere la stagione regolare con una”striscia aperta di 14 partite consecutive con almeno una valida. Non arriva il titolo di lega, perchè i West Tenn devono arrendersi alla ex squadra di Maestri, ma i timonieri della Major non possono permettersi di “congelare” Liddi per tutto l’inverno.

E così arriva il contratto nelle Winter Leagues, il 12 ottobre comincia la stagione dei pro venezuelani e Liddi sarà al via con i Cardenales di Lara e il suo arrivo ha già destato parecchio interesse. La stagione venezuelana sarà un altro gradino importante per il sanremese, perchè il prossimo anno c’è un importante cavillo contrattuale. O i Mariners inseriscono il talentuoso terza base nel 40-man roster di Major League (la “rosa” estesa), oppure Liddi è libero di accasarsi con un’altra squadra. Difficile pensare che dopo aver scommesso tanto su di lui i Mariners vogliano rischiare.

Le undici domande a Liddi

Dopo Alex Maestri, anche Alex Liddi si “piega” alla legge de L’Undici e risponde alle nostre undici terribili domande. Le statistiche di Liddi non sono complete se prima uno non dà un’occhiata alla sua pagina di Facebook (ha anche un Fans Club), quasi 2000 amici e un buon 50% di procaci fan, spesso e volentieri dai nomi spagnoleggianti. Ma leggiamo cosa risponde il nostro Alex.

1) Fino ad oggi qual è stato il momento “top” della tua carriera? Cactus League? Future Games? O la serie C col Sanremo?
Senza togliere niente al mio Sanremo baseball, credo che il momento migliore della mia carriera sia stato il Classic a Toronto l’anno scorso.

2) Non sei riuscito (ancora) ad affrontare Alex Maestri negli USA. Ma puoi dirglielo chiaramente, come sarebbe andata a finire?
Veramente io e ale ci siamo già affrontati una volta nel 2007, e mi sono preso pure un ‘k’. Lui me lo ricorda sempre, anche se io gli ricordo sempre di un’altra occasione in Italia in cui ho fatto valida…

3) Da un’occhiata alla tua pagina di Facebook si evince immediatamente che hai una marea di fan attraenti (specialmente sudamericane?). AleMae si difende, ma non raggiunge le tue statistiche. A Sanremo si impara più che a Viserba?
No, io ho imparato da lui…

4) Giocando una volta al giorno da vari anni, c’è ancora tensione quando si va in battuta al nono inning sotto di un punto?
Sì sì, la tensione nn manca mai nei momenti importanti, e meno male che c’è sempre, perchè è questo che fa il gioco interessante.

5) Sarai nel 40-man roster quest’altr’anno?
Non lo so, dipende da alcune cose, ve lo dico a novembre.

6) AleMae ci ha detto che guadagna solo 1500 dollari al mese. E’ vero che tu guadagni quattro volte tanto?
Sì, guadagno 6000 al mese, ma non dollari, io li prendo in lire.

Jessica Alba7) Ti senti pronto ad entrare nello star-system americano e a spodestare A-Rod? Che modella/attrice stai puntando?
Sarebbe bello arrrivare al suo livello. E di attrici ce ne ho in mente un paio…. forse inizierei con Jessica Alba.

8) A parte fuoricampo e punti battuti a casa, sei ai vertici anche nei ‘K’. E’ il destino degli “slugger”. Come giri la mazza con due strike?
Quello è sempre stato un mio grosso problema, ma diciamo che non si può avere tutto nella vita. Quindi, sì, un po “mi girano” per essere al vertice di una statistica negativa, ma alla fine un ‘k’ è un out come un altro, quindi è lo stesso.

9) Ci sono già una dozzina di blog specializzati che discutono sulle tue possibilità di arrivare in Major. Alcuni sono veramente “cattivi” (ad esempio dicevano che passando a West Tenn non ti saresti ripetuto e li hai smentiti). Dicono anche che in terza non sei da Major. Li leggi questi blog?
Io i blog non li leggo, ma è come se li leggessi perche i mie genitori li leggono tutti i giorni e poi mi dicono tutto.

10) Perchè dicono che le medie battuta con i Maverick High Desert sono sempre più alte? C’è il vento? Il campo più grande? In discesa?
Sembra in discesa, ma il vero motivo è il vento. Mi ricordo che quando giocavo li mi sentivo come uno di Major, perche è veramente molto vantaggioso per i battitori.

11) Quest’anno al festival di Sanremo è andato Cassano. Fai un pronostico, in che anno inviteranno te?
Ah ah, io spero tra due o tre anni e se mi invitano porto anche Alemae.

 

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Chi lo ha scritto

matzeyes

Nato nei favolosi anni settanta, si sente scienziato (e incredibilmente lo pagano come tale), romantico, padre sapiente, nostalgico, sognatore (ad litteram), scrittore, giornalista, teorico della cospirazione, giocatore di baseball, cittadino del mondo (più d'Europa), anticonformista, rivoluzionario di sinistra, vero cattolico. In realtà è solo un (po') coglione, ma almeno è anche lui un fondatore de l'Undici.

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