Non ama l’Italia ma il potere e il profitto

5
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

niente elezioni: niente soldi per il milanAutoproclamatosi governo dell’amore, l’esecutivo in carica è ormai ostaggio di odi interni. Andiamo a vedere in cosa consiste l’amore tanto sbandierato dal nostro premier e soprattutto quali sono i suoi obiettivi e gli strascichi che lascerà.

UN PREMIER CHE ADORA IL MERCATO E IL MEDIATICO -  Il Premier al Governo ha accentuato nel duemiladieci il suo pressing di natura oligarchica, populista e illiberale. Il suo Partito della libertà (?) non ha mirato di certo a emancipare la collettività nazionale – sul piano democratico, culturale e  civile – ma piuttosto a formattarla e a omologarla alla venerazione idolatra del Capo. Per alluvionare e asfaltare le menti degli italiani, Silvio Berlusconi ha usato la macchina da guerra del Mediatico: tv e settimanali scandalistici per spegnere il pensiero degli italiani; stadi traboccanti di football per alimentare l’aggressività e la competitività degli spettatori e cancellare per sempre i valori del dialogo, dell’amicizia, della solidarietà.

 

IL DIAVOLO ROSSONERO, ALTARE DI FEDELTA’ – Il trionfo del Mediatico impoverisce la politica a “consenso”, a “signorsì” da parte del popolo dei teledipendenti e dei fruitori delle spettacolazioni di massa. Nasce una nuova religione: la sacra fedeltà al Video e al Calcio, sport sempre più invasivo e totalizzante nella vita del popolo italiano. Siamo all’applausometro festante sia della spazzatura televisiva, sia dell’attesa erogazione settimanale del match – sognato vincente – della squadra del cuore (anche se la vittoria  viene truccata: vedi Calciopoli). Come dire, il tifo alimenta la sacralità e la divinità  del proprio club, tanto da prendere il posto della fede religiosa. Si fa dogma, verità-rivelata che arruola un esercito di tifosi pronti a combattere per difendere la sua sacralità.  Non a caso il Premier ha imposto in questo campionato – a tutti i club – la “tessera” del tifoso: l’intento è di far sì che migliaia e migliaia di tifosi del Milan stipulino un duraturo patto con il Diavolo, assicurando un sicuro bacino elettorale al Partito della libertà. Un Milan che il Premier cavalca con in mano la bibbia del Mercato. Se le fortune politiche tendono al bel tempo, il Premier lucra sulla squadra (vende i pezzi migliori e si arricchisce), mentre quando il suo scranno politico traballa allora corre ai ripari – come quest’anno – aprendo il portafoglio per acquistare alcuni fuoriclasse osannati dalla stampa nazionale. Tutto questo per amore dei colori rossoneri? Errore. Perché non intende perdere questo esercito di elettori fedeli. calcio e veline: la filosofia dominante
Confessione personale. In passato ho giocato al calcio e ho tifato Milan. Da due decenni non ho potuto non cambiare bandiera. Adoro il nerazzurro meneghino, perché è l’unica divisa che può contrastare e domare il Diavolo lombardo. Anche perché il Milan ha vinto, spesso, per l’attenzione benevola ricevuta da un’associazione/arbitri timorosa delle collere del Cavaliere.

SCUOLA UNIVERSITA’ ARTE: LE GRANDI NEMICHE DI SILVIO – Il potere monarchico di Berlusconi – si è detto – si fonda sul “consenso” di massa.  Ovvia  pertanto la sua feroce  avversità nei confronti delle istituzioni che nutrono la Cultura: la Scuola perché produce “istruzione”, l’Università perché produce “scienza”, l’Arte perché produce opere teatrali, musicali, scultoree, pittoriche, letterarie.
Proprio perché sottoposta alla profanazione quotidiana da parte della videocrazia, la nostra speranza è che la Cultura sia elevata a quercia non più sradicabile dalla nostra Costituzione. Questa, l’incrollabile certezza: la Scuola, l’Università e l’Arte già indossano l’abito del Contromedium. Sono le irriducibili avversarie dei cachet strizzacervelli del Mediatico, sono le agguerrite antagoniste di una lanterna/tv che sopisce la mente dei bambini, dei giovani, degli adulti e degli anziani. Quindi, la Cultura ha diritto a un posto di prima fila in quella zona di cielo impassibile ai cambi meteorologici della democrazia dell’alternanza. I suoi occhi sono spalancati sul soggetto/Persona, mai sul soggetto/Massa tanto caro a Berlusconi in quanto fonte di profitto.
Soltanto uno sguardo “progressista” dà futuro a una Persona dall’etica/solidale (socialmente non-competitiva) e dal pensiero/plurale (intellettualmente non-conformista)! Tutto questo per dire che il Premier suona le “trombe” di uno spartito che è poco più dell’ignoranza! Questa, apre la strada ai nuovi barbari. Anzi, agli “imbarbariti” che Eugenio Scalfari segnala ai giovani per il disprezzo che rivolgono alla nostra Cultura.

le veline sono 2, ma il corpo è unicoPENSIERINO DELLA SERA – Se il nostro Paese, fonte millenaria di pensiero umanistico e scientifico, non investirà urgentemente in Cultura (è il solo contro/potere del Mediatico) rischierà sia di allargare la forbice tra cittadinanza colta e incolta, sia di rinunciare al ruolo di guardiano a difesa del soggetto/Persona contro l’incubo di un soggetto/Massa titolare di un encefalogramma piatto: il pensiero unico.
Questo, è del tutto disponibile a omologarsi in modelli esistenziali standardizzati: il corpo/unico (la velina televisiva), il piatto/unico (l’hamburger della McDonald’s), l’abito/unico (il casual della Benetton), il sentimento/unico (l’amore dell’Isola dei famosi), il week-end/unico (l’intratteniment sportivo di Quelli che il calcio… ).
Questo set di “monounicità” esistenziali scivola nella palude dell’ignoranza. Nel tragico avvento di un’umanità priva di una mente che sappia selezionare l’informazione mediatica che manomette – ora dopo ora – l’orologio della nostra vita culturale, sociale e sentimentale.
[foto by Gigi]

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!

5 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Lia

    Gli interventi nelle trasmissioni televisive di due esponenti del governo – il presidente Berlusconi a “ Ballarò” e il ministro degli interni Maroni a “ Vieni via con me”- sono la prova evidente della mancanza di democrazia e di rispetto dell’informazione da parte di questa maggioranza. Forse gli italiani sono talmente assuefatti all’enorme conflitto d’interessi del premier da non rendersi conto dell’anomalia rappresentata da un capo dell’esecutivo- tra l’altro padrone di tre reti televisive- che pretende di usufruire, a suo piacimento e in qualsiasi momento, dei mezzi d’informazione pubblici .

    Così a molti può essere apparso naturale che un ministro degli interni pretenda la replica nei confronti di un’affermazione (surrogata da indagini della magistratura) solo perché considerata lesiva nei confronti del suo partito. La cosa poi ancor più grave è che, dopo aver ottenuto di entrare a gamba tesa, come ospiti inattesi e non invitati, in programmi già predisposti secondo i tempi, il “format”, la scaletta decisa dai responsabili, si siano comportati da veri “barbari”, senza rispetto delle più elementari regole di democrazie e di buona creanza.

    Maroni, invece che leggere un “elenco” delle sue affermazioni, ha pronunciato un vero e proprio comizio come un semplice capo di partito prima delle elezioni. Berlusconi, dopo aver promesso di rispondere alle domande del conduttore, lo ha offeso, ha smentito le sue stesse affermazioni sui rifiuti di Napoli e ha ripetuto le solite e ormai trite accuse alla TV pubblica, che (naturalmente di “sinistra”).

    Siamo stanchi di questi prepotenti che credono di essere i padroni dell’Italia. Sono stati eletti da una maggioranza di cittadini che tuttavia raggiunge poco più del 30%. Ma anche se il loro consenso fosse stato più schiacciante, la caratterizzazione di un paese democratico sta nel rispetto delle minoranze, altrimenti diventa dittatura. Inoltre il ruolo dell’informazione dovrebbe essere quello di criticare e controllare il “potere”, non quello di adularlo e compiacerlo. Purtroppo questi lunghi anni di regime berlusconiano hanno tolto ai cittadini la voglia e la forza di essere tali. Ci stiamo trasformando sempre più in sudditi, incapaci di difendere le più elementari regole del vivere civile.

    Questi politici, che stanno occupando i ministeri e i ruoli chiave del potere economico, non hanno né senso dello Stato né rispetto del loro ruolo istituzionale. Parlano sempre come capi di partito e non come rappresentanti della nazione. E , quando invocano i risultati delle elezioni e la loro legittimità di governare, ricordiamoci sempre che Hitler vinse le elezioni con 13 milioni di voti. Anche molte dittature “moderne” hanno avuto la maggioranza!
    Lia

    Rispondi
  2. Gigi

    mi sembrava che la sostanza dell’articolo non fosse il solito ‘Berlusconi ladro’, ‘Berlusconi mafioso’, ‘Berluconi inadatto’. Frasi che magari io condivido ma che ci ripetiamo fra di noi da 20 anni e che non intaccano la sua presa elettorale. Qui si diceva che il successo del berlusconismo sta nel pensiero unico che ci è stato inculcato in tutti questi anni e che la ‘proposta alternativa concreta’ ad una monocultura può essere solo a livello culturale rafforzando la scuola, l’università e le istituzioni culturali che invece sono quelle più tartassate dai tagli se non svuotate secondo le intenzioni della riforma delle scuole primare e secondare volute da questo governo.

    Rispondi
  3. Augusto

    Valentino rileggiti il mio commento .. magari concentrati please. Non ho detto di non essere antiB anzi, cambiare modus pensandi non significa adeguarsi ma cambiare modo di contrapporsi, ho semplicemente detto che quando qualcuno qualche tempo fa si è concentrato sulle proposte invece che sempre e solo sulla critica come accade ora, ha pure vinto le elezioni. Se non mi sbaglio (e non mi sbaglio) l’elettorato è ancora quello. Dire che vince lui perché l’elettorato non capisce nulla è autolesionistico, come gli ultimi 15 anni dimostrano. Poi scusa ma “avete.. sarete” chi?? La cosa che mi consola è che qualcuno (uno!) si sia accorto di questa cosa ed utilizzi lo spazio (poco) che ha per esporre le sue idee. Guarda caso si comincia a parlare di lui come della reale contrapposizione (alla buon ora). Se vuoi continuare nella critica fai pure. Contento tu

    Rispondi
  4. Valentino

    Ok Augusto, articolo trito e ritrito. Potrebbe essere stato scritto 10 anni fa in effetti, una noia!

    Ma il tuo commento è stupefacente. Se la maggioranza in qualche modo (stupidità, televisioni, egoismo ecc ecc) vota sempre per un criminale e per i mafiosi, bisogna adeguarsi, bisogna cambiare modus pensandi?

    Antiberlusconista vuol dire democratico, legalitario, solidale, e moltissime altre cose.
    Se un italiano non è anti-berlusconi di questi tempi (diciamo da 15 anni) o è incosciente o si vede che ci guadagna o ha guadagnato.

    Sappiamo chi ci guadagna con B. E io che sono antiB da venti anni non potrei neanche criticare e magari sentirmi dire di proporre alternative concrete e lavorare per tutti, anche per (magari con) quelli che hanno contribuito a sfasciare il paese economicamente e che hanno distrutto la coscienza collettiva italiana?

    Ma avete proprio una bella faccia tosta. Avete avuto ventanni, almeno altri venti tornate nei vostri ufficietti o negozietti di pelli o in qualche posizione statale ben pagata al sud e non rompete più le palle.

    Ma questa è l’Italia, fra tre mesi sarete ancora al bar a proporre le vostre ricette infallibili, a dargli contro i comunisti e dire che non avete mai votato berlusconi o i suoi lacchè. Puah!

    Rispondi
  5. Augusto

    E’ il solito polpettone trito e ritrito che ci ha portato alla situazione attuale. Ci si vuole metter in testa che per scalzare il centrodestra si deve proporre qualcosa di credibile che non si basi sempre e solo sull’antiberlusconismo.
    Non posso credere che ci sia ancora qualcuno che continui arrogantemente a pensare che il popolo sia privo di cervello ed a causa di questo abbia votato B. Cambia modus pensandi, focalizzati sulla proposta alternativa concreta invece che sempre costantemente sulla critica che adesso è veramente sterile e direi pure inutile.

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?